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	<title>Alessandro Stella - Appunti di informatica &#187; software</title>
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	<description>Appunti sparsi di informatica</description>
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		<title>Samsung PC Share Manager e windows 7</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 20:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Samsung PC Share Manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Samsung PC Share Manager può dare qualche problema nel funzionamento con Windows 7. In particolare, pur essendo noi convinti di aver perfettamente configurato la rete LAN, scegliendo &#8220;Condividi/Imposta Politica Dispositvo&#8221; dal programma, esso non mostra alcun dispositivo compatibile, impedendoci di fatto di utilizzare il DLNA. Per porre rimedio a questo fastidioso problema (e ammesso che [...]<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Samsung PC Share Manager</strong> può dare qualche problema nel funzionamento con <strong>Windows 7</strong>. In particolare, pur essendo noi convinti di aver perfettamente configurato la rete LAN, scegliendo &#8220;Condividi/Imposta Politica Dispositvo&#8221; dal programma, esso non mostra alcun dispositivo compatibile, impedendoci di fatto di utilizzare il DLNA.<br />
Per porre rimedio a questo fastidioso problema (e ammesso che la nostra rete sia ben configurata) dobbiamo intervenire sulle impostazioni del firewall di Windows.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2012/01/firewall.jpg" alt="Modificare regole del firewall di windows con Samsung PC Share Manager" title="Firewall di windows 7 per Samsung PC Share Manager" width="626" height="633" class="aligncenter size-full wp-image-1997" /><br />
<span id="more-1996"></span><br />
Scegliamo quindi &#8220;Start/Pannello di controllo/Windows firewall&#8221;. Sulla sinistra scegliamo &#8220;Consenti programma o funzionalità con windows firewall&#8221;, poi &#8220;Modifica impostazioni&#8221; e infine premiamo sul bottone &#8220;Consenti un altro programma&#8230;&#8221;. Adesso andiamo a cercare &#8220;SAMSUNG PC Share Manager.exe&#8221; e aggiungiamolo con permessi per la rete domestica/privata. Alla fine dovremmo ritrovarci nella condizione mostrata nell&#8217;immagine proposta.<br />
Salviamo il tutto e avviamo PC Share Manager. Ora ripetiamo la ricerca del nostro televisore dal menù &#8220;Condividi/Imposta Politica Dispositvo&#8221;. Dovremmo essere in grado di vederlo e quindi di configurare il tutto.<br />
Se poi cercando di condividere una cartella il sistema ci risponde &#8220;Condivide solo voci cartella&#8221;, possiamo <a href="http://www.alessandrostella.it/tips-tricks/2011/12/samsung-pc-share-manager/">leggere questo post</a>.<br />
Buono sharing a tutti&#8230;</p>
<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Virtualbox, ubuntu e il monitor sconosciuto</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2012/01/virtualbox-ubuntu-monitor-sconosciuto/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 01:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sistemi operativi]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[virtualbox]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo installato virtualbox 4.1.8.x e abbiamo creato una macchina virtuale per il mitico ubuntu 11.10. Tutto ok tranne un fastidiosissimo particolare: anche espandendo la schermata contenente la macchina virtuale, la schermata di ubuntu non ne vuole sapere di espandersi. Inoltre se andiamo nelle impostazioni del monitor di ubuntu ci ritroviamo pure con un bel &#8220;monitor [...]<div id="artCorr">
            
Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo installato virtualbox 4.1.8.x e abbiamo creato una macchina virtuale per il mitico ubuntu 11.10. Tutto ok tranne un fastidiosissimo particolare: anche espandendo la schermata contenente la macchina virtuale, la schermata di ubuntu non ne vuole sapere di espandersi. Inoltre se andiamo nelle impostazioni del monitor di ubuntu ci ritroviamo pure con un bel <strong>&#8220;monitor sconosciuto&#8221;</strong> e quindi impossibilitati a cambiare la risoluzione.<br />
Come uscirne? Banalmente&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
<span id="more-1975"></span><br />
