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	<title>Alessandro Stella - Appunti di informatica &#187; sicurezza</title>
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	<description>Appunti sparsi di informatica</description>
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		<title>Frodi online. Affidabilità di un sito</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 19:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo qualche mese trascorso dall&#8217;ultimo articolo sulle frodi online, ci ritroviamo a scrivere un articolo sullo stesso argomento. E&#8217; necessario farlo perché i &#8220;signori colleghi&#8221; che amano far soldi illegalmente&#8230; si sono evoluti! Online esistono davvero decine e decine di siti che vendono materiale elettronico di cui noi tutti siamo, sempre di più, avidi consumatori. [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo qualche mese trascorso dall&#8217;<a href="http://www.alessandrostella.it/tips-tricks/2011/05/frodi-online-evitarle/">ultimo articolo sulle frodi online</a>, ci ritroviamo a scrivere un articolo sullo stesso argomento. E&#8217; necessario farlo perché i &#8220;signori colleghi&#8221; che amano far soldi illegalmente&#8230; si sono evoluti!<br />
Online esistono davvero decine e decine di siti che vendono materiale elettronico di cui noi tutti siamo, sempre di più, avidi consumatori. Di pari passo alla nostra avidità sono chiaramente cresciute anche le frodi. E di pari passo alle frodi son cresciti i consigli per evitarle. A questo punto è accaduto ciò che ci si aspettava: i signori incalliti truffatori hanno studiato con cura tali consigli e&#8230; si sono protetti. Pertanto al momento, <strong>il cittadino medio non ha alcun modo di sapere con ragionevole certezza se un sito di e-commerce è affidabile o è truffaldino</strong>.<br />
<span id="more-1794"></span><br />
Purtroppo tale affermazione è facilmetne dimostrabile <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
Di seguito infatti esamineremo ogni mezzo a nostra disposizione per capire se il sito è una truffa e lo aggireremo.<br />
Ovviamente qui non parleremo dei siti notoriamente sicuri. Ci riferiremo esplicitamente a tutti quei siti che mostrano specchietti per le allodole.<br />
Procediamo quindi con la nostra disamina.<br />
Ecco quali sono i mezzi più comuni a nostra disposizione per valutare l&#8217;affidabilità di un sito di e-commerce. </p>
<ul>
<li>verificare che sulla home page del sito siano esposti P.IVA e ragione sociale completa</li>
<li>verificare che P.IVA e ragione sociale siano riconosciuti dal sito della Agenzia delle Entrate </li>
<li>verificare la presenza di un numero telefonico fisso</li>
<li>verificare che sia consentito pagare in contrassegno</li>
<li>cercare sul web recensioni e opinioni di altri che hanno acquistato dallo stesso sito</li>
<li>verificare la data di acquisto del dominio</li>
<li>verificare la presenza dell&#8217;indirizzo su Google maps e cercare il sito su street view</li>
</ul>
<p><strong>Verificare che sulla home page del sito siano esposti P.IVA e ragione sociale completa</strong><br />
Beh, non m pare particolarmente difficile rendere inutile questo controllo. Non ci si impiega molto a creare una P.IVA formalmente valida, ma inesistente o esistente, ma non di nostra proprietà.</p>
<p><strong>Verificare che P.IVA e ragione sociale siano riconosciuti dal sito della Agenzia delle Entrate</strong><br />
Questo punto era un punto di debolezza di tutti questi siti fraudolenti, ma anche questo punto è facilmente raggirabile. Al truffatore infatti basta aprire realmente un P.IVA con tanto di indirizzo e di referente. Se subiamo una truffa da tale P.IVA, per recuperare quanto rubatoci dobbiamo aprire un contenzioso. Per farlo ci serve un avvocato e quindi soldi, il ché, in genere, dissuade il 90% dei truffati. Se noi siamo in quel 10% che invece intraprende una causa legale, essa non inizierà se non dopo 12/24 mesi e in modo molto semplice il truffatore si scuserà, pagherà qualche spicciolo di penale, ci renderà quanto da noi pagato (comprandolo a sue spese) e saremo tutti felici e contenti. Il suo guadagno è dato dal 90% dei rassegnati e non dal 10% degli incazzati <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  Oltre al fatto che il caro truffatore potrebbe invece non rispondere alla causa intentata e &#8220;ritirarsi&#8221; chissà dove a grattarsi le palle con i nostri soldi!</p>
