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	<title>Alessandro Stella - Appunti di informatica &#187; varie</title>
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	<description>Appunti sparsi di informatica</description>
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		<title>Auguri di buone feste&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 17:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina mi sono svegliato davvero presto; fuori era ancora buio. E mi sono svegliato pensieroso&#8230; I miei pensieri erano affollati sul mio frenetico passato. Ho ripercorso con la mente gli ultimi 20 anni della mia vita passati in giro per l&#8217;Italia e non solo. Anni in cui ho conosciuto tante persone con le quali ho [...]<div id="artCorr">
            
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2011/12/auguri.jpg" alt="" title="Auguri Natale 2011 - Capodanno 2012" width="640" height="350" class="aligncenter size-full wp-image-1939" /></p>
<p>Stamattina mi sono svegliato davvero presto; fuori era ancora buio. E mi sono svegliato pensieroso&#8230;<br />
<span id="more-1938"></span><br />
I miei pensieri erano affollati sul mio frenetico passato. Ho ripercorso con la mente gli ultimi 20 anni della mia vita passati in giro per l&#8217;Italia e non solo. Anni in cui ho conosciuto tante persone con le quali ho spesso condiviso la casa, la cena, a volte anche la camera da letto&#8230; Persone che sono così tante e sparse per l&#8217;Italia che mi sono accorto di non ricordarle tutte! A volte ricordo la città in cui le ho conosciute, ricordo anche la casa, ma poi i ricordi si confondono quando cerco di mettere a fuoco i loro volti, i loro nomi, le loro vite di allora&#8230; Incredibile! Incredibile quanto la mia vita mi abbia costretto a correre! Quanti ricordi non hanno fatto in tempo ad imprimersi sulla pellicola&#8230;<br />
Pesando a tutti costoro <strong>vorrei augurare a voi lettori e a me stesso una vita più lenta, più serena, più attenta alle persone che incrociamo durante il nostro viaggio&#8230;</strong></p>
<p>A proposito di voi lettori&#8230;<br />
Questo blog è davvero strano: non ci sono contatori di visite, non ci sono pubblicità di alcun tipo, non c&#8217;è in pratica alcun obbligo e quindi nemmeno alcun controllo. Infatti io non ho idea se qualcuno leggerà mai questi miei auguri <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Quindi mi chiedo: ma ci siete? Cioè c&#8217;è qualcuno o scrivo da solo? <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Se ci siete&#8230; battete un colpo, lasciate un commento a questo post&#8230;</p>
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		<title>Frodi online. Affidabilità di un sito</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 19:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo qualche mese trascorso dall&#8217;ultimo articolo sulle frodi online, ci ritroviamo a scrivere un articolo sullo stesso argomento. E&#8217; necessario farlo perché i &#8220;signori colleghi&#8221; che amano far soldi illegalmente&#8230; si sono evoluti! Online esistono davvero decine e decine di siti che vendono materiale elettronico di cui noi tutti siamo, sempre di più, avidi consumatori. [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo qualche mese trascorso dall&#8217;<a href="http://www.alessandrostella.it/tips-tricks/2011/05/frodi-online-evitarle/">ultimo articolo sulle frodi online</a>, ci ritroviamo a scrivere un articolo sullo stesso argomento. E&#8217; necessario farlo perché i &#8220;signori colleghi&#8221; che amano far soldi illegalmente&#8230; si sono evoluti!<br />
Online esistono davvero decine e decine di siti che vendono materiale elettronico di cui noi tutti siamo, sempre di più, avidi consumatori. Di pari passo alla nostra avidità sono chiaramente cresciute anche le frodi. E di pari passo alle frodi son cresciti i consigli per evitarle. A questo punto è accaduto ciò che ci si aspettava: i signori incalliti truffatori hanno studiato con cura tali consigli e&#8230; si sono protetti. Pertanto al momento, <strong>il cittadino medio non ha alcun modo di sapere con ragionevole certezza se un sito di e-commerce è affidabile o è truffaldino</strong>.<br />
<span id="more-1794"></span><br />
Purtroppo tale affermazione è facilmetne dimostrabile <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
Di seguito infatti esamineremo ogni mezzo a nostra disposizione per capire se il sito è una truffa e lo aggireremo.<br />
Ovviamente qui non parleremo dei siti notoriamente sicuri. Ci riferiremo esplicitamente a tutti quei siti che mostrano specchietti per le allodole.<br />
Procediamo quindi con la nostra disamina.<br />
Ecco quali sono i mezzi più comuni a nostra disposizione per valutare l&#8217;affidabilità di un sito di e-commerce. </p>
<ul>
<li>verificare che sulla home page del sito siano esposti P.IVA e ragione sociale completa</li>
<li>verificare che P.IVA e ragione sociale siano riconosciuti dal sito della Agenzia delle Entrate </li>
<li>verificare la presenza di un numero telefonico fisso</li>
<li>verificare che sia consentito pagare in contrassegno</li>
<li>cercare sul web recensioni e opinioni di altri che hanno acquistato dallo stesso sito</li>
<li>verificare la data di acquisto del dominio</li>
<li>verificare la presenza dell&#8217;indirizzo su Google maps e cercare il sito su street view</li>
</ul>
<p><strong>Verificare che sulla home page del sito siano esposti P.IVA e ragione sociale completa</strong><br />
Beh, non m pare particolarmente difficile rendere inutile questo controllo. Non ci si impiega molto a creare una P.IVA formalmente valida, ma inesistente o esistente, ma non di nostra proprietà.</p>
<p><strong>Verificare che P.IVA e ragione sociale siano riconosciuti dal sito della Agenzia delle Entrate</strong><br />
Questo punto era un punto di debolezza di tutti questi siti fraudolenti, ma anche questo punto è facilmente raggirabile. Al truffatore infatti basta aprire realmente un P.IVA con tanto di indirizzo e di referente. Se subiamo una truffa da tale P.IVA, per recuperare quanto rubatoci dobbiamo aprire un contenzioso. Per farlo ci serve un avvocato e quindi soldi, il ché, in genere, dissuade il 90% dei truffati. Se noi siamo in quel 10% che invece intraprende una causa legale, essa non inizierà se non dopo 12/24 mesi e in modo molto semplice il truffatore si scuserà, pagherà qualche spicciolo di penale, ci renderà quanto da noi pagato (comprandolo a sue spese) e saremo tutti felici e contenti. Il suo guadagno è dato dal 90% dei rassegnati e non dal 10% degli incazzati <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  Oltre al fatto che il caro truffatore potrebbe invece non rispondere alla causa intentata e &#8220;ritirarsi&#8221; chissà dove a grattarsi le palle con i nostri soldi!</p>
<p><strong>Verificare la presenza di un numero telefonico fisso</strong><br />
Questa è facile, facile <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Al truffatore basta pagare una compagnia telefonica che attivi un nuovo numero telefonico e attendere beatamente le chiamate dei suoi polli.</p>
<p><strong>Verificare che sia consentito pagare in contrassegno</strong><br />
Questa resta ancora <strong>l&#8217;unica piccola certezza</strong>, ma i truffatori tentano in tutti i modi di dissuadere l&#8217;uso di questo mezzo di pagamento. Qualora poi noi siamo così testardi da non accettare alcuna forma di pagamento che non sia il contrassegno, al truffatore basta o inviarci una scatola vuota (ne segue il discorso sul contenzioso) o non inviare un bel niente. Non ricevendo niente, non ci rimettiamo niente.</p>
<p><strong>Cercare sul web recensioni e opinioni di altri che hanno acquistato dallo stesso sito</strong><br />
Altra banalità! Al truffatore basta registrarsi (con nomi, indirizzi e quant&#8217;altro rigorosamente falsi) in tutti i siti che discutono dell&#8217;affidabilità del proprio sito e scrivere recensioni positive.</p>
<p><strong>Verificare la data di acquisto del dominio</strong><br />
Anche questo era un punto molto importante, ma anche questo è facilmente aggirabile. Al truffatore infatti basta acquistare qualche dominio per una durata di 3 anni a dominio e lasciarli &#8220;dormienti&#8221; per 2 anni. Poi, l&#8217;ultimo anno, non deve far altro che pubblicare un sito di e-commerce per ogni dominio e attendere gli ordini. In tale ipotesi, al momento della nostra ricerca, il dominio risulterà attivo da oltre 2 anni e quindi noi saremmo tutti molto tranquilli dell&#8217;affidabilità del sito!</p>
<p><strong>Verificare la presenza dell&#8217;indirizzo su Google maps e cercare il sito su street view</strong><br />
Il negozio putroppo potrebbe essere &#8220;solo online&#8221; e quindi non necessitare di un punto vendita fisico. Insomma, anche quest&#8217;ultimo punto non è che ci dia tutta questa sicurezza. Tuttavia, se viene indiciato un indirizzo fisico, sarebbe almeno opportuno verificare su gmaps che tale indirizzo esista!</p>
<p>Concludendo&#8230; tutelarsi in modo autonomo è molto difficile! Anzi, sapete cosa c&#8217;è? Quasi, quasi vi truffo anch&#8217;io! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Viva l&#8217;Italia!</p>
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		<title>I chinafonini o cinafonini</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 00:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Argomento delicato&#8230; Dopo lunga esperienza in materia, mi permetto di esprimere la mia opinione, consapevole, come sempre, che essa non trascinerà al rialzo o al ribasso le borse mondiali Sui chinafonini, o cinafonini che dir si voglia, ne ho lette davvero di tutti i colori. Di certo all&#8217;inizio del 2007 in pochi conoscevano l&#8217;argomento, era [...]<div id="artCorr">
            