Avviamo la macchina virtuale con ubuntu, andiamo sul menù della finestra contenente la macchina virtuale e scegliamo <strong>&#8220;Dispositivi/Installa Guest Additions&#8230;&#8221;</strong>. Quando tutto è finito riavviamo la macchina virtuale e riproviamo ad espandere a tutto schermo. Ora tutto dovrebbe funzionare&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Buon ubuntu a tutti&#8230;</p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Samsung PC Share Manager</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2011/12/samsung-pc-share-manager/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 11:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[audio e video]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[Samsung PC Share Manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Come molti sapranno, Samsung PC Share Manager serve per collegare un televisore Samsung ad un PC con contenuti multimediali, in modo tale da poter riprodurre dal televisore i file presenti sul PC. Purtroppo però al momento il software in questione presenta alcuni piccoli errori molto fastidiosi. Il più importante riguarda la condivisione dei file. Quando [...]<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2011/12/PC-Share-Manager.jpg" alt="PC Share Manager" title="PC Share Manager" width="520" height="324" class="aligncenter size-full wp-image-1950" /><br />
Come molti sapranno, <strong>Samsung PC Share Manager</strong> serve per collegare un televisore Samsung ad un PC con contenuti multimediali, in modo tale da poter riprodurre dal televisore i file presenti sul PC. Purtroppo però al momento il software in questione presenta alcuni piccoli errori molto fastidiosi. Il più importante riguarda la condivisione dei file. Quando infatti cerchiamo di condividere file che si trovano su HD esterni il sistema potrebbe rispondere nei seguenti termini: &#8220;<strong>Condivide solo voci cartella</strong>&#8220;, impedendoci di condividere la cartella che invece noi vorremmo condividere.<br />
<span id="more-1948"></span><br />
Qualora ci si trovi di fronte a tale inconveniente è opportuno procedere come segue.<br />
Portiamoci nella cartella di installazione di PC Share Manager che dovrebbe somigliare a qualcosa del tipo &#8220;C:\Programmi\Samsung\SAMSUNG PC Share Manager&#8221;. All&#8217;interno di questa cartella troveremo il file &#8220;configinfo.ini&#8221;. Apriamolo con notepad. La prima voce in alto dovrebbe essere<br />
[Shared Folder List]<br />
Dobbiamo inserire subito sotto tale riga le cartelle che desideriamo condividere. Esempio:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br />2<br />3<br />4<br />5<br />6<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">[Shared Folder List]<br />
G:\film<br />
I:\musica<br />
<br />
[Accepted Dev List]<br />
...</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>A questo punto salviamo il file, lo chiudiamo e lanciamo PC Share Manager.<br />
Una volta lanciato il programma, sulla destra vedremo finalmente condivise le nostre cartelle. Ora non ci resta che proseguire nella configurazione del software come indicato nella <a href="http://www.samsung.com/us/support/supportOwnersHowToGuidePopup.do?howto_guide_seq=1481&#038;howto_guide_step_no=2&#038;prd_ia_cd=&#038;map_seq=&#038;regDt=&#038;page_gb=M&#038;model_name=&#038;type_ia_cd=&#038;subtype_ia_cd=&#038;row_index=" title="Guida configurazione PC Share Manager [inglese]" target="_blank">guida ufficiale</a>.</p>
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		<title>Streaming video dal pc ad android</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 17:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[audio e video]]></category>
		<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
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		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[streaming video]]></category>

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		<description><![CDATA[Obiettivo: vedere sul proprio dispositivo android i film HD che abbiamo sul PC windows senza spostarli fisicamente sul cellulare. La soluzione è lo streaming. Ma come fare per vedere sul cellulare, magari tramite wifi, i film che risiedono fisicamente sul PC? La risposta a questa domanda non è univoca, infatti ci si può riuscire in [...]<div id="artCorr">
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Obiettivo: <strong>vedere sul proprio dispositivo android i film HD che abbiamo sul PC windows senza spostarli fisicamente sul cellulare</strong>. La soluzione è lo streaming. Ma come fare per vedere sul cellulare, magari tramite wifi, i film che risiedono fisicamente sul PC?<br />