<p><strong>Verificare la presenza di un numero telefonico fisso</strong><br />
Questa è facile, facile <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Al truffatore basta pagare una compagnia telefonica che attivi un nuovo numero telefonico e attendere beatamente le chiamate dei suoi polli.</p>
<p><strong>Verificare che sia consentito pagare in contrassegno</strong><br />
Questa resta ancora <strong>l&#8217;unica piccola certezza</strong>, ma i truffatori tentano in tutti i modi di dissuadere l&#8217;uso di questo mezzo di pagamento. Qualora poi noi siamo così testardi da non accettare alcuna forma di pagamento che non sia il contrassegno, al truffatore basta o inviarci una scatola vuota (ne segue il discorso sul contenzioso) o non inviare un bel niente. Non ricevendo niente, non ci rimettiamo niente.</p>
<p><strong>Cercare sul web recensioni e opinioni di altri che hanno acquistato dallo stesso sito</strong><br />
Altra banalità! Al truffatore basta registrarsi (con nomi, indirizzi e quant&#8217;altro rigorosamente falsi) in tutti i siti che discutono dell&#8217;affidabilità del proprio sito e scrivere recensioni positive.</p>
<p><strong>Verificare la data di acquisto del dominio</strong><br />
Anche questo era un punto molto importante, ma anche questo è facilmente aggirabile. Al truffatore infatti basta acquistare qualche dominio per una durata di 3 anni a dominio e lasciarli &#8220;dormienti&#8221; per 2 anni. Poi, l&#8217;ultimo anno, non deve far altro che pubblicare un sito di e-commerce per ogni dominio e attendere gli ordini. In tale ipotesi, al momento della nostra ricerca, il dominio risulterà attivo da oltre 2 anni e quindi noi saremmo tutti molto tranquilli dell&#8217;affidabilità del sito!</p>
<p><strong>Verificare la presenza dell&#8217;indirizzo su Google maps e cercare il sito su street view</strong><br />
Il negozio putroppo potrebbe essere &#8220;solo online&#8221; e quindi non necessitare di un punto vendita fisico. Insomma, anche quest&#8217;ultimo punto non è che ci dia tutta questa sicurezza. Tuttavia, se viene indiciato un indirizzo fisico, sarebbe almeno opportuno verificare su gmaps che tale indirizzo esista!</p>
<p>Concludendo&#8230; tutelarsi in modo autonomo è molto difficile! Anzi, sapete cosa c&#8217;è? Quasi, quasi vi truffo anch&#8217;io! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Viva l&#8217;Italia!</p>
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		<title>Sicurezza informatica italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 12:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proprio oggi leggevo di un attacco al protocollo SSL&#8230; Inevitabilmente mi tornano in mente molti (troppi) miei colleghi improvvisati e altrettante nostre pseudo aziende di informatica&#8230; Perché? Per un motivo molto semplice. Ammettiamo di dover scrivere un&#8217;applicazione web. Ammettiamo altresì che trattasi di un&#8217;applicazione importante che necessita di &#8220;protezione&#8221; SSL. Ammettiamo di usare java e [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio oggi leggevo di un <strong>attacco al protocollo SSL</strong>&#8230;<br />
Inevitabilmente mi tornano in mente molti (troppi) miei colleghi improvvisati e altrettante nostre pseudo aziende di informatica&#8230;<br />
Perché?<br />
Per un motivo molto semplice.<br />
<span id="more-1730"></span><br />
Ammettiamo di dover scrivere un&#8217;applicazione web. Ammettiamo altresì che trattasi di un&#8217;applicazione importante che necessita di &#8220;protezione&#8221; SSL. Ammettiamo di usare java e Tomcat&#8230;<br />
Tutti sappiamo che basta decommentare alcune righe di codice di un file di configurazione di Tomcat e inserire un certificato in un&#8217;apposita cartella. In questo modo, tramite &#8220;https&#8221;, noi usiamo una connessione SSL e quindi sicura.<br />
Bene.<br />
La mia domanda è (ed è sempre stata) la solita: e chi ce lo dice che è sicuro?<br />
