Abbiamo installato virtualbox 4.1.8.x e abbiamo creato una macchina virtuale per il mitico ubuntu 11.10. Tutto ok tranne un fastidiosissimo particolare: anche espandendo la schermata contenente la macchina virtuale, la schermata di ubuntu non ne vuole sapere di espandersi. Inoltre se andiamo nelle impostazioni del monitor di ubuntu ci ritroviamo pure con un bel “monitor sconosciuto” e quindi impossibilitati a cambiare la risoluzione.
Come uscirne? Banalmente… ![]()
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Situazione di partenza::
- ubuntu;
- un film in formato AVi, ma diviso in 2 pezzi 1.avi e 2.avi
- un unico file s.srt contenente i sottotitoli del film.
Cosa vogliamo ottenere:
dividere il file s.srt in 2 pezzi: uno per il file 1.avi e l’altro per il file 2.avi.
Come facciamo?
Un po’ lungo, ma facile, facile… ![]()
Apriamo ubuntu software center e installiamo “Subtitle Editor“.
Apriamo il file s.srt con subtitle.
Apriamo 1.avi e andiamo a vedere quanto dura il nostro primo pezzo di film; ad esempio 1:07:45 (un’ora, sette minuti e 45 secondi)
Ora scorriamo il nostro s.srt fino a quando nella colonna “Start” non compare un tempo immediatamente successivo alla lunghezza del nostro primo filmato, 1.avi. Selezioniamo quindi tutte le righe successive e scegliamo dal menù “Tools/Split Document” (oppure premiamo i tasti Ctrl+X).
Subtitle, chiederà conferma dell’operazione (premiamo ok) e spezzerà per noi s.srt in 2, creando un secondo file con suffisso “-par2″ in una seconda scheda. Con il fuoco su questa nuova scheda scegliamo dal menù “Timings/Scale“.

Nel “Punto iniziale” modifichiamo la casella “New start” azzerando ore e minuti, ottenendo (in questo caso): 0:00:24.487
Di conseguenza, nella casella “New start” del “Punto finale” sottraiamo ore e minuti azzerati al “Punto iniziale”, ottenendo (in questo caso): 1:15:23.487
Premiamo “OK” e salviamo il file. Ora ci basta associare il nuovo file srt al file 2.avi.
Nuovo sistema, nuovi problemi ![]()
Con l’uscita di Karmic Koala sono apparsi anche piccoli bug che però, in taluni casi, danno davvero fastidio! Stiamo parlando di tutti quei software che improvvisamente non accettano più i nostri click sui loro pulsanti. Uno di essi è il mio preferito: eclipse!
Se quindi ci troviamo nella situazione in cui premendo i pulsanti del nostro software preferito non succede assolutamente nulla, allora dobbiamo porre rimedio a manina.
Il rimedio seguirà i seguenti passi:
- Creiamo un mini script
- Diamo i permessi di esecuzione a tale script
- Lanciamo lo script
Posizioniamoci nella cartella in cui si trova l’eseguibile che presenta i problemi di cui sopra (in questo caso specifico eclipse). In tale cartella creiamo il file eclipse.sh e al suo interno scriviamo quanto segue:
1 2 3 | #!/bin/sh export GDK_NATIVE_WINDOWS=true <path completo>/eclipse |
sostituendo ovviamente <path completo> con il proprio path.
Poi da terminale diamo i permessi di esecuzione a tale file, digitando
1 | sudo chmod +x eclipse.sh |
Ora lanciamo lo script:
1 | ./eclipse |
Dovrebbe adesso partire eclipse e i suoi pulsanti dovrebbero funzionare.
Da quando ho installato il mio ubuntu 9.10 ho sempre avuto un problema: tutte le parole scritte in italiano vengono sottolineate in rosso, come fossero sbagliate. Ho cercato la soluzione online, ma non ho trovato nulla di specifico: c’è chi propone di installare un plugin per firefox (?), chi ti fa un sacco di domande senza poi darti un soluzione, chi dice che è un bug (addirittura!)… Insomma, ho dovuto cercare la soluzione da solo. E l’ho trovata. Una stupidata.
Dobbiamo fare alcuni controlli preliminari.
Apriamo il Terminale e digitiamo
1 | locale |
dovremmo ottenere qualcosa di simile a questo:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 | alessandro@dell1720:~$ locale LANG=it_IT.UTF-8 LC_CTYPE="it_IT.UTF-8" LC_NUMERIC="it_IT.UTF-8" LC_TIME="it_IT.UTF-8" LC_COLLATE="it_IT.UTF-8" LC_MONETARY="it_IT.UTF-8" LC_MESSAGES="it_IT.UTF-8" LC_PAPER="it_IT.UTF-8" LC_NAME="it_IT.UTF-8" LC_ADDRESS="it_IT.UTF-8" LC_TELEPHONE="it_IT.UTF-8" LC_MEASUREMENT="it_IT.UTF-8" LC_IDENTIFICATION="it_IT.UTF-8" LC_ALL= |
Adesso dal menù superiore di ubuntu, scegliamo “Sistema/Amministrazione/Supporto lingue”.