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Argomento delicato&#8230;<br />
Dopo lunga esperienza in materia, mi permetto di esprimere la mia opinione, consapevole, come sempre, che essa non trascinerà al rialzo o al ribasso le borse mondiali <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Sui chinafonini, o cinafonini che dir si voglia, ne ho lette davvero di tutti i colori. Di certo all&#8217;inizio del 2007 in pochi conoscevano l&#8217;argomento, era più che altro ristretto alla comunità degli &#8220;smanettoni&#8221; o geek o nerd&#8230; insomma quel tipo di gente. Ma già in quel tempo io ero lì, smanioso di sapere, anzi di capire. E alla fine ho capito talmente tante cose che ora mi permetto di scriverci sopra&#8230;<br />
<span id="more-1778"></span><br />
Per prima cosa capiamoci.<br />
Questo articolo seguirà il naturale evolversi dei chinafonini e sarà pertanto diviso in 2 parti.<br />
La prima parte intende per chinafonino o cinafonino un <strong>telefono cellulare prodotto in Cina, da aziende cinesi, con sistema operativo cinese</strong> che può o non può essere la copia estetica di un qualche famoso cellulare.<br />
La seconda parte invece intende, con lo stesso termine, <strong>un telefono cellulare prodotto in Cina, da aziende cinesi, ma con sistema operativo conosciuto a livello mondiale (tipicamente windows mobile o android)</strong> che può, anche in questo caso, essere o meno la copia estetica di un qualche famoso cellulare.<br />
Con questa premessa, iniziamo&#8230;</p>
<p><strong>PARTE I</strong><br />
All&#8217;alba dei tempi i chinafonini erano un po&#8217; alla &#8220;napoletana&#8221;: perfette copie false di famosi e costosi cellulari, con prezzi circa dimezzati rispetto all&#8217;originale.<br />
Ecco le loro principali caratteristiche:</p>
<ul>
<li>sistema operativo proprietario (anche se spesso molto simile ai più famosi windows, symbian &#038; co.)</li>
<li>fotocamere di qualità ridicola</li>
<li>architettura hardware molto meno potente dei rispettivi &#8220;originali&#8221;</li>
<li>T9 non proprio affidabile e spesso di difficile utilizzo</li>
<li>touch screen</li>
<li>gestione di 2 schede sim contemporaneamente</li>
</ul>
<p>E proprio queste ultime 2 caratteristiche dovevano essere determinanti!<br />
I chinafonini raccolsero l&#8217;attenzione degli &#8220;addetti ai lavori&#8221; per la possibilità di gestire 2 sim nello stesso momento. Nel 2007 infatti erano già molti coloro che avevano più di un cellulare a causa dell&#8217;utilizzo di più sim; cosa che causava diversi inconvenienti, come per esempio la necessità di dover duplicare i contatti (una noia mortale!) o l&#8217;impiccio di doversi portare dietro 2 (e a volte anche 3) telefoni! I chinafonini promettevano di risolvere tutti questi problemi in un colpo solo! Non solo! Tutelavano anche lo &#8220;status&#8221; del possessore sia &#8220;apparendo&#8221; a tutti gli effetti come telefoni di ultima generazione (con tanto di touch screen e pennino), sia avendo la caratteristica straordinaria della doppia sim! Il &#8220;problema&#8221; del T9 veniva spesso raggirato grazie alle tastiere virtuali di cui erano dotati praticamente tutti i modelli.<br />
Insomma, per farla breve, <strong>fino alla diffusione del 3G i chinafonini erano davvero un buon affare</strong>! Per fare un esempio: nel 2007 ho comprato la copia (spaventosamente identica!) del Nokia N95 (non 3G). L&#8217;originale costava oltre 200 euro, la copia 60 euro (a causa dei costi di spedizione!). L&#8217;originale non aveva il touch screen; la copia si. L&#8217;originale gestiva una sola sim; la copia 2. L&#8217;originale faceva le foto ad una risoluzione molto migliore, aveva il Symbian come sistema operativo e un hardware più potente; e chi se ne è mai accorto? Quello che si notava era altro! Ad esempio si notava che coloro che avevano l&#8217;originale, pagato il quadruplo, volevano il mio che era una copia! Esteticamente identica, ma col touch screen e con la doppia sim: troppo figo e a costo zero! Del sistema operativo e della fotocamera sembrava importare poco a chiunque.<br />
Ah, ovviamente &#8220;il sistema&#8221; accortosi che aprire le frontiere così rapidamente non sia stato un colpo di genio, ha cercato di correre ai ripari con balle clamorose, come per esempio il raccontare alla popolazione che le batterie dei chinafonini esplodevano o che tali telefoni emettevano maggiori quantità di radiazioni&#8230; Balle atomiche! Roba da far venir voglia di andare in TV, sequestrare un giornalista in pieno TG1 e raccontare alla gente la verità, con tanto di test in camera anaecoica (previa spiegazione di cosa si tratta) e dimostrazione di come tutte le grandi aziende producano le loro batterie esattamente dove venivano fabbricate quelle che &#8220;esplodevano&#8221;&#8230; Stendiamo un velo pietoso&#8230;</p>
<p><strong>PARTE II</strong><br />
Insomma fino all&#8217;avvento del 3G, a mio parere (e, osservando le scomposte reazioni &#8220;del sistema&#8221;, direi anche a parere di qualcun&#8217;altro), i chinafonini erano l&#8217;affare; gli altri erano la fregatura!<br />
Le cose però cambiano decisamente direzione se intendiamo avvalerci della tecnologia di comunicazione di ultima generazione, ossia <strong>WCDMA di tipo HSDPA e oltre</strong>.<br />
Le cose cambiano per questioni economiche e tecniche. Infatti per comprare un chinafonino in grado di competere tecnicamente con un rivale &#8220;occidentale&#8221; i costi salgono vertiginosamente. Resta un piccolo risparmio che si potrebbe identificare in un 15%, ma tra garanzia da gestire a 15 mila km di distanza, dogana e trasporto&#8230;<br />
Il fatto è che oggi ormai si vendono solo smartphone. Inoltre molti sistemi operativi (vedi android) sono nati per vivere in rete, internet. Quindi la tendenza è usare sempre più spesso il telefonino per leggere news, postare su G+ o facebook, inviare e ricevere email&#8230; tutto ciò senza HSDPA o 4G diventa molto difficile e snervante. anche il tousch screen è diventato &#8220;normale&#8221;. Resta in pratica solo il dual sim a favore dei chinafonini&#8230; forse un po&#8217; troppo poco.</p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong><br />
Le conclusioni ci vogliono sempre, no!? Altrimenti che articolo sarebbe? <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
<strong>Sebbene (finalmente!) da qualche tempo siano comparsi anche in Italia cellulari dual sim, resta assolutamente vantaggioso acquistare un chinafonino a patto che per noi non sia indispensabile l&#8217;utilizzo di internet sul cellulare</strong>. Lo resta per almeno i seguenti motivi:</p>
<ul>
<li>touch screen di qualità eccellente</li>
<li>prezzo inferiore, in media, del 30%</li>
<li>dual sim sempre</li>
</ul>
<p>Se invece il nostro obiettivo è usare il 3G o, peggio, il 4G, insomma se noi vogliamo usare internet dal telefono, azzarderei a dire di lasciar perdere i chinafonini per i seguenti motivi:</p>
<ul>
<li>per avere un chinafonino a prezzi decenti non si può andare oltre il 3G (umts) che oggi è da considerarsi lento</li>
<li>l&#8217;hardware (ROM, RAM, CPU) a certi livelli diventa importante, ma l&#8217;hardware dei chinafonini ha circa la metà della &#8220;potenza&#8221; dei rivali</li>
</ul>
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            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
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		<title>Guida a Google plus</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 15:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[google plus]]></category>
		<category><![CDATA[google+]]></category>

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		<title>I social network e l&#8217;invasione dei pappagalli</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/varie/2011/09/social-network-linvasione-dei-pappagalli/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 12:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Il titolo di questo piccolo post dice già tutto Ultimamente sono venute alla ribalta alcune caratteristiche comuni a molti utenti iscritti sui social network. Ci si è accorti, infatti, che molti utenti altro non sono che pappagalli senza blasone e senza fama che ripetono ad alta voce ciò che ognuno può leggere, quando vuole e [...]<div id="artCorr">
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo di questo piccolo post dice già tutto <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Ultimamente sono venute alla ribalta alcune caratteristiche comuni a molti utenti iscritti sui social network. Ci si è accorti, infatti, che molti utenti altro non sono che pappagalli senza blasone e senza fama che ripetono ad alta voce ciò che ognuno può leggere, quando vuole e se vuole, sui &#8220;giornali&#8221;.<br />
Ossia&#8230;<br />
<span id="more-1736"></span><br />
Ci sono decine di domini, assolutamente referenziati, che ci raccontano in mille modi (rss, link, test, immagini, video, ecc, ecc.) tutto quello che ci può interessare. Basta ad esempio integrare in iGoogle qualche gadget decente per avere, in una sola pagina, tutto lo scibile <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Non si vede quindi la necessità di ritrovarsi su un social network decine e decine di pappagalli che non fanno altro che ripetere ciò che qualcun&#8217;altro ha scritto/pensato.<br />
Un social network dovrebbe avere tutt&#8217;altre caratteristiche, diciamo molto più personali/sociali&#8230;<br />
Non trovate?</p>
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		<title>Sicurezza informatica italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 12:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proprio oggi leggevo di un attacco al protocollo SSL&#8230; Inevitabilmente mi tornano in mente molti (troppi) miei colleghi improvvisati e altrettante nostre pseudo aziende di informatica&#8230; Perché? Per un motivo molto semplice. Ammettiamo di dover scrivere un&#8217;applicazione web. Ammettiamo altresì che trattasi di un&#8217;applicazione importante che necessita di &#8220;protezione&#8221; SSL. Ammettiamo di usare java e [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio oggi leggevo di un <strong>attacco al protocollo SSL</strong>&#8230;<br />
Inevitabilmente mi tornano in mente molti (troppi) miei colleghi improvvisati e altrettante nostre pseudo aziende di informatica&#8230;<br />
Perché?<br />
Per un motivo molto semplice.<br />
<span id="more-1730"></span><br />
Ammettiamo di dover scrivere un&#8217;applicazione web. Ammettiamo altresì che trattasi di un&#8217;applicazione importante che necessita di &#8220;protezione&#8221; SSL. Ammettiamo di usare java e Tomcat&#8230;<br />
Tutti sappiamo che basta decommentare alcune righe di codice di un file di configurazione di Tomcat e inserire un certificato in un&#8217;apposita cartella. In questo modo, tramite &#8220;https&#8221;, noi usiamo una connessione SSL e quindi sicura.<br />
Bene.<br />
La mia domanda è (ed è sempre stata) la solita: e chi ce lo dice che è sicuro?<br />
Siamo in grado di dimostrarlo? Siamo in grado di eseguire almeno 5 tipi di attacchi diversi al sistema per verificarne la sicurezza?<br />
Abbiamo un&#8217;idea di come si realizza un certificato e perché?<br />
La risposta, condita da mille &#8220;balle&#8221; utili a cercare di non rispondere, è sempre stata la stessa: no!<br />
Male.<br />
<strong>Questo &#8220;modo di fare&#8221; ci rende &#8220;ignoranti&#8221; e in balia di quei pochi che sanno di cosa stiamo parlando.</strong><br />
Fino a quando non comprenderemo che non possiamo vendere per sicuro ciò di cui non capiamo un caz.. e quindi non smetteremo di campare per &#8220;sentito dire&#8221;, l&#8217;informatica italiana farà ridere (e non è infatti un caso che non esportiamo una riga di codice!) e sarà anche un pericolo!<br />
Gli &#8220;improvvisati&#8221; dovrebbero essere banditi dal &#8220;giro&#8221; e relegati a far cose per bimbi e non applicazioni serie&#8230;<br />
Ma non è mica colpa nostra!<br />
<strong>La colpa è delle nostre &#8220;aziende&#8221; di informatica e servizi IT. Esse sanno bene che i loro clienti non hanno le competenze per poter capire se l&#8217;applicazione è sicura o meno; al massimo si limitano a verificare che &#8220;premendo quel bottone succede ciò che vogliono succeda&#8221;. Partendo da questo dato di fatto le &#8220;aziende&#8221; ne approfittano affidando a dei neo-laureati o dei cretini patentati la realizzazione di applicazioni molto delicate. Perché? Ma come perché? Perché possono pagare i collaboratori la metà di quanto dovrebbero! Tanto l&#8217;applicazione (vista dal cliente) alla fine gira!</strong><br />
Vomitevole&#8230;</p>
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		<title>Il futuro di Google plus secondo alessandrostella.it</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 14:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[google plus]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo un po&#8217; di tempo che uso Google plus, tiro le somme di quanto ho potuto sperimentare&#8230; Il mio obiettivo in questo momento non è documentare tutte le possibilità offerte da G+ e dire se sono più o meno, migliori o peggiori, di quelle offerte da Facebook. Non credo sia utile anche perché il tutto [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un po&#8217; di tempo che uso Google plus, tiro le somme di quanto ho potuto sperimentare&#8230;<br />
Il mio obiettivo in questo momento non è documentare tutte le possibilità offerte da G+ e dire se sono più o meno, migliori o peggiori, di quelle offerte da Facebook. Non credo sia utile anche perché il tutto si può molto facilmente racchiudere in un banale &#8220;sono pressoché identici&#8221;.<br />
<strong>Quello che invece mi preme mettere a fuoco è il futuro della piattaforma di Google</strong>. Cioè capire o cercare di capire se G+ può davvero essere un concorrente di Facebook oppure no. Mi permetto di farlo apertamente solo perché so per certo che la mia opinione non influenzerà le borse mondiali <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
<span id="more-1721"></span><br />
<strong>L&#8217;utenza che usa G+ è tipicamente un&#8217;utenza tecnico scientifica con totale preponderanza di sviluppatori, ingegneri, informatici e via così</strong>&#8230;<br />
Perché?<br />
Il motivo è davvero molto semplice: quel tipo di utenti non si è mai iscritto su FB; non lo ha mai fatto perché è l&#8217;unica categoria di utenti che conosce bene il web e che quindi legge le regole prima di giocare. La regole di FB sono da lager e un informatico non ci entrerà mai di sua spontanea volontà!<br />
Ma questo non è mai interessato e non interessa agli utenti di FB. Girando sul web si può leggere ovunque di quali siano i diritti che, iscrivendosi a FB, si cedono (per contratto) allo stesso FB. Eppure nessuno ne &#8220;esce&#8221;. Gli iscritti restano iscritti. Esattamente come i fumatori. Potrai scrivere in tutte le lingue e in tutti i modi che la sigaretta uccide: nessun fumatore smetterà di fumare per quel motivo! Strano paragone? No, proprio per niente&#8230;</p>
<p>Comunque, da questa iniziale categoria di utenti sono partiti gli inviti a mezzo mondo (perché anche gli informatici, gli ingegneri e tutta quella razza lì hanno degli amici). Tale tipologia di utenza non si staccherà mai da G+ perché non accetta e mai accetterà le regole imposte da FB. E va bene. Questo però non consente certo a G+ di fare concorrenza a FB. G+ dovrà espandere notevolmente la quantità di iscritti se vuol fare concorrenza a FB e qui, a mio parere, si gioca la &#8220;guerra&#8221;. Ossia, a quali utenti bisogna fare riferimento per aumentare gli iscritti? Un possibile elenco potrebbe comprendere:<br />
- i delusi da FB<br />
- i delusi dai vari social in giro per il mondo<br />
- i mai iscritti a nessun social</p>
<p>Si, sicuramente l&#8217;elenco appena fatto è da prendere in considerazione, ma&#8230; <strong>a mio parere, la categoria a cui si dovrebbe prestare la maggiore attenzione è un&#8217;altra: gli utenti di FB</strong>.</p>
<p>Ora, se il ragionamento fin qui esposto è corretto, io credo di poter dire che G+ è destinato a perdere.<br />
Perché?<br />
Proviamo a rispondere alla seguente domanda.<br />
<strong>Chi di noi, dopo aver costruito una casa, conosciuto decine di persone, trovato un lavoro, trovatosi bene ecc, ecc. in una certa città, avrebbe voglia di traslocare in un&#8217;altra città per scelta?</strong></p>
<p>Lo so, la risposta è: nessuno!</p>
<p>Ci sarebbe solo un modo per farci pensare ad un cambiamento del genere: avere la garanzia di cambiar città senza cambiare casa, amici, ricordi e tutto il resto&#8230; Allora si che lo faremmo! Sarebbe anzi una bella esperienza se si potesse fare! Prendo tutti i miei amici, tutta la mia vita, tutto quello che ho creato negli anni e mi sposto&#8230; in Australia! Poi in USA, poi in Africa&#8230; tutte le volte che mi pare e senza perdere la mia vita. Lo faremmo quasi tutti!<br />
Nella realtà sappiamo bene che una cosa del genere non sarebbe possibile&#8230; Ma il web non è la realtà. Nel web è possibile!</p>
<p>Giungo allora alla mia conclusione.<br />
<strong>A mio avviso l&#8217;unica mossa che potrebbe consentire a G+ di impensierire seriamente FB è la scrittura di un&#8217;applicazione web che, dato nome utente e password di un&#8217;utenza Facebook, consentisse &#8220;in un batter d&#8217;occhio&#8221; all&#8217;utente in questione di importate in G+ tutti i contenuti già condivisi su FB. </strong></p>
<p>Se tale applicazione non sarà scritta, G+ morirà entro 12 mesi.</p>
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    </div>]]></content:encoded>
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		<title>Ci siamo&#8230; il 2011 è qui!</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 14:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>