Siamo in grado di dimostrarlo? Siamo in grado di eseguire almeno 5 tipi di attacchi diversi al sistema per verificarne la sicurezza?<br />
Abbiamo un&#8217;idea di come si realizza un certificato e perché?<br />
La risposta, condita da mille &#8220;balle&#8221; utili a cercare di non rispondere, è sempre stata la stessa: no!<br />
Male.<br />
<strong>Questo &#8220;modo di fare&#8221; ci rende &#8220;ignoranti&#8221; e in balia di quei pochi che sanno di cosa stiamo parlando.</strong><br />
Fino a quando non comprenderemo che non possiamo vendere per sicuro ciò di cui non capiamo un caz.. e quindi non smetteremo di campare per &#8220;sentito dire&#8221;, l&#8217;informatica italiana farà ridere (e non è infatti un caso che non esportiamo una riga di codice!) e sarà anche un pericolo!<br />
Gli &#8220;improvvisati&#8221; dovrebbero essere banditi dal &#8220;giro&#8221; e relegati a far cose per bimbi e non applicazioni serie&#8230;<br />
Ma non è mica colpa nostra!<br />
<strong>La colpa è delle nostre &#8220;aziende&#8221; di informatica e servizi IT. Esse sanno bene che i loro clienti non hanno le competenze per poter capire se l&#8217;applicazione è sicura o meno; al massimo si limitano a verificare che &#8220;premendo quel bottone succede ciò che vogliono succeda&#8221;. Partendo da questo dato di fatto le &#8220;aziende&#8221; ne approfittano affidando a dei neo-laureati o dei cretini patentati la realizzazione di applicazioni molto delicate. Perché? Ma come perché? Perché possono pagare i collaboratori la metà di quanto dovrebbero! Tanto l&#8217;applicazione (vista dal cliente) alla fine gira!</strong><br />
Vomitevole&#8230;</p>
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		<title>Keepass e le proprie password</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 19:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[keepass]]></category>
		<category><![CDATA[password]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi parliamo di KeePass! Ho letto davvero tanti post su questo piccolo e utile programmino, ma tutti i post letti sono attenti a decantarne le indubbie qualità. Nessuno si è messo dalla parte dei &#8220;deboli&#8221;, ossia di coloro che capiscono a cosa serve, lo vorrebbero quindi usare, ma non sanno da dove iniziare! Bene, qui [...]<div id="artCorr">
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parliamo di <a href="http://keepass.info/" target="_blanck">KeePass</a>!<br />
Ho letto davvero tanti post su questo piccolo e utile programmino, ma tutti i post letti sono attenti a decantarne le indubbie qualità. Nessuno si è messo dalla parte dei &#8220;deboli&#8221;, ossia di coloro che capiscono a cosa serve, lo vorrebbero quindi usare, ma non sanno da dove iniziare!<br />
Bene, qui oggi, ci occuperemo di ciò che interessa maggiormente a tutti costoro, ossia scriveremo un post su come scaricare e iniziare a usare il programma.<br />
<strong>Cosa è keepass?</strong><br />
E&#8217; un software gratuito che si occupa di memorizzare tutti i nostri dati di login per l&#8217;accesso a tutto ciò che si può pensare (banca, posta web, registrazioni a social network, ecc.). Il tutto in un modo davvero sicuro; a prova di hacker!<br />
Iniziamo&#8230;<br />
Scaricare il programma è la cosa più facile, ma non proprio banale <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Non è banale perché, ad oggi, ci sono <strong>2 versioni free parallele e diverse di Keepass</strong>:</p>
<ul>
<li>KeePass 1.17</li>
<li>KeePass 2.09</li>
</ul>
<p>Non sono una l&#8217;aggiornamento dell&#8217;altra. La differenza tra le 2 versioni risiede quasi esclusivamente nelle tecnologie utilizzate per produrle: la 1.17 non ha bisogno davvero di niente per funzionare, mentre le 2.09 si appoggia sul framework.NET di microsoft. Qui parleremo della 1.17, ma sarà tutto valido anche per la 2.09.<br />
Prima di procedere sottolineiamo il fatto che questo mitico programmino non necessita di installazione, o meglio ne esiste una versione in grado di partire da penna USB e quindi in grado di tenere TUTTI i nostri dati sulla pennina, senza lasciare traccia alcuna sul PC&#8230; pensateci bene&#8230; non è una cosa grandiosa? Tutte le nostre password su una penna o un HD esterno e il programma che le custodisce in grado di partire su qualunque PC&#8230; in totale sicurezza&#8230; pensateci bene&#8230;<br />