Dovremmo vedere qualcosa del genere:

Se tutto è settato come sopra descritto, ma le scritte rosse persistono, procediamo così:
Clicchiamo col tasto destro del mouse su un termine sottolineato in rosso. Dal menù a tendina scegliamo “Spell-checker Options”. Sono sicuro che troveremo selezionato l’inglese o altra lingua. Scegliamo quindi “Language Settings…” e aggiungiamo l’italiano. Il risultato finale dovrebbe somigliare a questo:

Bene. Adesso proviamo a scrivere un testo in italiano. Sparite le sottolineature rosse?
Abbiamo installato ubuntu 9.10 e vogliamo ora predisporre un sistema LAMP.
Con ubuntu 9.10 è tutto molto facile.
Installiamo APACHE 2
- Dal menù superiore scegliamo “Sistema/Amministrazione/Gestore Pacchetti” (partirà Synaptic)
- Nel campo “Ricerca veloce” scriviamo “apache”
- Spuntiamo la casella “apache2″ e, dal menù a tendina che segue, scegliamo “Installa”
- Poi dal menù in alto scegliamo “Applica”
- Appare una finestra che ci avvisa che è necessario installare altri pacchetti: scegliamo “Seleziona”
- Appare la richiesta di conferma; scegliamo “Applica”
Verifichiamo che tutto sia andato per il verso giusto.
Apriamo un browser e nella barra degli indirizzi digitiamo:
1 | http://localhost |
Dovrebbe apparire una pagina con scritto
1 2 3 | <strong>It works!</strong> This is the default web page for this server. The web server software is running but no content has been added, yet. |
Bene.
Installiamo PHP5.
Tutto come prima
- Apriamo Synaptic.
- Nel campo “Ricerca veloce” scriviamo “php”
- Spuntiamo la casella “php5″ e, dal menù a tendina che segue, scegliamo “Installa”
- Poi dal menù in alto scegliamo “Applica”
- Appare una finestra che ci avvisa che è necessario installare altri pacchetti: scegliamo “Seleziona”
- Appare la richiesta di conferma; scegliamo “Applica”
Verifichiamo che tutto sia andato per il verso giusto.
- Apriamo il termiale e digitiamo:
1sudo gedit /var/www/testphp.php
Questo aprirà un file chiamato phptest.php
- Nel file appena aperto incolliamo il seguente codice:
1< ?php phpinfo(); ?>
- Salviamo chiudiamo il file
- Per far si che PHP funzioni e sia compatibile con Apache dovremo riavviarlo.
Per farlo digitiamo quanto segue, nel terminale:1sudo /etc/init.d/apache2 restart - Ora apriamo il browser e digitiamo quanto segue nella barra degli indirizzi:
http://localhost/testphp.php
Bene.
Abbiamo detto che il comando
1 | update-grub2 |
si occupa di creare il file /boot/grub/grub.cfg.
Per ottenere questo risultato esegue, in sequenza, gli script presenti nei file che si trovano nella cartella /etc/grub.d/.
Purtroppo non c’è ancora una procedura automatica per l’eliminazione e/o la modifica delle voci che ci vengono “imposte” da grub2. Tuttavia con un po’ di pazienza possiamo “usarlo” per farci aiutare a ingannarlo
Andiamo!
Apriamo il file /boot/grub/grub.cfg. Ci servirà!
E’ in sola lettura e noi rispetteremo il volere del suo creatore: non lo modificheremo mai a manina. Però ora cerchiamo di capire come viene creato.
Quando viene eseguito il comando update-grub2, viene letto sia il file /etc/default/grub sia i file presenti in /etc/grub.d. In questo modo vengono impostati i parametri di visualizzazione del menù di Grub2 e viene eseguita una ricerca per la presenza di kernel Linux, altri sistemi operativi ed elementi presenti negli script creati dall’utente in /etc/grub.d. Tutte queste informazioni finiscono poi nel file grub.cfg.
In questa tabella vengono descritti i principali file presenti in /etc/grub.d/.
| File | Significato |
| 00_header | Carica le impostazioni da /etc/default/grub, compresa la presentazione visiva, il conto alla rovescia e le opzioni del terminale |
| 05_debian_them | Imposta lo sfondo, il colore del testo e i temi |
| 10_hurd | Localizza eventuali kernel Hurd |
| 10_linux | Localizza i kernel basati sull’ID del distributore determinato dal risultato del comando lsb_release -is |
| 20_memtest86+ | Se il file /boot/memtest86+.bin esiste, viene inclusa una voce per memtest86+ |
| 30_os-prober | Va alla ricerca di altri sistemi operativi e li include nel menù |
| 40_custom | Rappresenta un modello per aggiungere voci personalizzate al menù |
Il nome del file determina l’ordine nel menù perché i file vengono letti ed eseguiti in ordine alfabetico. Le voci che iniziano con 30 verranno posizionate prima di quelle che iniziano con 40 e così via.
