ago 22
alessandrostella.it, Alessandro Stella
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Cari lettori/trici di questo piccolo blog,
il tizio che scrive tutte queste utili/inutili parole sull’informatica e sui problemi informatici che incontra e risolve, è alle prese con un “problema” che non ha soluzione… purtroppo non ha proprio soluzione: uno dei miei più cari Amici, Dontello… è morto.

Non so se vi è mai capitata una roba del genere e non so come si reagisce a un tale evento. Forse non c’è un modo di reagire, forse ognuno reagisce a modo suo, forse l’unica reazione comune è l’indescrivibile, straziante, sconfinato, sottile, tagliente dolore! Forse…
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giu 03
alessandrostella.it, Alessandro Stella
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Da molto tempo ormai sento parlare, in ogni dove, dei problemi che facebook ha con la privacy degli utenti, eppure gli utenti, i cui diritti sono TUTTI di proprietà facebook, sembrano ignorare completamente tali messaggi…
No, non è solo la privacy il problema con questi strumenti chiamati social network…
Facebook (e buona parte dei suoi simili) rappresenta ormai una droga.
No, non sto scherzando, proprio per niente! Né sto usando una metafora. Di droga si tratta! Leggera, diversa, infida, psichica droga.
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mar 16
alessandrostella.it, Alessandro Stella
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Qualche giorno fa mi è capitato di provare ad aggiungere, su friendfeed.com, il link al mio profilo su linkedin. Purtroppo la risposta del sistema è stata:
“The page you entered does not appear to be a LinkedIn public profile” sebbene il mio profilo fosse pubblico.
Ho cercato notizie online senza un gran successo, così ho scritto ai ragazzi di friendfeed i quali mi han risposto letteralmente così:
“Unfortunately, we had some problems with the LinkedIn feeds and had to turn off adding them as new services. Sorry for the inconvenience.”, ossia tra qualche tempo potremmo non trovare più linkedin tra i possibili link in friendfeed
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mar 08
alessandrostella.it, Alessandro Stella
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Non son sicuro che ci sia qualcuno che legge quello che scrivo
, ma se c’è si sarà di sicuro accorto che non scrivo nulla da un mese. Sono andato in giro per il mondo a vedere come si lavora (in ambito informatico) negli altri Paesi… Inghilterra, Germania, Francia, Australia (bellissima! Prima o poi mi ci trasferirò!).
Erano anni che ne avevo il sospetto, ma ora che sono finalmente riuscito ad andare a vedere come si lavora all’estero posso dire di averne la certezza: in Italia i professionisti nella programmazione ad oggetti sono pochi, molto pochi, troppo pochi (almeno in ambito java)! Sono invece molto, ma molto diffusi i quaqquaraqquà! Ciò che colpisce e che ferisce è che molti di questi “quaqquaraqquà” vorrebbero non esserlo perché non lo sono né per indole né per formazione, ma si sono dovuti “piegare” alla realtà italiana… 
Andiamo con ordine.
Da sempre mi trovo fianco a fianco con persone che utilizzano tecnologie evolute e utili come struts, spring, hibernate, jsf e chi più ne ha più ne metta. Da sempre ho il sospetto che queste persone, chiamate “professionisti”, usino tali tecnologie senza sapere perché sono state pensate, realizzate e perché sono così diffusamente utilizzate. Ora il mio sospetto è una certezza: non lo sanno!
Non lo sanno e non si pongono il problema di saperlo perché in Italia è giudicato “poco produttivo” porsi domande, migliorarsi, evolvere… In Italia non vengono assunte le menti delle persone, in Italia si cercano manovali, ossia uomini e donne che si siedono ad una scrivania ed eseguono ordini!
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