<span id="more-1910"></span>La risposta a questa domanda non è univoca, infatti ci si può riuscire in diversi modi:</p>
<ul>
<li>vlc direct</li>
<li>emit suite</li>
<li>cifsmanager</li>
<li>astro (con modulo smb)</li>
<li>web server sul pc</li>
<li>ES Gestore file + video player</li>
<li>&#8230;</li>
</ul>
<p>Ci sono tante risposte perché eseguire lo streaming senza scatti né inceppamenti è tanto più complesso quanto meno potente è il nostro dispositivo.<br />
Possiamo dividere lo spazio delle soluzioni in 2:</p>
<ul>
<li>soluzione con dispositivo veloce (frequenza processore maggiore o uguale di 800Mhz)</li>
<li>soluzione con dispositivo lento (frequenza processore minore di 800Mhz)</li>
</ul>
<h4><strong>SOLUZIONE CON DISPOSITIVO VELOCE</strong></h4>
<p>Nel caso in cui abbiamo a disposizione un dispositivo con un <strong>processore di frequenza maggiore agli 800Mhz</strong>, possiamo risolvere il problema dello streaming video da pc ad android nel seguente modo.<br />
Installiamo sul nostro android <strong><a href="https://market.android.com/details?id=com.estrongs.android.pop&#038;hl=it" title="Es Gestore file" target="_blank">ES Gestore file (oppure ES file explorer)</a></strong> applicazione che può fare davvero molte cose, ma che noi useremo per leggere i file condivisi nella nostra LAN senza troppi sbattimenti. Una volta installata l&#8217;applicazione scegliamo LAN in alto a sinistra (come evidenziato in rosso nell&#8217;immagine qui di seguito), poi premiamo il &#8220;+&#8221; (anch&#8217;esso evidenziato in rosso) e infine, dalla schermata che comparirà dopo aver premuto il &#8220;+&#8221;, scegliamo &#8220;Scansione&#8221;. Adesso ES Gestore file cercherà i PC in rete e ci darà accesso alle rispettive cartelle condivise.</p>
<p><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2011/12/ES_FileExplorer.png" alt="" title="ES_FileExplorer" width="320" height="480" class="alignleft size-full wp-image-1916" /> Ora non ci resta che scegliere un programma che consenta la visualizzazione di file video in streaming e che possa leggere un gran numero di formati video senza problemi. Ce ne son davvero tanti. Qui segnaliamo <a href="https://market.android.com/details?id=com.redirectin.rockplayer.android.unified.lite&#038;hl=it" title="Rock player" target="_blank">rockplayer</a>, ma ci basta cercare &#8220;video streaming&#8221; o &#8220;video player&#8221; sul Market per averne un&#8217;ampia scelta.</p>
<p>Piccola nota a margine.<br />
ES Gestore file, cercando di accedere ad un <strong>HD esterno regolarmente condiviso</strong>, può rispondere con un &#8220;Out of memory&#8221; o &#8220;mancnaza di credenziali&#8221;. Questo problema può essere causato da una chiave mancante nel registro di configurazione di windows. Se ci troviamo in tale situazione proviamo a <a href="http://support.microsoft.com/?kbid=177078" title="Memoria insufficiente per eseguire il comando" target="_blank">seguire i consigli di mamma microsoft</a>, seguendo i passi indicati nella sezione &#8220;Risoluzione&#8221; del link proposto.</p>
<h4><strong>SOLUZIONE CON DISPOSITIVO LENTO</strong></h4>
<p>Nel caso in cui invece abbiamo a disposizione un dispositivo con un <strong>processore di frequenza minore agli 800Mhz</strong>, possiamo risolvere il problema dello streaming video da pc ad android nel seguente modo.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2011/12/EmitServer.png" alt="" title="EmitServer" width="308" height="460" class="alignleft size-full wp-image-1930" /><br />
Con un processore lento potremmo avere difficoltà nel vedere mkv (o avi ad alta risoluzione) in streaming usando il primo metodo, perché il processore non riesce a decodificare la miriade di informazioni che gli arrivano. In tal caso VLC Direct risolve tutti i problemi, ma la versione free consente di vedere solo 3 minuti di filmato e poi smette di funzionare. Per la versione full bisogna pagare! In alternativa possiamo fare l&#8217;overclock del nostro processore oppure&#8230; usare l&#8217;accoppiata <a href="https://www.emitapp.com/" title="Emit software streaming video" target="_blank">EMIT free software per pc e android</a>. Completamente free, ma che ci costringe ad avere una barra pubblicitaria in alto a destra del nostro video! Emit è divisa in 2: un server da installare sul nostro PC (si occuperà di decodificare sul pc il video) e un client sul nostro dispositivo android che semplicemente leggerà quanto inviatogli dal server installato sul pc.<br />