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Per utilizzare l’interfaccia KDE su ubuntu 9.10 bisgona procedere come segue.
- Aprire Sistema/Amministrazione/Gestore Pacchetti (questo link lancia Synaptic)
- Aperto Synaptic, andate su Impostazioni/Repository poi andate nella tabella “Altro software”, premere sul pusante “Aggiungi” e aggiungete il seguente link
deb http://ppa.launchpad.net/kubuntu-ppa/backports/ubuntu karmic main - Tornate sulla pagina principale di Synaptic e premete il tasto “Aggiorna”
- Andate sul terminale e scrivete (nell’ordine proposto):
gpg –keyserver keyserver.ubuntu.com –recv 2836CB0A8AC93F7A
gpg –export –armor 2836CB0A8AC93F7A | sudo apt-key add -
sudo apt-get update - Ritornate su Synaptic e cercate (nell’apposta casella di testo) il pacchetto “kubuntu-desktop“
- Selezionate il pacchetto e procedete all’installazione (la cosa può durare anche qualche ora a causa dell’intenso traffico sul sito di download – oggi il ping medio è 446ms)
- Riavviate Ubuntu
Al riavvio di ubuntu nella cesella “sessione” oltre a Gnome comparirà anche KDE.
Scegliete quello che volete ed effettuate il login.
Detto questo però, non posso non dire che installare il KDE su ubuntu non è una buona idea.
Sebbene da più parti si dica che non ci sono problemi, la verità è un’altra: avremo dei problemi! Ad esempio con il gestore aggiornamenti che spesso va in confusione e manda in tilt l’interfaccia grafica di ubuntu. Insomma, se proprio volete provare il KDE, insatallate direttamente kubuntu!
Se poi, una volta installato e provato, lo si volesse rimuovere… beh… auguri! ![]()
Sarebbe opportuno lanciare questo breve comandino:
Con l’uscita di ubuntu 9.10 karmic koala è stato introdotto un nuovo boot loader: grub 2.
Le novità rispetto al precedente sono purtroppo molte, quinidi tutte le vecchie abitudini devono essere cambiate. Vediamo come è possibile interagire con grub 2.
E’ bene subito mettere in chiaro una cosa: a meno che non siate degli esperti (ma non lo siete, altrimenti non sareste qui) NON editate il file grub.cfg. Sebbene sia il cuore di grub 2, esso deve essere costruito dagli script e non a manina!
Fatta questa precisazione proseguiamo.
Estetica di base
Sebbene grub 2 supporti i temi, l’argomento è molto complesso e non viene trattato in questo post.
Qui ci occuperemo di modificare la risoluzione dello schermo, l’immagine di sfondo e il colore dei caratteri di grub 2.
A tal fine dovremo modificare 2 file:
/etc/grub.d/05_debian_theme
/etc/grub.d/00_header
Iniziamo con la modifica dell’immagine di sfondo e il colore dei caratteri. Ci occuperemo dopo della risoluzione.
Apriamo il terminale e digitiamo:
1 | sudo gedit /etc/grub.d/05_debian_theme |
La figura qui di seguito mostra il file 05_debian_theme.

Alcune zone della figura sono state evidenziate cone 3 colori diversi.
La parte in azzurro indica le cartelle del vostro disco in cui grub 2 dovrà cercare le immagini da usare come sfondo. Possiamo aggiungere quante cartelle vogliamo purché siano divise da una virgola, come mostrato in figura.
La parte in rosso indica il nome vero e proprio del file, seguito da tutte le possibili estensioni.
La parte in verde, infine, setta i colori del testo e dello sfondo che lo evidenzia quando è selezionato. In particolare “color_normal” indica “colore testo”/”colore barra di evidenziazione” quando la voce del menu non è selezionata, mentre “color_highlight” indica “colore testo”/”colore barra di evidenziazione” quando la voce di menù è selezionata. Nel caso proposto quindi il testo sarà di colore marrone con sfondo nero quando non è selezionato e l’inverso se invece selezionato.
Ora passiamo a modificare la risoluzione dello schermo.
Per fare questo digitiamo:
1 | sudo gedit /etc/grub.d/00_header |
e andiamo a cercare le seguente riga:
1 | if [ "x${GRUB_GFXMODE}" = "x" ] ; then GRUB_GFXMODE=800x600 ; fi |
Beh, c’è poco da dire.
Possiamo scegliere tra le seguenti risoluzioni:
640×480, 800×600, 1024×768, 1280×1024, 1600×1200
Fatta la nostra scelta salviamo il file.
A questo punto dobbiamo riportate tutte queste modifiche nel file grub.cfg. Per fare questo digitiamo sul terminale:
1 | sudo update-grub2 |
Riavviamo il sistema e tutto dovrebbe essere cambiato.