<span id="more-724"></span><br />
Va bene, procediamo.<br />
<a href="http://keepass.info/download.html" target="_blanck">Qui</a> troviamo tutte le versioni di keepass. Scarichiamo!<br />
Siamo pronti? Abbiamo scaricato e installato o decompresso? ok!<br />
Clicchiamo 2 volte su keepass e facciamolo partire. Ci troviamo quindi davanti al programma. E adesso?<br />
Adesso ci guardiamo il bel filmatino qui sotto <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Commentiamo i primi 40 secondi, quelli in cui c&#8217;è mostrato tutto quello che non ho trovato in nessun altro post <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
La prima cosa da fare è creare un nuovo database (DB) nel quale il programma inserirà tutti i nostri dati. Questa è un&#8217;operazione molto delicata perché da essa dipenderà quanto sarà difficile, per i non autorizzati, accedere ai nostri dati! Premiamo il foglio bianco per creare un nuovo DB. La schermata che si apre (&#8220;Crea nuovo Database password&#8221;) è importate, molto. Non entrerò nei dettagli, ma sappiate che la procedura che vi indicherò renderà pressoché impenetrabile il vostro DB.<br />
Scegliamo una password. Essa è l&#8217;unica che dovremmo ricordare da oggi in poi: scegliamola tosta! Mentre scriviamo la nostra password vedremo una barra che passa dal rosso al verde. Alla destra della barra c&#8217;è un un campo di testo con scritto un numero. Nel caso del filmato qui in basso, il numero si fermerà a 93bits: sbagliato!!! Scegliete una password che mostri <strong>almeno 128bits</strong>! Non basta! Altra cosa che nessuno dice è la robustezza che introduce l&#8217;uso di un file che funga da chiave! Spuntiamo quindi la voce &#8220;Utilizza password principale e file chiave&#8221; (come da filmato). Poi premiamo sul bottone e creiamo un file con un nome qualsiasi in una cartella a nostro piacimento. Ora per poter accedere ai nostri dati non basterà &#8220;scoprire&#8221; la nostra password! Sarà anche necessario entrare in possesso di quel file! Custodiamolo con cura&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Bene, ora possiamo procedere nelle visione del filmatino&#8230;<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="547" height="454" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="play" value="false" /><param name="loop" value="false" /><param name="src" value="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/KeePass.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="547" height="454" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/KeePass.swf" loop="false" play="false"></embed></object></p>
<p>Possiamo notare, al minuto 2, che nel filmato vengono messe in evidenza 3 voci del menù che compare cliccando col pulsante dx del mouse su una voce da noi creata. In parrticolare:</p>
<ul>
<li>Copia user nome utente</li>
<li>Copia Password</li>
<li>Effettua auto-digitazione</li>
</ul>
<p>Le prime 2 si occupano di mettere negli appunti del PC rispettivamente il nome utente o la password dell&#8217;account selezionato, quindi ci basterà fare &#8220;incolla&#8221; per copiare tali informazioni nei rispettivi campi. L&#8217;ultima invece è davvero una chicca <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Se sotto il programma abbiamo la nostra pagina html di accesso all&#8217;account in questione, premendo &#8220;Effettua auto-digitazione&#8221; il programma inserirà per noi il nome utente e la password nei rispettivi campi e darà pure l&#8217;invio <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Davvero!<br />
Quando abbiamo finito non dimentichiamoci di premere il bottone del dischetto sotto la voce di menù &#8220;Modifica&#8221; per salvare il nostro DB, altrimenti perdiamo tutti i dati <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Fate attenzione a non confondere il DB con il file usato come chiave di sicurezza; son 2 cose diverse!<br />