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Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/12/2011.png" alt="Buon 2011" title="Buon 2011" width="600" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-1568" /></p>
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            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		<title>Cellulari per anziani</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/varie/2010/12/cellulari-anziani/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 11:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo vicini a Natale&#8230; Sebbene non comprendo questa &#8220;abitudine&#8221; a spendere soldi in questo periodo (la festa è di tipo spirituale, non mondana), mi rendo conto che può essere molto piacevole fare un regalo a una persona cara. L&#8217;importante è non farlo sol perché è Natale e quindi &#8220;ci si aspetta&#8221; un regalo&#8230; Comunque sia, [...]<div id="artCorr">
            
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo vicini a Natale&#8230;<br />
Sebbene non comprendo questa &#8220;abitudine&#8221; a spendere soldi in questo periodo (la festa è di tipo spirituale, non mondana), mi rendo conto che può essere molto piacevole fare un regalo a una persona cara. L&#8217;importante è non farlo sol perché è Natale e quindi &#8220;ci si aspetta&#8221; un regalo&#8230;<br />
Comunque sia, parlando dei casi in cui fare un regalo è un piacere, può essere un vero piacere <strong>regalare un telefonino a una persona anziana</strong> che ci vede poco e magari sente ancor meno&#8230;<br />
A tal proposito oggi parleremo di tutte (o quasi) le aziende che si occupano di produrre tali cellulari.<br />
La prima cosa da dire è questa: il prezzo di tali cellulari è decisamente sproporzionato rispetto alle caratteristiche tecniche e alle energie necessarie a produrli.<br />
La seconda cosa è dettagliare quali siano tali caratteristiche più o meno comuni a tutti questi apparecchi.<br />
Stiamo parlando di:</p>
<ul>
<li>dual band GSM</li>
<li>scrittura/lettura SMS</li>
<li>tasti molto grandi</li>
<li>vivavoce potente</li>
<li>audio potente a compatibile con apparecchi acustici</li>
<li>tasto SOS (presente su alcuni modelli e non su altri)</li>
</ul>
<p>Queste le caratteristiche generali.<br />
Quindi niente GPRS, niente UMTS, niente dati in generale, niente fotocamere, niente T9 per gli sms.<br />
<span id="more-1522"></span><br />
Detto questo iniziamo con un salutare, anche se non esaustivo, <strong>elenco di aziende produttrici</strong> in rigoroso ordine alfabetico:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.aurobest.com/" target="_blanck">AURO</a></li>
<li><a href="http://www.beafon.com/" target="_blanck">BEAFON</a></li>
<li><a href="http://www.binatonetelecom.com/" target="_blanck">BINATONE</a></li>
<li><a href="http://www.brondi.it/" target="_blanck">BRONDI</a></li>
<li><a href="http://www.doro.com/" target="_blanck">DORO</a></li>
<li><a href="http://www.emporia.at/home/" target="_blanck">EMPORIA</a></li>
<li>ITT</li>
<li><a href="http://www.ngm-mobile.com/home.html" target="_blanck">NGM</a></li>
<li><a href="http://www.ondacommunication.com/" target="_blanck">ONDA</a></li>
</ul>
<p>Ce ne sono ovviamente altre, ma francamente sono cloni di cloni e, per il momento, non credo meritino troppa attenzione.<br />
Ora cerchiamo di elencare <strong>ogni singolo cellulare per ogni singola azienda</strong>.</p>
<p><strong>AURO</strong><br />
Azienda cinese (ma va&#8217;!), ma non per questo da sottovalutare/disprezzare, che produce diversi cellulari con le caratteristiche richieste. Quelli che però in questo momento si riesce a trovare in vendita qui da noi (con garanzia europea di 24 mesi) sono pochi e, di questi, gli unici degni di nota sono i seguenti:<br />
<a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;q=Auro+Comfort+2010&#038;aq=f&#038;aqi=&#038;aql=&#038;oq=&#038;gs_rfai=" target="_blanck">Auro Comfort 2010</a><br />
<a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;q=Auro+M301&#038;aq=f&#038;aqi=&#038;aql=&#038;oq=&#038;gs_rfai=" target="_blanck">Auro M301</a></p>
<p><strong>BEAFON</strong><br />
Azienda che si occupa esclusivamente di creare cellulari per anziani. Ad oggi questa azienda produce 4 modelli di cellulari che troviamo elencati <a href="http://www.beafon.com/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=2&#038;Itemid=11&#038;lang=it" target="_blanck">qui</a></p>
<p><strong>BINATONE</strong><br />
Questa azienda ha 50 anni e da qualche tempo si è messa in testa di produrre anche questo tipo di cellulari. Ad oggi ne produce 4 modell che troviamo elencati <a href="http://www.binatonetelecom.com/products/mobile-phones" target="_blanck">qui</a></p>
<p><strong>BRONDI</strong><br />
Nella <a href="http://www.brondi.it/it/mood_it.html?mood=silv" target="_blanck">sezione &#8220;senior&#8221; del loro sito ufficiale</a> possiamo trovare i seguenti gsm creati ad hoc:</p>
<ul>
<li>BIG PROFESSIONAL GSM</li>
<li>BIG BRAVO GSM</li>
<li>BRAVO COLOR GSM</li>
<li>BRAVO GSM</li>
<li>AMICO GSM</li>
</ul>
<p><strong>DORO</strong><br />
Anche questa azienda presenta una sezione dedicata all&#8217;argomento. La possiamo trovare <a href="http://www.doro.ch/it-CH/Nos-produits/Telephones-portables-et-accessoires/" target="_blanck">qui</a></p>
<p><strong>EMPORIA</strong><br />
Azienda austriaca che da pochi mesi ha presentato la propria ultima creazione, l&#8217;emporia elegance. L&#8217;elenco dei cellulari per anziani prodotti la troviamo sul sito ufficiale, <a href="http://www.emporia.at/produkte/uebersicht/" target="_blanck">qui</a>. Purtroppo ad oggi sembra non esistere la versione italiana del loro sito, ma per fortuna esiste invece il menu&#8217; in italiano di tutti i loro cellulari.</p>
<p><strong>ITT</strong><br />
Esteticamente temo siano i più brutti&#8230; Probabilmente è questo il motivo per cui i loro cellulari sono i meno cari. Mi appoggio a twenga.it per <a href="http://www.twenga.it/dir-Telefonia,Cellulare-per-anziani" target="_blanck">elencare i vari modelli acquistabili</a> in giro per la rete.</p>
<p><strong>NGM</strong><br />
Non so dirvi molto su NGM, ma so che in basso a destra nella home page del <a href="http://www.ngm-mobile.com/home.html">loro sito ufficiale</a> possiamo trovare almeno 4 modelli di cellulari per anziani molto interessanti.</p>
<p><strong>ONDA</strong><br />
ONDA communication è un&#8217;azienda giovane, nata appena nel 2003, che propone un solo modello (molto simile a tanti altri) che ci può interessare. Lo troviamo <a href="http://www.ondashop.it/shop/shopping/index_product.php?pid=126" target="_blanck">qui</a>.</p>
<p>Bene, ora dovremmo avere una visione d&#8217;insieme per una scelta più consapevole <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
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		<title>Jasper report serve per fare report, non semplici stampe</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/varie/2010/11/jasper-report-pdf-stampe/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/varie/2010/11/jasper-report-pdf-stampe/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 09:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[jasper report]]></category>

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		<description><![CDATA[Come da oggetto, oggi scriveremo solo poche righe, giusto per formalizzare quella che sembra una doverosa precisazione su jasper report. Jasper report è nato per creare report, non per fare stampe in pdf. Se il nostro obiettivo è quello di realizzare una &#8220;semplice&#8221; stampa in pdf, allora è bene usare altri strumenti, magari open source, [...]<div id="artCorr">
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	    	    <li><a href="http://www.alessandrostella.it/guide-e-manuali/2010/10/ireport-report-complessi/" rel="bookmark">iReport e report complessi</a><!-- (13.2)--></li>
	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come da oggetto, oggi scriveremo solo poche righe, giusto per formalizzare quella che sembra una doverosa precisazione su jasper report.<br />
<strong>Jasper report è nato per creare report, non per fare stampe in pdf</strong>. Se il nostro obiettivo è quello di realizzare una &#8220;semplice&#8221; stampa in pdf, allora è bene usare altri strumenti, magari open source, come per esempio <a href="http://xmlgraphics.apache.org/fop/" target="_blanck">FOP</a>.<br />
Non usiamo quindi jasper report per produrre un qualunque documento pdf, ma usiamolo per produrre report!</p>
<div id="artCorr">
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	    	    <li><a href="http://www.alessandrostella.it/guide-e-manuali/2010/10/ireport-report-complessi/" rel="bookmark">iReport e report complessi</a><!-- (13.2)--></li>
	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Impossibile eliminare file: Accesso negato. Controllare che&#8230; cosa?</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/varie/2010/10/impossibile-eliminare-file-accesso-negato-controllare/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 11:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[cancellare file incancellabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Roba da matti&#8230; windows quando decide di darti fastidio si mette davvero d&#8217;impegno! Abbiamo provato di tutto, ma proprio non riusciamo a eliminare una determinata cartella o file. Il messaggio che ci perseguita è sempre lo stesso:impossibile eliminare : Accesso negato. Controllare che il disco non sia pieno o protetto&#8230; ecc. Online abbiamo trovato unlocker, [...]<div id="artCorr">
            