Una volta installata la parte server sul pc, Emit si presenterà come nell&#8217;immagine qui a lato. Ci basta premere &#8220;Add dir&#8221; e scegliere la cartella in cui abbiamo i nostri film (nel caso dell&#8217;immagine trattasi di &#8220;G:\film\&#8221;). A questo punto, previa attivazione del wifi, lanciamo il lettore sul nostro android e vedremo tutti i video contenuti nella cartella indicata.<br />
There you go!</p>
<p>Buono streaming android a tutti!</p>
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		<title>LG GT540: dalvik-cache e dati su SD con S2E</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2011/11/lg-gt540-spostiamo-dalvik-cache-data-sd-s2e/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2011/11/lg-gt540-spostiamo-dalvik-cache-data-sd-s2e/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 14:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[dalvik-cache]]></category>
		<category><![CDATA[GT540]]></category>
		<category><![CDATA[s2e]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo installato sul GT540 il nostro fiammante android 2.3.7 e siamo davvero felici! Il GT540 sembra un altro cellulare! Veloce e stabile! Abbiamo però un problema: siamo smanettoni e ci piace installare e disintallare in continuazione decine di applicazioni e giochi dal market. In tale situazione, la poca memoria interna a nostra disposizione sul GT540, [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo installato sul GT540 il nostro fiammante android 2.3.7 e siamo davvero felici! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Il GT540 sembra un altro cellulare! Veloce e stabile! Abbiamo però un problema: siamo smanettoni e ci piace installare e disintallare in continuazione decine di applicazioni e giochi dal market. In tale situazione, la poca memoria interna a nostra disposizione sul GT540, prima o poi si riempirà. Non sarà infatti sufficiente l&#8217;aiuto integrato nella CyanogenMod 7.1 che ci consente di spostare le applicazioni su SD. Abilitare infatti la spunta &#8220;Impostazioni/CyanogenMod/Applicazioni/Abilita spostamento app&#8221; ci consente di spostare su SD card solo parte dei dati applicativi; soprattutto <strong>non interviene minimamente sui contenuti delle seguenti ingombranti cartelle</strong>:<br />
/cache/dalvik-cache<br />
/data/app<br />
/data/app-private<br />
/data/dalvik-cache<br />
/data/data<br />
<span id="more-1874"></span><br />
che restano inesorabilmente sulla memoria principale e, dopo qualche settimana di utilizzo del nostro GT540, possono diventare molto ingombranti&#8230;<br />
Ma noi useremo <a href="https://market.android.com/details?id=ru.krikun.s2e" target="_blank">S2E</a> per spostare tutti quei MB sulla nostra SD card! Ci basterà seguire il procedimento qui di seguito indicato <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
<strong>Attenzione: la procedura indicata di seguito funziona solo se abbiamo CyanogenMod 7.x</strong>.</p>
<ol>
<li>Salviamo sul PC tutto quello che ci interessa salvare della nostra SD card</li>
<li>Se abbiamo installato sulla SD alcune applicazioni spostiamole temporaneamente sul telefono o (meglio) disinstalliamole</li>
<li>Dal cellulare scegliamo &#8220;Impostazioni/Memoria/cancella scheda SD&#8221; (questa operazione eliminerà tutte le partizioni e tutti i dati dalla SD!)</li>
<li>Spegniamo il cellulare</li>
<li>Accendiamo il cellulare in recovery mode, ossia premiamo e teniamo premuti i tasti home+power per 10 secondi e comunque fino a quando non parte le Recovery (per muoversi su e giù nelle varie voci di menù della recovery usare i tasti di volume (+ e -). Per selezionare una voce premere il bottone fotocamera. Per tornare all&#8217;elenco voci precedente premere il pulsante back)</li>
<li>Una volta nel menù della recovery scegliamo &#8220;advanced&#8221;</li>
<li>Scegliamo &#8220;Partition SD card&#8221;</li>
<li>Scegliamo almeno 1GB di EXT size</li>
<li>Scegliamo 0MB come swap</li>
<li>Attendiamo che le operazioni vengano completate (ci vorranno alcuni minuti)</li>
<li>Terminate le operazioni, torniamo alla schermata principale della recovery e scegliamo &#8220;power off&#8221;.</li>
</ol>
<p>Accendiamo ora il cellulare normalmente, installiamo S2E dal market e lanciamolo.<br />
Se le operazioni sono andate a buon fine, la schermata principale di S2E dovrebbe somigliare molto alla seguente.<br />
<img alt="" src="http://s2e.krikun.ru/img/screenshots/001.png" title="S2E" class="alignnone" width="320" height="480" /><br />