Quando poi riapriremo keepass, per accedere a tutti i nostri dati, invece di premere sul foglio bianco, sceglieremo la cartella gialla alla sua destra. Dalla schermata successiva cercheremo il nostro DB, poi inseriremo la password e andremo a cercare il nostro file di sicurezza.</p>
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		<title>Proteggere il proprio PC sul web</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 18:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eh&#8230; questo si che è un argomento delicato. Per cercare di proteggere i propri movimenti quando si è in viaggio per la rete servono diversi accorgimenti&#8230; Il tutto potrebbe sembrare molto complicato e in qualche caso potrebbe mettere anche in allarme&#8230; Cercherò di rendere le cose facili. Innanzitutto per stare &#8220;tranquilli&#8221; abbiamo bisogno di almeno [...]<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh&#8230;<br />
questo si che è un argomento delicato.</p>
<p>Per cercare di proteggere i propri movimenti quando si è in viaggio per la rete servono diversi accorgimenti&#8230; Il tutto potrebbe sembrare molto complicato e in qualche caso potrebbe mettere anche in allarme&#8230; Cercherò di rendere le cose facili.<br />
Innanzitutto per stare &#8220;tranquilli&#8221; abbiamo bisogno di almeno 3 componenti:</p>
<ol>
<li>firewall</li>
<li>antivirus</li>
<li>antispyware</li>
</ol>
<p>E poi, in realtà, ci sarebbe bisogno anche di un &#8220;anti-tutto il resto&#8221; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Se volete tagliare la testa al toro installate <a title="Sito ufficiale" href="http://www.gdata.it/" target="_blank">GData totalcare 2009</a><br />
Gdata credo sia attualmente il miglior antivirus in circolazione. Nella versione totalcare trovate anche un eccellente firewall e un antispam, oltre ad altri piccoli utili applicativi.</p>
<p><img class="alignnone" title="Gdata totalcare 2009" src="http://www.gdata.it/uploads/tx_commerce/TC2009_IT_neutral.jpg" alt="" width="280" height="270" /></p>
<p>In totalcare manca un vero e proprio antispyware, ma nelle suite di GData c&#8217;è anche un portentosa Internet Security.<br />
Tra i sistemi completi di difesa a pagamento, meritano decisamente di essere menzionati anche i seguenti:</p>
<ul>
<li>Panda Internet Security</li>
<li>Kaspersky Internet Security</li>
</ul>
<p>Molti si sarebbero aspettati di trovare anche la Norton Internet Security, ma ho un&#8217;avversione personale verso questo ottimo prodotto poiché è troppo invedente e divora le risorse di sistema. Inoltre questo post non vuole essere un elenco di prodotti, altrimenti si potrebbero scrivere centinaia di righe sull&#8217;argomento.</p>
<p>Meno completo delle precedenti soluzioni, ma non meno potente in quello che fa è <strong>Nod32</strong>, che però non è una vera e propria Internet Security.</p>
<p>Fino a qui per i prodotti a pagamento.<br />
Poniamo però il caso che si voglia andare al risparmio&#8230;<br />
In tal caso le cose si complicano perché bisogna muoversi tra diversi software distinti per ognuno dei punti sopra indicati&#8230; Inoltre bisogna non essere proprio a digiuno di concetti come la configurazione di un firewall, l&#8217;uso di un antivirus e la protezione contro malware in generale&#8230;</p>
<p><span id="more-54"></span><br />
<strong>Firewall</strong></p>
<p>I miei consigli si fermano sui seguenti 3 firewall</p>
<ol>
<li><a href="http://www.personalfirewall.trustix.com/" target="_blank">Comodo Personal Firewall</a> &#8211; Eccellente firewall gratuito che fornisce una protezione molto avanzata</li>
<li><a href="http://www.jetico.com/" target="_blank">Jetico Personal Firewall</a> &#8211; Forse non troppo facile da utilizzare ma davvero ottimo</li>
<li><a href="http://www.agnitum.com/products/outpostfree/" target="_blank">Outpost Free</a> &#8211; Versione gratuita di uno dei migliori firewall esistenti. La agnitum purtroppo richiede una mini registrazione per consentire il download di questo firewall. Il link per effettuare il downalod infatti viene spedito all&#8217;indirizzo di posta elettronica indicato in fase di registrazione</li>
</ol>
<p>A questo punto alcuni di voi potrebbero chiedersi cosa è un firewall! Eh&#8230; se siete proprio a digiuno di informatica è davvero dura <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Qui di seguito cerco di darne una definizione il più semplice possibile:<br />