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roba da matti&#8230; windows quando decide di darti fastidio si mette davvero d&#8217;impegno!<br />
Abbiamo provato di tutto, ma proprio non riusciamo a eliminare una determinata cartella o file. Il messaggio che ci perseguita è sempre lo stesso:<strong>impossibile eliminare <nome file>: Accesso negato. Controllare che il disco non sia pieno o protetto&#8230;</strong> ecc.<br />
Online abbiamo trovato unlocker, Process Explorer, Colasante e compagnia&#8230; ma non c&#8217;è verso! Quel file/cartella non ne vuole sapere di cancellarsi&#8230;<br />
Capiamo la logica e troveremo la soluzione&#8230; Parleremo di file, ma vale lo stesso discorso per le cartelle, tranne diversa segnalazione.<br />
Perché compare quel messaggio?<br />
I motivi possono essere molteplici:</p>
<ol>
<li>non c&#8217;è davvero spazio su disco</li>
<li>il file è protetto da scrittura</li>
<li>il file è in uso</li>
<li>il file usa l&#8217;ACL (Access Control List)</li>
<li>il file system è corrotto</li>
<li>il file è stato taggato da explorer perché esposto a internet</li>
<li>il file è un virus</li>
</ol>
<p><span id="more-1485"></span><br />
Il nostro scopo è di controllare le varie ipotesi esattamente nell&#8217;ordine proposto.<br />
Iniziamo.<br />
Prerequisito: dobbiamo essere amministratori.</p>
<p><strong>Il disco su cui risiede il file è pieno?</strong><br />
Se non sappiamo come controllare &#8216;sta cosa&#8230; lasciamo perdere; chiamiamo un amico e andiamo a mangiare un panino&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Il file è protetto da scrittura?</strong><br />
Apriamo il prompt di msdos (Start/Esegui&#8230;/cmd/INVIO), portiamoci nella cartella incriminata e digitiamo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">attrib nome_file</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>(come mostrato nella figura che segue)<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/10/promptAttrib.jpg" alt="prompt comando attrib" title="prompt comando attrib" width="328" height="127" class="aligncenter size-full wp-image-1486" /><br />
Il risultato in figura mostra &#8220;problemi&#8221;. Infatti le lettere <strong>A SHR</strong> significano che il file è un file di <strong>A</strong>rchivio, di <strong>S</strong>istema, nascosto (<strong>H</strong>idden) e in sola lettura (<strong>R</strong>eadonly). Eliminiamo gli ultimi 3 attributi e riproviamo a cancellare il file. Per eliminare tali attributi digitare nel prompt:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">attrib -S -H -R nome_file</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Se invece trattasi di cartella&#8230;freghiamocene!</p>
<p><strong>Il file è in uso?</strong><br />
Chiave di volta&#8230; Come facciamo a sapere se un file è in uso?<br />
In questo caso ci vengono in aiuto i programmini di cui sopra. Vi consiglio <a href="http://unlocker.softonic.it/" target="_blanck" rel="nofollow">unlocker</a>. Una volta installato, posizioniamoci sul file incriminato e clicchiamoci sopra con il destro. Scegliamo &#8220;Unlocker&#8221; dal menu&#8217; a tendina e aspettiamo qualche secondo. Potrebbe apparire una schermata come la seguente:<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/10/unlocker.jpg" alt="unlocker" title="unlocker" width="607" height="481" class="aligncenter size-full wp-image-1487" /> ma potrebbe anche presentarsi quest&#8217;altra:<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/10/unlocker_noHandle.jpg" alt="unlocker_noHandle" title="unlocker_noHandle" width="366" height="154" class="aligncenter size-full wp-image-1489" /><br />
Nel primo caso siamo fortunati perché ci dovrebbe bastare cliccare su &#8220;Sblocca tutto&#8221;, &#8220;Sblocca&#8221; o, nella peggiore delle ipotesi, su &#8220;Termina processo&#8221; per riuscire a eliminare tutto. Si, ma se ci viene fuori la seconda invece? La risposta a questa domanda è ciò che manca nei miliardi di post su questo argomento! Il &#8220;segreto&#8221; sta nel <strong>risalire in cima nella struttura della cartelle, fino alla prima cartella che contiene il file che non vuole cancellarsi</strong>! Per esempio, se il nostro file è c:\temp\prova\riprova\alessandro.txt, noi dobbiamo risalire fino a c:\temp. Quando raggiungiamo quindi la cartella madre clicchiamoci sopra con il destro e riproviamo a scegliere &#8220;Unlocker&#8221;. Eseguiamo questa operazione scendendo piano, piano di livello fino a quando non ci verrà fuori la schermatina che ci interessa. Magari serve un po&#8217; di pazienza, ma alla fine dovrà piegarsi! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  L&#8217;immagine mostra che il processo <strong>cidaemon.exe</strong> sta interferendo sulla nostra cartella. Non ho scelto per caso tale situazione. Moooooolto più spesso di quanto si possa immaginare potrebbe essere lo stesso windows con i suoi processi a dare fastidio. <strong>cidaemon.exe</strong> e <strong>cisvc.exe</strong> sono 2 processi che windows usa per eseguire l&#8217;indicizzazione di file e spesso &#8220;rompono&#8221; se cerchiamo di eliminare file in corso di indicizzazione. Quindi, se vogliamo eliminare un file e abbiamo i problemi di cui sopra, prima di ogni cosa consiglierei di fare visita al task manager; se troviamo &#8216;sti 2 rimbambiti&#8230; stronchiamoli! Attenzione! Dopo averli stroncati non aspettiamo troppo a provare la cancellazione dei nostri file perché&#8230; ripartono da soli <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Il file usa L&#8217;ACL?</strong><br />
La risposta tipica è: e che ne so! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Scopriamolo. Usare l&#8217;ACL significa che un file ha dei diritti associati a un particolare utente. Se quindi i diritti sono di alex e pippo cerca di cancellare quel file, il sistema impedisce a pippo di farlo. Dobbiamo quindi diventare proprietari del file. Prompt di msdos e digitiamo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">cacls /?</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Il risultato ci dirà come usare il comando cacls per cambiare i diritti associati al file. Ottenuti i diritti, riproviamo a eliminarlo.</p>
<p><strong>Il file system è corrotto?</strong><br />
Se lo è, è bene ripararlo a prescindere. Quindi prompt di msdos:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">chkdsk c: /F /R /X</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>dove c: rappresenta il disco sul quale si vuole effettuare il controllo. Se si lancia questo comando, bisognerà avere pazienza: il controllo può durare molti minuti&#8230;<br />
Al termine riproviamo la cancellazione di &#8216;sto benedetto file!</p>
<p><strong>Il file è stato taggato da explorer perché esposto a internet?</strong><br />
In questo caso è molto complesso spiegare come poter eliminare tali &#8220;tag&#8221;. E&#8217; molto meglio affidarsi a <a href="http://www.deletefxpfiles.com/index2.html" target="_blanck" rel=nofollow">chi lo fa per noi</a>. Il problema è che non lo fa gratis&#8230; </p>
<p><strong>Il file è un virus?</strong><br />
Qui so&#8217; ca&#8230;! Serve necessariamente la modalità provvisoria di windows.<br />
Per il resto seguite le miliardi di chiacchiere sparse per la rete&#8230;</p>
<p>Infine, se sappiamo per certo che non si tratta di un virus, ma proprio non riusciamo a cancellare quel benedetto file (o cartella) non ci resta che l&#8217;unico sistema infallibile: leggere <a href="http://www.alessandrostella.it/tips-tricks/2011/09/zone-identifier-data-impossibile-leggere-file-disco-origine/">questo post</a>.</p>
<p>Buona cancellazione a tutti!</p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Webmail Aruba morto</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 10:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina (mercoledì 6 ottobre 2010), a partire dalle ore 10, i server webmail di Aruba sono giù (webmail.aruba.it). Motivo? Hacker? Malfunzionamento? Aggiornamento previsto (molto improbabile)? Forse l&#8217;alluvione&#8230; Comunque nessuno sembra saperlo, perché nessuno risponde&#8230; Quello che è certo è che un&#8217;intera azienda di 500 dipendenti si è trovata costretta a comunicare via msn o [...]<div id="artCorr">
            
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina (mercoledì 6 ottobre 2010), <strong>a partire dalle ore 10, i server webmail di Aruba sono giù</strong> (<a href="http://webmail.aruba.it/" target="_blanck">webmail.aruba.it</a>). Motivo? Hacker? Malfunzionamento? Aggiornamento previsto (molto improbabile)? Forse l&#8217;alluvione&#8230; Comunque nessuno sembra saperlo, perché nessuno risponde&#8230;<br />
Quello che è certo è che un&#8217;intera azienda di 500 dipendenti si è trovata costretta a comunicare via msn o skype o telefono perché l&#8217;email&#8230; è andata! Sono oltre 2 ore che nessuno riesce a scrivere a nessuno&#8230;<br />
Grave smacco per uno dei più conosciuti mantainer (e tanto altro) d&#8217;Italia!<br />
<strong>Alle 13 circa i server sono tornati operativi</strong>: 3 ore di confusione in azienda&#8230; Speriamo non si ripeta.<br />
Certo che però bisognerebbe riflettere su tali situazioni&#8230; E&#8217; vero, sono casi remoti, ma se ti capitano in un momento di consegna o rilascio cosa fai?<br />
Vogliamo allargare la discussione?<br />
<span id="more-1358"></span><br />
Mi sembra molto saggio porsi una domanda: <strong>le attività umane negli ultimi anni, non sono troppo sottomesse/soggette all&#8217;informatica? E l&#8217;informatica non è totalmente sottomessa all&#8217;elettricità?</strong><br />
Fino a 100 anni fa, noi esseri umani vivevamo più che discretamente senza l&#8217;ausilio dell&#8217;energia elettrica&#8230; Come è mai stato possibile che in 100 anni ci siamo resi completamente succubi di questa forma di energia? Non sarebbe il caso di pensare a qualcosa di alternativo? Ci siamo mai posti in un&#8217;ipotesi molto semplice quanto sconvolgente? Poniamo il caso che per 3 mesi l&#8217;umanità non abbia a disposizione l&#8217;energia elettrica? Vogliamo fare 2 conti per stimare i morti nel mondo occidentale? Non serve una laurea:</p>
<ul>
<li>Ospedali fermi dopo 2 giorni</li>
<li>Cibo finito in 15 giorni</li>
<li>Rubinetti a secco</li>
<li>Niente carburante</li>
<li>Niente frigoriferi</li>
<li>Ipermercati vuoti in 15 giorni</li>
<li>&#8230;</li>
</ul>
<p>possiamo continuare per molto ancora&#8230;<br />
Numero di morti? Molti, davvero molti: milioni? Probabile&#8230;</p>
<p>Domande serie, mica bazzecole come può essere lo stop dei servizi di Aruba&#8230;</p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Donatello Liviello è morto</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/varie/2010/08/donatello-liviello-morto/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 19:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrostella.it/?p=1232</guid>
		<description><![CDATA[Cari lettori/trici di questo piccolo blog, il tizio che scrive tutte queste utili/inutili parole sull&#8217;informatica e sui problemi informatici che incontra e risolve, è alle prese con un &#8220;problema&#8221; che non ha soluzione&#8230; purtroppo non ha proprio soluzione: uno dei miei più cari Amici, Donatello&#8230; è morto. Non so se vi è mai capitata una [...]<div id="artCorr">
            
Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori/trici di questo piccolo blog,</p>
<p>il tizio che scrive tutte queste utili/inutili parole sull&#8217;informatica e sui problemi informatici che incontra e risolve, è alle prese con un  &#8220;problema&#8221; che non ha soluzione&#8230; purtroppo non ha proprio soluzione: uno dei miei più cari Amici, Donatello&#8230; è morto.<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0503.jpg" rel="lytebox"><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0503-450x337.jpg" alt="Donatello Liviello" title="Donatello Liviello" width="450" height="337" class="aligncenter size-medium wp-image-1233" /></a><br />
Non so se vi è mai capitata una roba del genere e non so come si reagisce a un tale evento. Forse non c&#8217;è un modo di reagire, forse ognuno reagisce a modo suo, forse l&#8217;unica reazione comune è l&#8217;indescrivibile, straziante,  sconfinato, sottile, tagliente dolore! Forse&#8230;<br />
<span id="more-1232"></span><br />
Di certo invece c&#8217;è che io ho reagito male. Malissimo.<br />
Tanti anni fa, alla fine di uno splendido rapporto d&#8217;Amore, ho sofferto come mai prima e come mai avrei pensato di poter più soffrire. Beh, mi sbagliavo. La fine del mio più grande e importante rapporto d&#8217;Amore non è riuscita a farmi soffrire in questo modo.</p>
<p><strong>Donatello, il &#8220;mio&#8221; caro Amico Donatello, è morto alle 3 AM del 18 agosto 2010.</strong></p>
<p>Con alcuni amici, la sera del 17 dovevamo incontrarci alle 22.30 a casa mia per andare a una festa a tema in spiaggia. Il tema era &#8220;all white&#8221;, ossia tutti i partecipanti dovevano essere vestiti di bianco. Alle 22.23 uno degli amici con i quali si doveva andare alla festa e grande Amico di Donatello (forse il miglior Amico) di nome Marcello, mi ha telefonato: &#8220;<em>Ale, Donatello ha fatto un incidente con la moto, ma sembra che sia tutto ok; mi ha chiamato lui e sebbene la voce sembrasse un po&#8217; sofferente mi sembra che non ci sia da preoccuparsi. Sto andando in ospedale. Tu vai sul luogo dell&#8217;incidente e vedi un po&#8217; quale è la situazione.</em>&#8220;. Parto con animo sufficientemente sereno e mi dirigo verso il luogo maledetto!<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/08/IMAG0484.jpg" rel="lytebox"><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/08/IMAG0484-450x337.jpg" alt="Incidente Donatello" title="Incidente Donatello" width="450" height="337" class="aligncenter size-medium wp-image-1234" /></a><br />
Arrivato sul luogo dell&#8217;incidente mi sono bastati pochi secondi per capire che l&#8217;incidente era tutt&#8217;altro che banale. La parte anteriore della moto di Donatello era disintegrata, la dinamica era chiara e ciò che lasciava presagire non era niente di buono. Ho chiamato Marcello: &#8220;<em>Marce&#8217;, ma sei sicuro che Donatello sta bene? Qua l&#8217;incidente è brutto e la moto è messa male!</em>&#8220;.<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/08/IMAG0477.jpg" rel="lytebox"><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/08/IMAG0477-450x337.jpg" alt="Incidente Donatello" title="Incidente Donatello" width="450" height="337" class="aligncenter size-medium wp-image-1258" /></a><br />
La verità ha impiegato ben poco a venir fuori e i carabinieri accorsi sul luogo dell&#8217;incidente mi hanno confermato la situazione: dall&#8217;ospedale han dato prognosi riservata.<br />
Panico! Tachicardia! Sudorzione della mani&#8230; Non so dirvi cosa ho sentito. Ero in preda a mille emozioni e mi mancava l&#8217;aria&#8230;<br />
Tre anni fa, in questo stesso periodo, un amico di Donatello ha perso la vita in un incidente con la moto&#8230; Ricordi, paure, tutto mi confondeva, mi opprimeva&#8230; I CC. mi hanno detto che lì non servivo più e mi sono pertanto precipitato in ospedale.</p>
<p>In ospedale ho trovato tutti gli &#8220;all white&#8221;.<br />
La situazione era seria e le ore trascorse in quell&#8217;ospedale rimarranno a lungo impresse nella mia anima. Dopo quasi un&#8217;ora dal ricovero in pronto soccorso con codice rosso Donatello è stato finalmente trasportato in sala operatoria dove ha trascorso le sue ultime tre ore di calvario che non vi racconterò perché non ci riesco!<br />
Alle 2.50 una dottoressa ci ha dato una notizia che ci ha fatto sperare: &#8220;siamo riusciti a bloccare l&#8217;emorragia!&#8221;.<br />
Eravamo tutti al settimo cielo. Forse il nostro Amico era salvo; forse saremmo riusciti a parlargli ancora&#8230;<br />
Alle 3 la stessa dott.ssa esce di nuovo&#8230; Donatello era morto!</p>
<p>Davvero non so dirvi cosa è successo in me.<br />
Era come se si fosse fermato il sangue; come se il calore che mi riempie fosse svanito nel nulla. Mi sono appoggiato con le spalle al bordo della porta, con gli occhi sgranati, le mani dietro la schiena e lo sguardo nel nulla. Non parlavo, non respiravo, non sentivo niente di quello che accadeva intorno a me.<br />
Dopo pochi secondi mi sono accorto di essere tutto bagnato; stavo piangendo come un bambino e piangevo così tanto che avevo riempito la camicia di lacrime. E non sentivo neanche la lacrime scendere. Non sono poi davvero in grado di descrivere la reazione della madre di Donatello&#8230; Non ci sono le parole. Però so che in quei momenti ti senti niente; ti senti impotente; sai che non puoi fare nulla; anche ucciderti non servirebbe a cambiare le cose.</p>
<p>Alle 3.30 gli &#8220;all white&#8221; erano tutti nell&#8217;atrio dell&#8217;ospedale, senza parole, senza guardarsi, senza essere in grado di accettare gli eventi. Alle 5 eravamo ancora tutti lì.<br />
Per 48 ore di fila non sono riuscito a dormire, né a mangiare, se non un pasticciotto alle 5.30&#8230;</p>
<p>Proprio il giorno prima del fatidico evento, Donatello e io abbiamo trascorso tutto il giorno da soli, in barca, dalle 11 alle 20.30. Abbiam parlato di tante cose molto importanti: mogli, figli, amori, sogni, speranze, idee, progetti&#8230;<br />
Se penso a quei discorsi e a tutto quello che aveva in mente&#8230; mi sento male.<br />
Non doveva andare così! Troppe le cose belle che aveva da fare&#8230;<br />
Quanto mi manchi, Do&#8217;&#8230; quanto mi manchi&#8230; Lo so, è un discorso egoista, ma mi manchi. Troppo grande il vuoto che hai lasciato qui. Usando una tua espressione ti dico: porca l&#8217;oca!!!</p>
<p>Ora voi vi chiederete &#8220;chi è questo Donatello?&#8221;.<br />
Ma io vi dico: guardate i suoi occhi e saprete di lui&#8230;  </p>
<p>A causa di questo tragico evento credo che rimarrò in silenzio digitale per un po&#8217;&#8230;</p>
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            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
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		<title>CD/DVD SATA e windows xp o linux</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/varie/2010/06/cddvd-sata-windows-xp-linux/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 13:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[sata]]></category>
		<category><![CDATA[windows xp]]></category>

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		<description><![CDATA[Può succedere che ci si trovi a dover installare windows xp sp2 o una distribuzione linux su un PC con lettore CD o DVD sata. In questo caso può accadere che, inserendo il CD/DVD del sistema operativo e facendo eseguire il boot da tale periferica, dopo le prime familiari schermate non succeda più nulla o [...]<div id="artCorr">
            
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Può succedere che ci si trovi a dover <strong>installare windows xp sp2 o una distribuzione linux su un PC con lettore CD o DVD sata</strong>. In questo caso può accadere che, inserendo il CD/DVD del sistema operativo e facendo eseguire il boot da tale periferica, dopo le prime familiari schermate non succeda più nulla o si abbia un errore da schermata blu (terrificante!).<br />
Questo comportamento non è un problema di riconoscimento degli HD sata da parte di windows xp sp2 o da parte di alcune distribuzioni di linux, sebbene questa tesi sia perorata in una miriade di blog e forum.<br />
Il problema in fase di installazione dei sistemi operativi sopra indicati può essere causato dalla difficoltà della procedura di installazione di partire da una periferica sata (CD o DVD). Per risolvere questo problema possiamo usare diverse tecniche. Quella che, secondo me, è la più immediata è <strong>avviare l&#8217;installazione del sistema operativo da periferica USB</strong>. E&#8217; quindi opportuno copiare il sistema operativo su pennina USB e avviarne l&#8217;installazione da tale periferica. In questo modo dovremmo essere in grado di installare il nostro sistema operativo e questo confuta la tesi in base alla quale windows xp sp2 non è in grado di rilevare gli HD sata. Se così fosse, infatti, il sistema operativo non sarebbe in grado di installarsi neanche partendo da periferica USB <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
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		<title>Tomcat 7 è arrivato!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[Java]]></category>
		<category><![CDATA[tomcat]]></category>

