Eccoci qui a scrivere un’altra guida a un software per bloccare chiamate ed sms non graditi su windows mobile!
Questa volta parliamo di SmartBlock, il software della Efficasoft che prova a bloccare chiamate ed sms in ingresso.
Prosegui nella lettura di “Guida a SmartBlock” »
Dopo aver provato l’ebrezza di Call Firewall, non ho potuto esimermi dall’esaminare anche MagiCall.
MagiCall è un software per windows mobile in grado di filtrare le chiamate in entrata e in uscita. In altre parole MagiCall ci consente di decidere chi può chiamarci e chi… no ![]()
Volendo fare un veloce paragone con Call Firewall, possiamo senza dubbio dire che MagiCall è più performante, meno intuitivo e a pagamento.
Scarichiamolo.
Una volta installato e lanciato, ci troviamo di fronte a una schermata vuota e senza molte idee ![]()
La possiamo notare qui a sinistra. E adesso?
Focalizziamo la nostra attenzione ai quattro angoli della sua interfaccia grafica:
in alto a sinistra: Running
in alto a destra: All
in basso a sinistra: New
in basso a destra: Menu
MagiCall si governa da queste 4 voci.
Vediamole nel dettaglio.
Running
Premendo su Running otterremo “Stopped”, ossia fermiamo il programma.
All
Questa voce decide cosa mostrare nella parte centrale della schermata, dove ora è tutto bianco. Le possibilità sono:
- All (mostra tutto)
- Inbound (mostra solo le regole per le chiamate in ingresso)
- Outbound (mostra solo le regole per le chiamate in uscita)
- SMS (mostra solo le regole per gli sms)
- Missed (mostra solo le regole per le chiamate perse)
New
Premendo “New” possiamo creare una nuova regola, un nuovo filtro da applicare a chiamate o sms
Menu
Premendo “Menu” accediamo al log, alla guida (in inglese, ma presente), alle opzioni e alla registrazione (ricordo che il software è a pagamento)
Prosegui nella lettura di “Guida a MagiCall” »
Se ci siamo messi alla ricerca di una guida a questo programmino, è perché abbiamo la necessità di rinchiuderci nella nostra privacy ![]()
Call Firewall infatti è un programma per windows mobile che si occupa di bloccare telefonate e sms provenienti di numeri a noi invisi.
Quella che segue vuole essere una piccola guida per usarlo nel modo corretto.
Mi pare che la prima cosa da fare sia scaricarlo ![]()
Possiamo scaricare il programma da qui oppure da qui.
Prima di procedere all’installazione dobbiamo rimuovere eventuali precedenti versioni e verificare che non sia rimasto (dopo la disinstallazione) il file Callfirewall.xml nella cartella di installazione! Se lo troviamo, eliminiamolo. Inoltre abbiamo bisogno del .NET compact framework!
Prosegui nella lettura di “Guida a Call Firewall” »
Dite la verità! Quanti di voi usano più browser? A me capita di usarne anche 4 diversi sullo stesso PC. Per non parlare poi di quando mi sposto da un PC all’altro… In tutto questo movimento si crea inevitabilmente un problema: la gestione dei preferiti.
Capita di salvare il link a un sito supermegaformidabile su un browser, poi altri 5 su un altro e così via… Alla fine ne vien fuori solo un gran caos ![]()
Mettiamo ordine!
Abbiamo almeno 2 alternative molto valide e gratuite:
- google documenti (online)
- transmute (off-line)
Per quanto riguarda google bisogna creare un account google e poi seguire le semplici istruzioni riportate qui
Per quanto concerne transmute invece lo si scarica (è gratis) e lo si lancia; non c’è bisogno di installazione ![]()

L’utilizzo è davvero semplice: si sceglie la sorgente e la destinazione. Possiamo copiare i nostri preferiti da un browser a un altro, oppure salvarli in formato XBEL. Insomma, possiamo fare quello che ci pare e tutto gratis!
Oggi parliamo di KeePass!
Ho letto davvero tanti post su questo piccolo e utile programmino, ma tutti i post letti sono attenti a decantarne le indubbie qualità. Nessuno si è messo dalla parte dei “deboli”, ossia di coloro che capiscono a cosa serve, lo vorrebbero quindi usare, ma non sanno da dove iniziare!