<em>Un firewall è un componente (hardware o software) che si occupa di osservare tutti i pacchetti entranti e uscenti dalla nostra macchina. Attraverso delle regole, impostate dall&#8217;utente, esso cerca di decidere quale tipologia di pacchetti lasciar passare e quale invece bloccare.</em></p>
<p>Per approfondimenti non esitate a consultare la madre del &#8220;sapere distribuito&#8221;: wikipedia. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firewall" target="_blank">Clicca qui</a> per saperne di più sul firewall.</p>
<p><strong>Antivirus</strong></p>
<p>Anche in questo caso 3 su tutti:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.free-av.com/" target="_blank">Avira AntiVir PE Classic</a> &#8211; Uno dei più famosi e validi antivirus gratuiti</li>
<li><a href="http://www.avast.com/eng/free_virus_protectio.html" target="_blank">avast! Home Edition</a> &#8211; Ottimo antivirus gratuito (ed in italiano) in grado di scansionare dischi, CD, E-mail, HTTP, NNTP, IM e P2P</li>
<li><a href="http://free.grisoft.com/doc/2/lng/us/tpl/v5" target="_blank">AVG Free Edition</a> &#8211; Versione gratuita dell&#8217; antivirus di casa Grisoft che dalla versione 8 è anche in italiano</li>
</ol>
<p><strong>Antispyware</strong></p>
<p>Si potrebbero fare molti nomi, ma alla fine si rischierebbe di produrre solo confusione. Mi fermerò nell&#8217;elencare esclusivamente quelli che sono ritenuti i più validi:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.lavasoftusa.com/products/ad_aware_free.php" target="_blank">Ad-Aware</a> &#8211; Antispyware tra i più famosi e validi.</li>
<li><a href="http://www.javacoolsoftware.com/spywareblaster.html" target="_blank">SpywareBlaster</a> &#8211; Ottimo antispyware gratuito e frequentemente aggiornato</li>
<li><a href="http://www.emsisoft.com/en/software/free/" target="_blank">A-Squared Free</a> &#8211; Ottimo antispyware gratuito, spesso aggiornato e, abbastanza affidabile.</li>
<li><a href="http://www.kephyr.com/spywarescanner/" target="_blank">Bazooka™ Adware and Spyware Scanner</a> &#8211; Software che riesce a scovare anche minacce (spyware, adware, trojan, keylogger, foistware, trackware ecc.) non rilevate da ben più noti software. Ad esempio, riesce a rimuovere: CoolWebSearch, Gator, GAIN, Bargain Buddy, CommonName, FlashTrack, IPInsight, nCase, SaveNow, WurldMedia eccetera.</li>
<li><a href="http://www.safer-networking.org/" target="_blank">Spybot Search &amp; Destroy</a> &#8211; Uno dei migliori antispyware per Windows.</li>
<li><a href="http://www.spywarebegone.com/" target="_blank">Spyware Begone Registered Edition</a> &#8211; Rimuove adware, controlla se i browser sono infetti, previene i furti di ID e velocizza il computer.</li>
<li><a href="http://www.comodo.com/boclean/boclean.html" target="_blank">Comodo BOClean</a> &#8211; Ottimo software gratuito che lavora in real time per proteggerci da spyware, keylogger, rootkit e tanti altri tipi di malware.</li>
</ol>
<p>Anche in questo caso è molto frequente sentirsi chiedere: cosa è uno spyware? Come prima, vi invito a consultare la &#8220;fonte del sapere&#8221; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Se <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spyware" target="_blank">cliccate qui</a> andrete direttamente sulla pagina voluta.</p>
<p><strong>Anti- tutto il resto</strong></p>
<p>Il &#8220;resto&#8221; può avere diversi nomi: rootkit,</p>
<p><strong>Soluzioni integrate o semi-integrate</strong></p>
<p><a title="Comodo Internet Security" href="http://personalfirewall.comodo.com/download_firewall.html" target="_blank">Comodo Internet Security</a><br />
In fase di installazione questa Internet Security consente di decidere se installare solo l&#8217;antivirus, solo il firewall o entrambi. Se non avete voglia o tempo di fare i precisi, vi consiglio di installarli entrambi. In questo modo avrete una buona protezione. Se invece vogliamo prendere il meglio di Comodo allora installate solo il firewall.</p>
<p>(to be continued&#8230;)</p>
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