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		<description><![CDATA[Era davvero un po&#8217; di tempo che se ne parlava ed ora sembra proprio che ci siamo! Apache Tomcat 7 è finalmente sulla buona strada: l&#8217;ultima versione del popolare contenitore di servlet è arrivato alla fase finale dello sviluppo Ad oggi, sono state rese disponibili quattro client-release agli sviluppatori per eseguire i vari test, con [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Era davvero un po&#8217; di tempo che se ne parlava ed ora sembra proprio che ci siamo! <a href="http://tomcat.apache.org/index.html" target="_blanck"><strong>Apache Tomcat 7</strong></a> è finalmente sulla buona strada: l&#8217;ultima versione del popolare contenitore di servlet è arrivato alla fase finale dello sviluppo <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Ad oggi, sono state rese disponibili quattro client-release agli sviluppatori per eseguire i vari test, con la RC4 rilasciata appena la mattina dell&#8217;8 giugno.<br />
Tomcat 7 sarà perfettamente allineato alle specifiche Servlet 3.0, offrendo una serie di vantaggi interessanti per gli utenti Tomcat, tra cui:</p>
<ul>
<li>Supporto alle annotation</li>
<li>Configurazione dinamica delle librerie tramite codice inserito nel web.xml</li>
<li>Embedding semplificato</li>
<li>Miglioramento del secure session tracking</li>
</ul>
<p>Controlla le note di rilascio di Apache Tomcat 7, oppure vai semplicemente alla <a href="http://people.apache.org/~markt/dev/tomcat-7/v7.0.0-RC4/" target="_blanck">pagina di download della RC4</a>.</p>
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		<title>Facebook tra privacy e dipendenza</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 08:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Da molto tempo ormai sento parlare, in ogni dove, dei problemi che facebook ha con la privacy degli utenti, eppure gli utenti, i cui diritti sono TUTTI di proprietà facebook, sembrano ignorare completamente tali messaggi&#8230; No, non è solo la privacy il problema con questi strumenti chiamati social network&#8230; Facebook (e buona parte dei suoi [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da molto tempo ormai sento parlare, in ogni dove, dei <strong>problemi che facebook ha con la privacy degli utenti</strong>, eppure gli utenti, i cui diritti sono TUTTI di proprietà facebook, sembrano ignorare completamente tali messaggi&#8230;<br />
No, non è solo la privacy il problema con questi strumenti chiamati social network&#8230;<br />
<strong>Facebook</strong> (e buona parte dei suoi simili) <strong>rappresenta ormai una droga</strong>.<br />
No, non sto scherzando, proprio per niente! Né sto usando una metafora. Di droga si tratta! Leggera, diversa, infida, psichica droga.<br />
<span id="more-1110"></span><br />
Avete mai provato a far smettere di fumare un fumatore comunicandogli che la sigaretta lo uccide? Cosa avete ottenuto?<br />
Lo vediamo tutti quanti, no? Basta andare in un qualunque tabacchino e prendere un qualunque pacchetto di sigarette. Su ogni pacchetto troviamo in bella mostra, nero su bianco, avvisi ben chiari che ci comunicano quanto sia pericoloso fumare. Ovviamente la dicitura sui pacchetti di sigarette, nella quale si sottolinea il fatto che &#8220;il fumo uccide&#8221;, non è scritto per aiutare un fumatore a smettere di fumare o impedire a un non fumatore di iniziare! Macchè! Buona notte! L&#8217;unico motivo per il quale tali velleitari messaggi sono stati così orribilmente esposti sui pacchetti di sigarette è che, così facendo, tanto lo Stato quanto le multinazionali che producono sigarette sono al sicuro! Loro te l&#8217;hanno detto in tutti i modi che il fumo ti uccide, quindi, se un giorno morirai di tumore ai polmoni, non vorrai mica fargli causa! Sei mica pazzo! Te l&#8217;hanno detto in tutti i modi di non fumare!<br />
Eppure il fumatore continua a fumare e il ragazzo di 15 anni continua a voler iniziare&#8230;<br />
Perchè?</p>
<p>Avete mai provato a far chiudere il proprio account facebook ad un utente comunicandogli che tutto quello che lui scrive di se stesso, tutto quello che gli altri scrivono di lui e tutte le foto da lui pubblicate sono di proprietà di facebook? Avete ottenuto qualcosa diverso dal &#8220;niente&#8221;?<br />
Eppure sulle condizioni di utilizzo che tutti dobbiamo accettare per poterci iscrivere a facebook è scritto ben chiaro come saranno gestiti i nostri i dati. Anche se in pochi leggono tali condizioni, ormai lo sanno quasi tutti. Eppure nessuno pensa davvero di chiudere il proprio account.<br />
Perché?</p>
<p>Tra le varie ragioni che rispondono a tale domanda (ignoranza, superficialità, ecc), una in particolare mi fa paura: la dipendenza! Da cui, droga! E il cerchio si chiude.</p>
<p>Ma di che tipo di droga stiamo parlando esattamente?<br />
Voi lo sapete? Ve lo chiedete? Vi rendete conto che c&#8217;è qualcosa che non torna nell&#8217;ostinata volontà di continuare a usare tali strumenti?</p>
<p>Meditate gente, meditate&#8230;</p>
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	            </ol>
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		<title>The page you entered does not appear to be a LinkedIn public profile</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa mi è capitato di provare ad aggiungere, su friendfeed.com, il link al mio profilo su linkedin. Purtroppo la risposta del sistema è stata: &#8220;The page you entered does not appear to be a LinkedIn public profile&#8221; sebbene il mio profilo fosse pubblico. Ho cercato notizie online senza un gran successo, così ho [...]<div id="artCorr">
            
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi è capitato di provare ad aggiungere, su <a href="http://friendfeed.com" target="_blanck">friendfeed.com</a>, il link al <a href="http://it.linkedin.com/in/alessandrostella">mio profilo</a> su linkedin. Purtroppo la risposta del sistema è stata:<br />
<span style="color:red">&#8220;The page you entered does not appear to be a LinkedIn public profile&#8221;</span> sebbene il mio profilo fosse pubblico.<br />
Ho cercato notizie online senza un gran successo, così ho scritto ai ragazzi di friendfeed i quali mi han risposto letteralmente così:<br />
&#8220;Unfortunately, we had some problems with the LinkedIn feeds and had to turn off adding them as new services. Sorry for the inconvenience.&#8221;, ossia tra qualche tempo potremmo non trovare più linkedin tra i possibili link in friendfeed <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
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            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		<title>Dissertazione sulla programmazione in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione a oggetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Non son sicuro che ci sia qualcuno che legge quello che scrivo , ma se c&#8217;è si sarà di sicuro accorto che non scrivo nulla da un mese. Sono andato in giro per il mondo a vedere come si lavora (in ambito informatico) negli altri Paesi&#8230; Inghilterra, Germania, Francia, Australia (bellissima! Prima o poi mi [...]<div id="artCorr">
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	            </ol>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non son sicuro che ci sia qualcuno che legge quello che scrivo <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> , ma se c&#8217;è si sarà di sicuro accorto che non scrivo nulla da un mese. Sono andato in giro per il mondo a vedere come si lavora (in ambito informatico) negli altri Paesi&#8230; Inghilterra, Germania, Francia, Australia (bellissima! Prima o poi mi ci trasferirò!).<br />
Erano anni che ne avevo il sospetto, ma ora che sono finalmente riuscito ad andare a vedere come si lavora all&#8217;estero posso dire di averne la certezza: <strong>in Italia i professionisti nella programmazione ad oggetti sono pochi, molto pochi, troppo pochi (almeno in ambito java)!</strong> Sono invece molto, ma molto diffusi i quaqquaraqquà! Ciò che colpisce e che ferisce è che molti di questi &#8220;quaqquaraqquà&#8221; vorrebbero non esserlo perché non lo sono né per indole né per formazione, ma si sono dovuti &#8220;piegare&#8221; alla realtà italiana&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
Andiamo con ordine.<br />
Da sempre mi trovo fianco a fianco con persone che utilizzano tecnologie evolute e utili come struts, spring, hibernate, jsf e chi più ne ha più ne metta. Da sempre ho il sospetto che queste persone, chiamate &#8220;professionisti&#8221;, usino tali tecnologie senza sapere <strong>perché</strong> sono state pensate, realizzate e <strong>perché</strong> sono così diffusamente utilizzate. Ora il mio sospetto è una certezza: non lo sanno!<br />
Non lo sanno e non si pongono il problema di saperlo perché in Italia è giudicato &#8220;poco produttivo&#8221; porsi domande, migliorarsi, evolvere&#8230; <strong>In Italia non vengono assunte le menti delle persone, in Italia si cercano manovali, ossia uomini e donne che si siedono ad una scrivania ed eseguono ordini!</strong><br />
<span id="more-776"></span>Ok. Non si può e non si deve fare di tutte le erbe un solo fascio, sono d&#8217;accordo, ma le mie variegate esperienze da nord a sud della nostra Nazione lasciano poco spazio alla speranza che tale abitudine sia di una minoranza&#8230; non è così. Ecco perché, in breve tempo, tutto ciò che è stato studiato per anni all&#8217;Università finisce in un cassetto e l&#8217;unico obiettivo da raggiungere diventa saper usare la tecnologia X. Sto ancora disperatamente cercando un collega in grado di motivare l&#8217;uso di questa piuttosto che quella tecnologia. L&#8217;unica motiviazione che ho ottenuto è più o meno sempre la stessa: &#8220;la usano tutti, significherà qualcosa!&#8221;. Quando poi incalzo e inizio la solita sequenza di domande:</p>
<ul>
<li>Perché l&#8217;hanno creata?</li>
<li>Perché è così utilizzata?</li>
<li>E&#8217; utile nel contesto in cui ti trovi?</li>
<li>Quali sono le alternative?</li>
<li>Perché, tra tutte le alternative possibili, hai scelto proprio questa tecnologia?</li>
</ul>
<p>Nessuno mi risponde perché nessuno ha scelto! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
Eppure all&#8217;Università ci hanno inculcato con la forza il concetto di scouting e, fuori dall&#8217;Italia, hanno saputo rispondere alle stesse domande con estrema precisione! Tutto ciò è scrupolosamente osservato in quasi tutti i posti di lavoro visitati in Germania, Inghilterra, Australia&#8230; ma non in Italia! Noi siamo bravissimi ad andare su un qualunque forum, chiedere a qualcuno il codice per ottenere un determinato obiettivo e copiarlo con &#8220;creatività&#8221; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Questa è la realtà che ho toccato con mano per dieci anni. Mi avevano quasi convinto che il mio essere critico e il mio pormi tutte quelle domande, il mio volermi sempre migliorare e il mio voler imparare fosse davvero sbagliato! E in verità nel contesto Italia&#8230; è sbagliato!<br />
Del resto per capire i motivi che hanno spinto i nostri &#8220;colleghi&#8221; (spero non si offendano) a creare struts, spring e tutti gli altri, bisogna necessariamente avere una forte competenza della programmazione ad oggetti, molto prima di conoscere java e il mondo infinito che lo circonda. Invece, parlando con i &#8220;professionisti&#8221; di cui sopra, si scopre molto facilmente che non conoscono concetti come &#8220;coesione&#8221; o &#8220;basso accoppiamento&#8221; né hanno un&#8217;idea troppo precisa di cosa siano i patterns o altri concetti fondamentali nella programmazione ad oggetti. Non solo. Se si prova a intraprendere con suddetti professionisti un tale discorso, si viene puntualmente snobbati e il discorso bollato come &#8220;teorico&#8221; e quindi &#8220;lontano dalla pratica aziendale&#8221;. Già, vero. Magari è proprio per questo che non esportiamo una riga di codice e riscriviamo lo stesso software ogni 2 anni! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Proseguiamo&#8230;<br />
Da quando lavoro nell&#8217;ambito della programmazione ad oggetti (e non) non ho mai (e sottolineo mai) visto uno unit test e tanto meno un integration test. L&#8217;unico test visto più volte è il test funzionale. In verità non ho neanche visto un documento di analisi e pochissimi di progettazione, comunque senza analisi <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Eppure in tutti i miei studi ho sempre letto e imparato che il software va accuratamente progettato, che tutto parte da una corretta e attenta analisi, ecc. ecc. Ma quando mai? In Italia? E chi segue queste &#8220;follie&#8221;? Non c&#8217;è tempo per pensare a queste &#8220;stupidaggini&#8221; e, sopratuttto, molte aziende sono convinte che tali accortezze non producano soldi, anzi pensano che esse rallentino soltanto il processo produttivo. Non c&#8217;è quindi da meravigliarsi se:</p>
<ul>
<li>non ho mai trovato un collega in grado di fare un&#8217;analisi professionale di un software</li>
<li>ho visto una progettazione UML solo un paio di volte (una delle quali l&#8217;ho imposta io!)</li>
<li>ho visto DB senza constraints e senza un diagramma E-R</li>
</ul>
<p>Purtroppo non ho lavorato per piccole realtà aziendali che quindi, producendo piccoli software, possono permettersi di trascurare certi aspetti (siamo sicuri che possono permetterselo?). Nel mio curriculum si trovano multinazionali come H3G, GlobalValue o enti importanti come Regione Lombardia, la federazione degli ingegneri di Puglia&#8230; in poche parole ho realizzato o gestito applicazioni (quasi sempre web) con un numero spropositato di potenziali utenti! Utenti che usavano (e usano) applicazioni costituite da jsp da 8000 righe nelle quali troviamo query SQL mischiate a codice java, database senza capo né coda e potrei continuare.<br />
Proseguiamo&#8230;<br />
<strong>Vogliamo poi parlare di sicurezza?</strong><br />
In Italia &#8220;sicurezza&#8221; per le applicazioni web significa 2 cose:</p>
<ul>
<li>firewall</li>
<li>proxy</li>
</ul>
<p>Fine.<br />
E se, per esempio, installo un proxy in locale, intercetto i parametri http, li modifico e invio roba fuori di testa alla tua applicazione web, cosa succede??? Il firewall e il proxy non possono farci nulla! A questa domanda o spalancano gli occhi o mi rispondono con qualcosa del tipo: &#8220;che razza di ipotesi strampalata stai facendo? Questa è fanta informatica!&#8221;. Scusate, ma non posso non pormi una domanda!<br />
<strong>Per quale motivo i miei colleghi agiscono e reagisocno in questo modo?</strong> Eppure hanno i miei stessi titoli e io non son mai stato un genio! E allora? Il problema l&#8217;ho esposto all&#8217;inizio e l&#8217;ho identificato solo dopo aver visto come &#8220;ragionano&#8221; fuori dalla nostra Nazione e sapete cosa vi dico?<br />
<strong>Non sono le Università italiane a essere lontane dal mondo lavorativo! E&#8217; il mondo lavorativo italiano ad essere lontano dalle pratiche internazionali nella produzione del codice!</strong>.<br />
Questa è la verità in ambito informatico!<br />
Ecco il tipico ragionamento di un&#8217;azienda inglese (tedesca, francesce, americana, australiana). &#8220;Ehi man, tu hai studiato all&#8217;Università come si crea un software? Hai studiato i princìpi dell&#8217;ingegneria del software? Hai studiato come si fa un test, come si procede nella fase di analisi, di progettazione e di implementazione di un software? Bene! Noi cerchiamo proprio te! Paghiamo le tue competenze perché tu possa metterle al nostro servizio nella produzione del nostro business! Tu metti in pratica le tue competenze acquisite all&#8217;Università e noi ti paghiamo! Non solo! Se ci indichi quali sono le competenze che ritieni opportuno approfondire per migliorare la produzione del software, noi ti paghiamo i migliori corsi perché tu possa diventarne padrone e usarle per noi.&#8221;. Lo so, in Italia queste frasi sono pura fantascienza e infatti i nostri laureati sono tutti andati via! Uno dei problemi che ci impedisce di essere concorrenziali è che molte (troppe) delle nostre aziende sono ancora di stampo &#8220;padronale&#8221; e quindi i dirigenti pretendono di indicare ai tecnici come produrre il software, quali strumenti usare e magari anche come! Mi viene in mente un brano musicale dal titolo <a href="http://www.angolotesti.it/G/testi_canzoni_giorgio_gaber_4285/testo_canzone_io_non_mi_sento_italiano_157445.html" target="_blanck">&#8220;io non mi sento italiano&#8221;</a> <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
<strong>Vogliamo quindi aggiungere qualche parolina sulle retribuzioni italiane e sulle nostre &#8220;aziende&#8221;?</strong><br />
Dai, proviamoci!<br />
Le cose stanno esattamente nei seguenti termini.<br />
Un neo-laureato in (ingegneria) informatica in Italia inizia a lavorare a non meno di 27 anni. Se si occupa di programmazione software il suo stipendio iniziale non supererà mai i 1200 euro al mese. Dopo 5 anni guadagnerà circa il 15% in più, producendo software come sopra descritto <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' />  Quando questo povero cristo inzierà la sua ricerca di un impiego <strong>in Italia</strong>, troverà annunci di aziende che recitano puntualmente così: &#8220;lo stipendio sarà commisurato alla reali capacità del candidato&#8221;. <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Ma dai! Non mi dire! Speravo mi pagassi il doppio di quello che valgo!<br />
<strong>Nel resto del mondo</strong> invece gli annunci recitano puntualmente così: &#8220;se sarai valutato idoneo per questo lavoro il tuo stipendio sarà di n euro (dollari, sterline) all&#8217;ora, oppure nk euro (dollari, sterline) all&#8217;anno&#8221;.<br />
Trovate per caso una qualche differenza? <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Ma non c&#8217;è da meravigliarsi!<br />
Potrebbe mai un&#8217;azienda cercare un ingegnere informatico con 5 anni di esperinza su java e offrirgli 10 euro l&#8217;ora??? In Germania te ne danno 20; in Inghilerra ti danno 30 sterline l&#8217;ora; addirittura in Spagna offrono 15 euro l&#8217;ora <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Lasciamo poi perdere USA e Australia: potremmo sembrare terzo mondo <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
Ovviamente potete non credere alle mie parole. Posso scrivere quello che mi pare! Fate bene. Dubitate sempre e cercate sempre conferme; in ogni campo.<br />
Ecco perché vi indico qualche luogo dovo potrete verificare quello che vi ho scritto:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.jobserve.co.uk/">Cerca un lavoro e verifica gli stipendi in UK</a></li>
<li><a href="http://www.jobber.de/">Cerca lavoro in Germania</a></li>
<li><a href="http://mycareer.com.au/">Lavorare in Australia</a></li>
<li><a href="http://content.mycareer.com.au/salary-centre/it-telecommunications/-/australia">Stipendi medi per il settore IT  in Australia</a></li>
</ul>
<p>Ovunque nel mondo occidentale, tranne che in Italia, negli anunci di lavoro trovate il salario che vi spetta per quel lavoro! Ovunque, tranne che in Italia, coloro che studiano all&#8217;Università vengono messi al centro del business aziendale (almeno in campo informatico).<br />
Quando questa Nazione, poverina, capirà che senza le competenze universitarie e senza i giovani dai 25 ai 45 anni, senza il loro entusiasmo, senza le loro competenze, senza la loro forza non c&#8217;è futuro&#8230; sarà troppo tardi&#8230; troppo tardi&#8230;<br />
Per questi e altri motivi voglio concludere con un consiglio.<br />
Sei laureato in (ingegneria) informatica? Impara questo benedetto inglese (che noi italiani non conosciamo!) e lascia l&#8217;Italia nel più breve tempo possibile! Se superi i 35 anni avrai grosse difficoltà ad andare via da questo baraccone di improvvisati!</p>
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		<title>Joomla! un CMS?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 16:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[cms]]></category>
		<category><![CDATA[joomla!]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo di questo articolo è volutamente provocatorio, quasi irriverenziale, ma ha i suoi motivi&#8230; Negli ultimi giorni, per motivi di lavoro, ho avuto a che fare con Joomla! Per chi non lo sapesse, si tratta di un CMS (Content Management System) open source tra i più famosi e utilizzati. CMS, appunto&#8230; Lo scopo principale [...]<div id="artCorr">
            