Bene, qui oggi, ci occuperemo di ciò che interessa maggiormente a tutti costoro, ossia scriveremo un post su come scaricare e iniziare a usare il programma.
Cosa è keepass?
E’ un software gratuito che si occupa di memorizzare tutti i nostri dati di login per l’accesso a tutto ciò che si può pensare (banca, posta web, registrazioni a social network, ecc.). Il tutto in un modo davvero sicuro; a prova di hacker!
Iniziamo…
Scaricare il programma è la cosa più facile, ma non proprio banale ![]()
Non è banale perché, ad oggi, ci sono 2 versioni free parallele e diverse di Keepass:
- KeePass 1.17
- KeePass 2.09
Non sono una l’aggiornamento dell’altra. La differenza tra le 2 versioni risiede quasi esclusivamente nelle tecnologie utilizzate per produrle: la 1.17 non ha bisogno davvero di niente per funzionare, mentre le 2.09 si appoggia sul framework.NET di microsoft. Qui parleremo della 1.17, ma sarà tutto valido anche per la 2.09.
Prima di procedere sottolineiamo il fatto che questo mitico programmino non necessita di installazione, o meglio ne esiste una versione in grado di partire da penna USB e quindi in grado di tenere TUTTI i nostri dati sulla pennina, senza lasciare traccia alcuna sul PC… pensateci bene… non è una cosa grandiosa? Tutte le nostre password su una penna o un HD esterno e il programma che le custodisce in grado di partire su qualunque PC… in totale sicurezza… pensateci bene…
Prosegui nella lettura di “Keepass e le proprie password” »
La cosa non potrebbe essere più facile…
Abbiamo delle regole che un file XML deve rispettare e dobbiamo verificare che le rispetti! Certo, è facile! Peccato che per farlo in “automatico”, cioè con un programmino (ino, ino) che lo faccia per noi, ho perso 3 ore! Gira e rigira su internet, ma niente! Una valanga di software perfettamente in grado di fare di tutto: creazione, editing, modifica, validazione, auto creazione e chi più ne ha più ne metta. Eppure un programmino (ino, ino) che, preso un XSD come insieme di regole da rispettare, verifichi che un dato XML le rispetti, non l’ho trovato! Incredibile!
In giro per la rete ci sono software da 2 a 20MB (a pagamento e non) che ti fanno pure il caffè, ma io non lo bevo il caffè! Non voglio creare XSD, XML, XSLT e averne pure delle spettacolari rappresentazioni grafiche! Voglio uno stupido programma che faccia una cosa stupida: presi 2 file in input (XSD e XML), mi dia un output (si o no!). E’ tanto difficile? Si, sembra proprio che lo sia! Ho trovato anche tanti articoli nei quali altri “disperati” come me sono giunti alla mia stessa conclusione, ossia scriverselo da soli. Già, peccato che però poi non l’abbiano condiviso!!!
Così ho usato qualche minuto del mio tempo, me lo sono fatto da solo e lo condivido qui con tutto il web. L’ho scritto pure in java in modo che sia portabile. Ci basta la JVM e amen. Oddio, in 60 minuti non è che abbia potuto creare un programma eccezionale: manca di molti controlli, l’interfaccia grafica è… spartana, ma fa quello che deve fare!
Ve lo propongo.

Anche questo piccolo programmino è rilasciato secondo la licenza che governa questo sito: creative commons 3.0 – not for commercial use!, ossia potete usarlo, distribuirlo, modificarlo, ma non potete venderlo o usarlo per fini commerciali (anche perché chi lo compra?
). Tutto qua.
Da questo link potete scaricare il .zip (appena 10KB!!!). Decomprimendo il .zip otterremo un file denominato XMLValidator.jar.
Come si usa il programma?
