Potete trovare il mio curriculum vitae sempre aggiornato su linkedin (in inglese), oppure potete scaricarne una copia in formato pdf in italiano.
Per tutto il resto potete proseguire la lettura…
Il nome dello scrivente è Alessandro Stella ed è quel tizio che vedete in foto, qui sotto.
Sono nato nel 1973 e dal 1993 mi occupo di informatica, prima per curiosità, poi per passione e infine per professione.
Dopo il liceo scientifico, terminato nel 1992, non avendo le idee molto chiare su quale potesse essere il mio futuro lavorativo, ho iniziato a esplorare diversi settori tra cui quello informatico lavorando in un piccolo negozio. Da questa apparentemente anonima esperienza è nata una vera e propria passione che mi ha portato fin qui.
Tuttavia l’approccio col settore informatico non è stato dei più felici: dopo appena 2 mesi che mi dilettavo nell’assemblaggio di PC, ho pensato bene di bruciare un 486DX2 nel tentativo (vano) di ottenerne un overclock. Un’esperienza traumatica!
Dopo aver assemblato PC, cablato reti, hub, switch e router ho incontrato il mondo della programmazione. Il mio primo amore è stato il turbo pascal! Si, lo so, fa venire il sorriso anche a me pronunciare un nome del genere, ma è stato il mio primo linguaggio di programmazione. L’Assembler è stato il successivo… ehm… il povero pentium 75Mhz che ha subito l’accesso ai propri registri mi ha fatto capire che non ero propriamente portato per un tale linguaggio, così mi sono interessato prima al C e poi al C++. Esperienze allucinanti, con puntatori in ogni dove che mi venivano anche in sogno. Poi windows 95 e il mitico visual basic hanno reso giustizia grafica a tutti i miei sacrifici.
Nel frattempo però il web prendeva sempre più il sopravvento e il mio essere programmatore cominciava a starmi stretto. Sentivo che mi mancava qualcosa. Qualcosa che mi impediva di andare oltre. Così decisi di iscrivermi al corso di laurea in Informatica. Dopo i primi esami, poco informatici e molto teorici, arrivò la svolta nei miei studi: architettura del calcolatori. Per me, che avevo montato e smontato PC per anni, capire cosa accadeva dentro il processore fu di un interesse inenarrabile. Da quel momento fu un crescendo di interesse per la materia che ha toccato l’apice quando ho avuto a che fare con i principi dell’ingegneria del software, la programmazione a oggetti (di cui avevo solo sentito parlare) e la programmazione in ambiente distribuito che mi hanno rapito e trascinato fin qui. Finalmente sentivo di avere le basi sulle quali costruire una professionalità informatica terico-scientifica e non solo pragmatica. Dal momento della mia iscrizione al corso di laurea non ho più smesso di studiare e non credo che in questo mestiere si possa mai smettere.
Eppure nonstante il mio entusiamo, la mia passione e la certificazione della Laurea, l’inserimento nel mondo lavorativo è stato molto difficile e sofferto. Nel 2003 infatti, ossia quando mi sono ritrovato a cercare lavoro, l’informatica italiana (e non solo) era in piena crisi. Il primo lavoro da laureato che Milano mi ha offerto è stato in ECARE per Il Sole 24 Ore: help desk. Rispondevo al telefono, in pieno luglio, a domande di persone disperate che cercavano inutilmente di far funzionare software scritti in visual basic da ViaLibera per Il Sole 24 Ore. Il secondo impiego milanese non è stato di molto superiore: sono finito a Trezzano sul Naviglio in H3G a fare il tecnico database nel settore marketing. Speravo di meglio dopo la Laurea, ma mi sono dovuto accontentare senza arrendermi… proprio per niente. Nonostante il lavoro non proprio esaltante, continuavo a studiare. La passione per l’ambiente era più forte della delusione lavorativa. La sera, quando tutti andavano a svagarsi a me piaceva stendermi sul letto e studiare le tecniche di analisi e progettazione del software. Era la mia nuova personale frontiera.
A fine 2004 arriva quella che sembrava l’offerta di lavoro definitiva! A Lecce, due passi da casa, in un’azienda con un’ottima reputazione e con un contratto a tempo indeterminato come Ricercatore. Esperienza qualitativametne molto bella, a stretto contatto con ambienti universitari. JAVA e Studi approfonditi su tecniche di analisi e progettazione del software quali AWARE (Analisys of Web Application Requiements), IDM (Interactive Dialog Model), UML2 erano il mio pane quotidiano: bello, finally!
Purtroppo non si vive di sola passione e la situazione economica in cui mi costringeva a vivere l’azienda mi ha costretto ad abbandonare quel posto apparentemente ottimo. Ovviamente sono stato costretto a tornare a Milano dove ho lavoarto su diversi progetti per diverse aziende. Da maggio 2007 collaboro con Lombardia Servizi per le gestione di alcuni progetti realizzati in java enterprise edition. In questo periodo ho anche avuto la possibilità di scrivere un piccolo framework utilizzando alcuni desgin pattern come Dynamic Linkage, Factory e Command. La parte di configurazione di tale framework è stata affidata a XML e XSL, con sorprendenti risultati. Il dialogo tra client e server è stato in parte demandato ad ajax e alle XMLHTTPRequest; la risposta del server è stata gestita tramite json e non tramite XML.
Attualmente (marzo 2010) sono impegnato nello studio e utilizzo di spring 3 e spring ws.
Ci sarebbe molto, molto altro da dire, ma avresti veramente voglia di leggere altre parole oltre a quelle che hai già pazientemente letto? Comunque per avere maggiori informazioni tecniche puoi andare qui:
www.linkedin.com/in/alessandrostella
(in inglese)