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo di questo articolo è volutamente provocatorio, quasi irriverenziale, ma ha i suoi motivi&#8230;<br />
Negli ultimi giorni, per motivi di lavoro, ho avuto a che fare con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joomla!" target="_blanck"><strong>Joomla!</strong></a><br />
Per chi non lo sapesse, si tratta di un <strong>CMS</strong> (<strong>C</strong>ontent <strong>M</strong>anagement <strong>S</strong>ystem) <strong>open source</strong> tra i più famosi e utilizzati.<br />
CMS, appunto&#8230;<br />
Lo scopo principale di un CMS dovrebbe essere la gestione facilitata dei contenuti&#8230; la gestione facilitata&#8230;</p>
<p>Beh, poiché io proprio non riesco a prendere una definizione per buona senza una prova scientifica di quanto affermato dalla definizione, ho cercato di scavare dentro questo CSM per scoprire quanto &#8220;agevola&#8221; la gestione dei contenuti e ho scoperto una cosa.</p>
<p>Ammettiamo di trovarci nella seguente situazione.<br />
Situazione lato amministrazione:</p>
<ol>
<li>creata sezione1</li>
<li>creata categoria1 (di sezione1)</li>
<li>creata categoria2 (di sezione1)</li>
<li>creati 10 articoli in categoria1</li>
<li>creati 10 articoli in categoria2</li>
</ol>
<p>Ammettiamo poi di voler ottenere lato front-end la seguente presentazione.<br />
Nella zona &#8220;left&#8221; del sito, voglio 2 menu&#8217; dal titolo rispettivamente &#8220;categoria1&#8243; e &#8220;categoria2&#8243;, ognuno dei quali contenga 10 link agli articoli della rispettiva categoria. Cliccando poi su ognuno di tali link, voglio visualizzare l&#8217;articolo in questione nella parte centrale del sito.</p>
<p>Bene.<br />
Tutto ciò si può ottenere creando a manina ogni singola voce del menu&#8217; e collegandola al rispettivo articolo, ma a me interessa sapere se joomla! consente di ottenere tale risultato in modo automatico.<br />
Dalla documentazione ufficiale e dai forum di supporto, la risposta sembra essere&#8230; no!<br />
Per ottenere una cosa così spudoratamente ovvia bisogna modificare a mano il codice!!!<br />
E questo sarebbe un CMS tra i più famosi del mondo???<br />
Mmah&#8230;<br />
Si, si&#8230; è chiaro che poi joomla! fa un sacco di cose: audio, video, documenti, template e chi più ne ha più ne metta, ma manca di una funzione così basilare che è come avere una Ferrari senza sportelli! Come la guido?</p>
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            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
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		<title>SUN, Prometric, il voucher e le certificazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 18:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[CX-310-065]]></category>
		<category><![CDATA[prometric]]></category>
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		<description><![CDATA[Ragazzi, roba da matti! Per avere informazioni esatte su come bisogna muoversi per ottenere questo benedetto voucher, mi è servita tutta la mia fama di &#8220;segugio&#8221; informatico. Andiamo con ordine. Se sto cercando di acquistare il voucher è perché ho deciso di sostenere un esame SUN. Il &#8220;luogo&#8221; in cui bisogna recarsi per registrarsi, pagare [...]<div id="artCorr">
            
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi,<br />
roba da matti! Per avere informazioni esatte su come bisogna muoversi per ottenere questo benedetto voucher, mi è servita tutta la mia fama di &#8220;segugio&#8221; informatico.</p>
<p>Andiamo con ordine.<br />
Se sto cercando di acquistare il voucher è perché ho deciso di sostenere un esame SUN. Il &#8220;luogo&#8221; in cui bisogna recarsi per registrarsi, pagare e, in seguito, ottenere il voucher è <a href="https://www.suntrainingcatalogue.com/eduserv/client/cmsearch.do?meId=4&#038;l=it_IT&#038;vat=show_brutto" target="_blanck">questo</a>.<br />
Si sceglie l&#8217;esame che interessa e si prosegue.<br />
Si, si prosegue fino al passo 3 (Indirizzo per la fatturazione)<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/fasiSUN.jpg" alt="fasiSUN" title="fasiSUN" width="380" height="58" class="alignnone size-full wp-image-205" /><br />
a questo punto se sei un privato, non hai una Partita IVA (campo obbligatorio) e non hai neanche un Numero Ordine (anch&#8217;esso campo obbligatorio) sei fregato! Il sistema non ti consente di proseguire e non c&#8217;è neanche l&#8217;ombra di un aiuto; niente!<br />
Quindi?<br />
Quindi ti inchiodi lì e cerchi di capire come procedere!<br />
Beh, vi risparmio il racconto delle mie avventure alla ricerca delle informazioni su come procedere e vi porto alla soluzione.<br />
Nel campo &#8220;Partita IVA&#8221; vi basta inserire il vostro Codice Fiscale (ci si poteva arrivare), mentre nel campo &#8220;Numero Ordine&#8221; vi basta inserire una X. Avete capito bene, una X. E&#8217; un campo che non serve a niente, ma è obbligatorio!</p>
<p>A questo punto, si può terminare la registrazione e procedere con il pagamento dell&#8217;esame scelto. Su questo punto tutto sembra abbastanza chiaro: bisogna effettuare un bonifico qui:</p>
<p>BANCA INTESA BCI SPA-RETE CARIPLO-Ag. CINISELLO BALSAMO<br />
c/c 21000129 ABI 03069 CAB 32934<br />
IBAN IT80 H030 6932 9340 0002 1000 129</p>
<p>come correttamente segnalato alla fase 2 della procedura di registrazione.<br />
Non è certo finita!<br />
Bisogna a questo punto recarsi sul sito della <a href="http://www.prometric.com/default.htm" target="_blanck">Prometric </a> per registrarsi (anche lì).<br />
Ora bisogna attendere il numero del proprio voucher che ci sarà notificato via email dalla SUN. Una volta ottenuto il numerino bello, ci si deve collegare sulla <a href="http://securereg3.prometric.com/" target="_blanck">apposita sezione</a> del sito della Prometric e seguire tutto l&#8217;iter durante il quale verrà richiesto il numerino bello.<br />
Ad ogni modo, per ogni dubbio, vi consiglio di chiamare il sempre utile numero verde della SUN: <strong>800826108</strong> in orari d&#8217;ufficio.</p>
<p>Schematizzando per rendere il tutto più lineare, i passi da seguire per sostenere un esame con SUN sono i seguenti:</p>
<ol>
<li>Scegliere l&#8217;esame e registrarsi <a href="https://www.suntrainingcatalogue.com/eduserv/client/cmsearch.do?meId=4&#038;l=it_IT&#038;vat=show_brutto" target="_blanck">qui</a></li>
<li>Pagare l&#8217;importo relativo all&#8217;esame scelto</li>
<li>Eseguire il login sul sito Prometric e scegliere data e sede dove si vuole sostenere l&#8217;esame</li>
<li>Andare a fare l&#8217;esame con Carta d&#8217;identità e voucher</li>
</ol>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I provider che non provvedono</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 16:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[email]]></category>
		<category><![CDATA[html2pop3]]></category>
		<category><![CDATA[libero.it]]></category>
		<category><![CDATA[pop3]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo post affronterò un argomento che potrebbe fare la felicità di qualcuno Sono sicuro infatti che in molti avranno un account di posta elettronica con libero.it (o simili, ma non yahoo). Sono altrettanto sicuro che molti di voi si sono trovati nella spiacevole situazione di voler scaricare le email con il proprio email client preferito [...]<div id="artCorr">
            