Non c’è bisogno di alcuna installazione, ma c’è bisogno di java ![]()
Per verificare di avere java installato sulla nostra macchina, apriamo il prompt di msdos (o il terminale di linux) e scriviamo “java -version” (senza i doppi apici). Se viene fuori la versione di java dobbiamo assicurarci che sia uguale o superiore alla 1.6. Se invece il comando non viene riconosciuto dobbiamo scaricare e installare java. Una volta avuta la certezza di possedere java sulla nostra macchina, possiamo lanciare l’applicazione in uno dei seguenti modi. Se abbiamo windows dovrebbe bastare cliccare 2 volte sul XMLValidator.jar (oppure apriamo una finestra del prompt di msdos, andiamo nella cartella del jar e digitiamo “java -jar XMLValidator.jar” senza doppi apici). Se invece abbiamo linux clicchiamo col pulsante dx del mouse su XMLValidator.jar e scegliamo “Apri con Sun java 6 runtime” (o qualcosa del genere). Anche su linux è comunque possibile lanciare il programma da terminale con lo stesso usato per windows. Su Solaris… non ricordo, dovrebbe bastare un doppio click. Apple Computer fornisce la propria versione di Java. Utilizziamo la funzione “Aggiornamento Software” (disponibile nel menu Apple) per verificare che la versione di Java in uso sul Mac sia quella più aggiornata.
Validate gente, validate!
NEWS
21.02.2012
Rilasciata la versione 2.0.
Novità: usato jaxp con sax; possibilità di validare file presenti direttamente online; comunicazione di riga e colonna in cui vengono riscontrati gli errori.
Abbiamo conosciuto isolinux, però adesso vogliamo usarlo.
Qui di seguito vi mostro un esempio di cosa possiamo ottenere con pochi semplici passaggi. Quello che vedete nell’immagine qui sotto è uno screenshot del mio DVD personale che uso ogni volta che mi tocca sistemare/formattare/testare un PC… E’ stato creato con isolinux!

Procediamo.
Per prima cosa (vedi link originale) mettiamo in risalto il fatto che isolinux:
- utilizza solo i nomi di file che rispettano l’ISO 9660, vale a dire che non supporta Rock Ridge o nomi di file in Joliet. Tuttavia può essere usato su un disco che utilizza Rock Ridge e/o estensioni Joliet.
- supporta i nomi di file lunghi (livello 2) ISO 9660, quindi se la compatibilità con i nomi dei file brevi (utile per sistemi operativi come MS-DOS) non è un problema, è possibile utilizzare l’opzione “-l” o “-iso-level 2″ di mkisofs per generare nomi di file lunghi (fino a 31 caratteri).
Bene, detto questo, costruiamo il nostro primo CD/DVD bootable con menù personalizzato usando isolinux. Seguiremo il seguente procedimento:
- creazione cartella di lavoro
- estrazione di isolinux dal progetto madre syslinux
- manipolazione del file isolinux.cfg per personalizzare il menù
- masterizzazione del CD
Prosegui nella lettura di “Isolinux: creare un menù personalizzato” »
Incredibile, ma vero.
Se si cerca cosa è isolinux? su Google… non si trova una risposta precisa! Bisogna leggere un bel po’ di chiacchiere e blog per venire a capo della risposta! L’unico modo per avere una risposta degna è digitare “what is isolinux?”. Si, ma uno che non è proprio avvezzo all’inglese? Cosa fa? Lo so, la risposta classica è: “che lasci perdere l’informatica”. Già, in parte è vero… in parte no. Comunque sia, ora poniamo rimedio e rispondiamo alla domanda “cosa è isolinux?”. Dobbiamo saperlo!
Isolinux è un boot loader per Linux/i386 che opera su ISO 9660/El Torito CD-ROM in “no emulation” mode. Cosa significa lavorare in “no emulation mode”? Significa tanto, ma proprio tanto. Significa che non abbiamo la necessità di creare un’immagine “del disco di emulazione” con spazio limitato (per “emulazione floppy”) o con problemi di compatibilità (per “emulazione disco rigido”). Chi ha avuto modo di creare un’immagine di boot sa bene quanto è importante questa caratteristica!
In parole più comprensibili, con questo “programma” noi possiamo creare un CD/DVD/USB che è in grado di far avviare il nostro PC anche in assenza/mal funzionamento del nostro HD. Questo significa che, con le opportune configurazioni e accortezze, noi saremo in grado di far partire un antivirus o un sistema di backup, o altro ancora anche quando il nostro HD proprio non ne vuole sapere di far partire il nostro sistema operativo. Tra l’altro isolinux non è di certo l’ultimo arrivato o uno sprovveduto! Quasi tutti i sistemi linux usano isolinux nelle distribuzioni live; sapete, quelle che partono da sole all’avvio della macchina tipo ubuntu o simili, ecc.