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo post affronterò un argomento che potrebbe fare la felicità di qualcuno <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sono sicuro infatti che in molti avranno un account di posta elettronica con <strong>libero.it</strong> (o simili, ma <strong>non yahoo</strong>). Sono altrettanto sicuro che molti di voi si sono trovati nella spiacevole situazione di voler scaricare le email con il proprio email client preferito (ad esempio outlook express), ma di non poterlo fare! Perché? Perché molti provider (come appunto libero) consentono il download dei messaggi di posta SOLO e SOLTANTO a coloro i quali sono collegati a internet proprio con quel provider. In altre parole, se il nostro account di posta è pippo@libero.it, possiamo usare un client di posta per ricevere e inviare le email SOLO e SOLTANTO se siamo collegati a internet usando una ADSL o un numero Libero/Wind! Eh già&#8230; purtroppo&#8230; è così!</p>
<p>Ma noi oggi impariamo a usare un programmino che ci consente di &#8220;presentarci&#8221; a libero (o chi per esso) come se fossimo collegati come esso si aspetta! Questo vi consentirà di usare il nostro client di posta per ricevere e inviare le email, qualunque sia il vostro sistema operativo&#8230; Bello eh? Non si può fare? E chi lo dice?</p>
<p>Pronti?<br />
Forza allora! Per prima cosa, procuriamoci il programmino:<br />
<a href="http://sourceforge.net/project/downloading.php?groupname=html2pop3&amp;filename=html2pop3238win32.zip&amp;use_mirror=puzzle" target="_blank">scarica html2pop3</a></p>
<p>Decomprimiamo il tutto in una nuova cartella (es c:\programmi\html2pop3)<br />
Eseguiamo il file html2pop3.bat, oppure html2pop3.exe.<br />
Se a schermo appare la schermata del programma la riduciamo a icona (senza chiudere il programma). Se invece appare un messaggio del tipo: &#8220;The microsoft virtual machine cannot be found. Interfaccia nn registrata.&#8221; ci son problemi che possiamo risolvere leggendo qui:<br />
<a href="http://www.hwupgrade.it/forum/archive/index.php/t-641028.html" target="_blank" >http://www.hwupgrade.it/forum/archive/index.php/t-641028.html</a></p>
<p>Potrebbe anche apparire un altro errore, tipo &#8220;file javaw.exe mancante&#8221;. Se compare questo errore, scarichiamo la Java Runtime Environment (JRE) dal seguente link:<br />
<a href="http://java.sun.com/webapps/download/AutoDL?BundleId=8939">http://java.sun.com/webapps/download/AutoDL?BundleId=8939</a>, </p>
<p>oppure</p>
<p>direttamente dal sito sun <a href="http://java.sun.com">http://java.sun.com</a><br />
Le istruzioni per installare le JRE fate clic sul link qui sotto:<br />
<a href="http://www.java.com/it/download/help/win_manual.jsp">http://www.java.com/it/download/help/win_manual.jsp</a></p>
<p>Avviato il programma, la schermata che dovrebbe apparire è simile a questa<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/04/html2pop31.jpg" target="_blank" rel="lytebox"><img class="alignnone size-full wp-image-78" title="html2pop31" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/04/html2pop31.jpg" alt="html2pop31" width="419" height="237" /></a><br />
<span id="more-66"></span><br />
<strong>Adesso siamo pronti per configurare il client (in questo caso outlook express)<br />
</strong>Apriamo Outlook Express, o il nostro programma di posta preferito e<br />
in Strumenti-&gt;Account-&gt;(nome account)-&gt;Proprieta&#8217;-&gt;Server-&gt;Posta in entrata (POP3) inseriamo &#8220;127.0.0.1&#8243; (senza le virgolette), mentre in Posta in uscita lasciamo il server SMTP del vostro provider.<br />
Se, per qualsiasi ragione, abbiamo dovuto cambiare la porta di funzionamento di HTML2POP3, passando dalla 110 a qualcos&#8217;altro, ad esempio 111, dobbiamo ricordarci di aggiornare questo parametro sotto Outlook-&gt;strumenti-&gt;account-&gt;(nome account)-&gt;Impostazioni avanzate-&gt;Posta in arrivo<br />
HTML2POP3 utilizza il nome dell&#8217;account di posta, per capire quale webmail deve essere utilizzata. Per questo motivo e&#8217; importante mettere sempre l&#8217;email completo come nome dell&#8217;account che si intende controllare (ad esempio: se abbiamo la posta su libero.it, possiamo scrivere come account ?????????@libero.it dove al posto di ???????? indicheremo il nostro indirizzo email).<br />
A questo punto siamo in grado di utilizzare liberamente la posta esattamente come facevamo prima.</p>
<p><strong>NOTE</strong><br />
NON bisogna chiudere mai HTML2POP3, altrimenti il programma di posta non può scaricare la posta.<br />
<strong>Se siamo dietro a un proxy, dobbiamo comunicarlo a HTML2POP3 inserendo i dati necessari al suo riconoscimento nell&#8217;apposito tab del programma </strong>(lo si può notare nella precendete immagine)<strong>.<br />
</strong>Un&#8217;altra cosa che può tornare utile è sapere che tutte <strong>le impostazioni del programma vengono salvate nel file config.cfg</strong>. Cercatelo nella cartella che avete creato prima&#8230;</p>
<p>Ma io ho un proxy? E cosa è?<br />
Se vi state ponendo questa domanda&#8230; siete un po&#8217; incasinati <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Tuttavia sappiate che in genere i proxy si trovano nelle aziende, uffici, ecc. Se quindi stiamo parlando della linea ADSL di casa&#8230; non avete un proxy <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Finito.<br />
Ora dovremmo essere in grado di scaricare la posta da libero e da qualche altro provider&#8230;</p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		<title>Windows Vista, windows 7 e la cartella programmi</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 13:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[c:\program files]]></category>
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		<category><![CDATA[windows 7]]></category>
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		<description><![CDATA[Girovagando nelle cartelle che windows vista (e anche windows 7) crea durante l&#8217;installazione, ho notato una cosa a dir poco sconvolgente Esplora risorse di windows mostra la conosciutissima cartella c:\Programmi, ma&#8230; in realtà, in windows vista e in windows 7 c:\Programmi non esiste!!! Dal menu &#8220;Start&#8221; clicchiamo su &#8220;Computer&#8221; e poi sul disco principale. Il [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Girovagando nelle cartelle che <strong>windows vista</strong> (e anche <strong>windows 7</strong>) crea durante l&#8217;installazione, ho notato una cosa a dir poco sconvolgente <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':-o' class='wp-smiley' /><br />
Esplora risorse di windows mostra la conosciutissima cartella c:\Programmi, ma&#8230; in realtà, <strong>in windows vista e in windows 7 c:\Programmi non esiste</strong>!!!<br />
Dal menu &#8220;Start&#8221; clicchiamo su &#8220;Computer&#8221; e poi sul disco principale. Il nostro buon explorer ci mostrerà, tra le altre, la <strong>cartella Programmi</strong> (chi utilizza windows la dovrebbe conoscere bene), ma quella che vediamo nel nostro explorer altro non è che la traduzione nel linguaggio locale (italiano) della cartella c:\Program Files!<br />
No, non sono impazzito e ve lo dimostro.</p>
<p>Sempre dal pulsante &#8220;Start&#8221;, nel campo di ricerca, scriviamo &#8220;cmd&#8221; e poi diamo invio. Partirà il prompt di ms-dos.<br />
Digitiamo in sequenza (come nella figura qui sotto):<br />
cd \ (invio)<br />
dir p* (invio)</p>
<p><a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/04/dos.gif" rel="lytebox"><img class="alignnone size-full wp-image-29" title="dos_vista" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/04/dos.gif" alt="dos_vista" width="467" height="231" /></a></p>
<p>Ora abbiamo a video la dimostrazione che <strong>sul nostro HD la cartella c:\Programmi non esiste</strong>. Esiste solo la cartella c:\Program Files.</p>
<p>Questa cosa ha delle ripercussioni assurde!!!<br />
Perché? Seguitemi e lo capirete&#8230;<br />
<span id="more-24"></span><br />
Sappiamo bene che non possono esistere 2 cartelle con lo stesso identico nome nella stessa cartella. Su questo punto sicuramente concordiamo&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Ora proviamo a installare un qualunque software che ci chieda in quale cartella installarlo. Esso proporrà (guarda caso) c:\Program Files, ma noi invece gli diciamo di installarsi sotto la cartella che abbiamo visto nel nostro explorer, cioè c:\Programmi. Finita l&#8217;installazione apriamo di nuovo explorer e osserviamo l&#8217;elenco delle cartelle sotto c:<br />
Cooooosa?????</p>
<div id="attachment_30" class="wp-caption alignnone" style="width: 498px"><a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/04/explorer_programmi.gif" rel="lytebox"><img class="size-full wp-image-30  " title="explorer_programmi" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/04/explorer_programmi.gif" alt="Doppia cartella Programmi in Windows Vista" width="488" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Doppia cartella Programmi in Windows Vista</p></div>
<p>Esistono 2 cartelle Programmi sotto c:??? Ma non è possibile!!!<br />
E invece quel mago di vista lo rende possibile! Infatti una delle due è la traduzione di c:\Program Files e l&#8217;altra, invece, rappresneta davvero c:\Programmi&#8230;</p>
<p>Il problema è che windows vista non è poi in grado di gestire correttamente questa situazione e di tanto in tanto&#8230; diciamo&#8230; si confonde! Vi è mai capitato, ad esempio, che senza un apparente motivo siano scomparse alcune icone dal desktop?<br />
Quindi, morale della favola: <strong>è vero, siamo italiani e per noi la cartella in cui installare i programmi è c:\Programmi, ma con windows vista e windows 7 è molto meglio installare i programmi sotto c:\Program Files</strong>!</p>
<p>Eh&#8230; Bill, Bill&#8230;</p>
<div id="artCorr">
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    </div>]]></content:encoded>
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		<title>Fiat laboratorio</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 23:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle 00.07 di Domenica 5 aprile 2009, è nato questo posto. Spero possa servire a qualcosa&#8230; Il motivo che mi ha spinto a realizzare questo sito è sostianzialmente uno: la raccolta e la condivisione di informazioni tecniche su argomenti informatici. In particolare, lo spirito iniziale è quello di raccogliere appunti ed esperienze personali sulla programmazione OO con particolare riferimento [...]<div id="artCorr">
            
Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 00.07 di Domenica 5 aprile 2009, è nato questo posto.<br />
Spero possa servire a qualcosa&#8230;</p>
<p>Il motivo che mi ha spinto a realizzare questo sito è sostianzialmente uno: <strong>la raccolta e la condivisione di informazioni tecniche su argomenti informatici</strong>.<br />
In particolare, lo spirito iniziale è quello di raccogliere appunti ed esperienze personali sulla programmazione OO con particolare riferimento all&#8217;ambiente java.</p>
<p>Poi&#8230; quel che sarà, sarà!</p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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