Ok, ho capito cosa è. Non mi serve
In questo caso è inutile leggere il seguito ![]()
Ok, ho capito cosa è. Mi sembra una gran figata e vorrei capire se posso configurarlo per far partire i miei sistemi preferiti… In questo caso è consigliabile leggere i prossimi post sull’argomento!
Non è proprio un gioco. No, davvero non lo è…
Dopo aver perso magari del tempo prezioso a scaricare file da youtube in formato flv, ora ci piacerebbe trasformali in avi, ma abbiamo ubuntu. Come si fa?
Seguitemi.
1. Disinstallare i pacchetti x264, libx264 e ffmpeg se sono già installati.
Apriamo un terminale e digitiamo:
1 | sudo apt-get remove ffmpeg x264 libx264-dev |
2. Installare winff.
Apriamo Ubuntu software center, digitiamo winff nella casella di ricerca e installiamolo.
Usare winff è facile. Scegliere il file da convertire, il formato finale e premere “Converti”. Già, magari! Se siamo fortunati abbiamo finito, ma in genere se usiamo ubuntu non lo saremo. Non lo saremo perché in ubuntu mancano un bel po’ di libreire e codec sia audio sia video. Andiamo con ordine.
Se dopo aver installato winff e premuto “Converti” appare il messaggio “FFplay non trovato”, si è combinato qualche casino in fase di installazione. Disinstallare tutto e ricominciare da capo.
Se invece, dopo aver premuto il tasto “Converti”, si apre il terminale ma viene fuori “Unknown codec ‘libmp3lame’”, c’è il classico problema dei codec di Ubuntu. Potremmo parlare a lungo su come risolvere questo problema, ma a noi interessa il risultato per cui andiamo sul winff e scegliamo “Opzioni” in alto a destra. Poi, in basso, scegliamo la tabella “Parametri riga di comando aggiuntivo” e scriviamoci dentro
1 | -acodec copy |
Se con tale parametro il file finale viene creato senza audio, provare a scegliere AC3 come codec audio, digitando
1 | -acodec ac3 |
Ora riproviamo a scegliere “Converti”.
Dovrebbe partire.
Vi consiglio di fare le prove con un file piccolo (30MB) perché il tempo necessario alla conversione è notevole.
Oggi voglio parlare di un programmino che, con 15 euro, mi ha risolto il problema del salvataggio dei miei sms inviati e ricevuti dal mio windows mobile. Sto parlando di Jeyo Companion 2.1.
Possiamo scaricarne una versiolne trial valida 15 giorni dal sito del produttore.
Bene.
La procedura di installazione è abbastanza banale. Ciò che importa è che prima di installare Companion abbiamo effettuato almeno una volta il collegamento di windows mobile a windows tramite Microsoft ActiveSync.
Finita la procedura di installazione, colleghiamo il nostro pocket o smartphone al PC e lanciamo Companion. Ci troveremo di fronte alla seguente schermata.

Cosa c’è da spiegare? E’ tutto così chiaro!
Se clicchiamo su SMS/Inbox il sistema si collegherà al nostro telefono e scaricherà l’elenco di tutti gli sms che abbiamo ricevuto e così per tutto il resto. Troppo comodo!
L’unica osservazione da fare riguarda gli sms multipli, cioè quelli più lunghi di 160 caratteri: Companion mostrerà solo il primo sms, ossia solo i primi 160 caratteri. Niente paura però, perché quando faremo il backup l’sms sarà salvato per intero.
A proposito… come si fa il backup?
Facile, troppo facile: basta scegliere da menù “File/Backup…”. Comparirà questa schermata:

Scegliamo “More…”, premiamo “Continue” e poi decidiamo quello che vogliamo backuppare (SMS, Contacts, Call History). I dati saranno salvati in un file in formato XML. Qui vi mostro un piccolo esempio.