L&#8217;importante è quanto mostrato in alto a destra, dopo &#8220;EXT&#8221;: deve essere mostrato numero. In caso contrario significa che il programma non riesce a individuare la partizione che abbiamo creato tramite recovery, tutte le voci risulterebbero spente e bisognerebbe ripetere tutte le operazioni.</p>
<p>Ora non ci resta che spuntare tutto e riavviare il GT540.<br />
Al primo riavvio il GT540 sarà molto lento perché S2E dovrà spostare tutti i dati sulla SD.</p>
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		<title>LG GT540 installiamo android 2.3.7 rooted</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 19:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[GT540]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci qua a parlare ancora del GT540. Questa volta in modo &#8220;definitivo&#8221; Se abbiamo seguito i passi indicati nel precedente articolo, siamo pronti per il &#8220;passo definitivo&#8221;, ossia installare una ROM diversa da quelle preparate da LG. Una ROM già &#8220;rootata&#8221; che ci consentirà di ottenere tanti vantaggi a costo zero: maggiore quantitativo di RAM [...]<div id="artCorr">
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	    	    <li><a href="http://www.alessandrostella.it/telefonia/2011/11/gt540-installare-android-2/" rel="bookmark">LG GT540. Installare android 2.x + fastboot</a><!-- (20.6)--></li>
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	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci qua a parlare ancora del GT540.<br />
Questa volta in modo &#8220;definitivo&#8221; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Se abbiamo seguito i passi indicati nel <a href="http://www.alessandrostella.it/telefonia/2011/11/gt540-installare-android-2/" title="GT540 e android 2.1 con fastboot">precedente articolo</a>, siamo pronti per il &#8220;passo definitivo&#8221;, ossia installare una ROM diversa da quelle preparate da LG. Una ROM già &#8220;rootata&#8221; che ci consentirà di ottenere tanti vantaggi a costo zero:</p>
<ul>
<li>maggiore quantitativo di RAM a disposizione</li>
<li>maggiore spazio sulla memoria interna</li>
<li>possibilità di spostare le applicazioni dalla memoria interna alla SD esterna</li>
<li>overclok del processore (fino a 800Mhz)</li>
</ul>
<p><strong>Attenzione! Non è possibile eseguire questa procedura senza aver precedentemente installato una ROM con fastboot, come indicato nel <a href="http://www.alessandrostella.it/telefonia/2011/11/gt540-installare-android-2/">precedente articolo</a>!</strong><br />
<span id="more-1852"></span><br />
Alla fine dell&#8217;articolo troveremo anche una serie di applicazioni che si potrebbero ritenere utili/necessarie nel nuovo sistema&#8230;<br />
Pronti?<br />
Se il nostro sistema è fornito di fastboot, abbiamo a disposizione un&#8217;applicazione facile facile che fa tutto per noi! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
<a href="http://www.mediafire.com/?1uc355jbfarn0zp" title="ROM android 2.3.7 GT540" target="_blank">Scarichiamola da qui</a>.<br />
<strong>Posizioniamo l&#8217;eseguibile scaricato in C:\</strong> (è necessario perché altrimenti va in crash!), ma non lo lanciamo.<br />
Spegniamo il cellulare. Togliamo la sim. Accendiamo il GT540 in fastboot mode (ossia premiamo e teniamo premuti i tasti power+fotocamera). Il GT540 è in fastboot mode se, dopo aver mostrato il logo LG, esso scompare lasciando il posto ad una schermata nera, vuota. A questo punto colleghiamo il GT540 al PC.</p>
<div style="background-color:#CDF;margin-bottom:10px;">
Nel momento in cui colleghiamo in fastboot mode il cel al PC, si potrebbero verificare diversi inconvenienti perché i driver prima validi, ora non lo sono più! <strong>Se abbiamo windows XP</strong> in genere il problema si palesa immediatamente perché, appena collegato il GT540 al PC, il sistema operativo ci dice che ha trovato un nuovo hardware e ci chiede i driver. In tal caso dobbiamo <a href="http://www.mediafire.com/download.php?gv878j8lwbj97r3" title="Driver GT540 in fastboot mode" target="_blank">scaricare i driver del GT540 per il fastboot mode</a>. Scaricato il .zip, decomprimiamolo in qualche cartella e obblighiamo il wizard del nuovo hardware a caricare i driver da quella cartella.<br />
<strong>Se invece abbiamo vista o 7</strong> il sistema potrebbe non dire un bel niente! Cioè il wizard non parte! Il problema però si palesa quando l&#8217;eseguibile per aggiornare il cellulare si pianta su un <strong>&#8220;waiting for device&#8221;</strong>. In tal caso dobbiamo andare in &#8220;gestione dispositivi&#8221;, scegliere la nostra periferica, cliccarci sopra con il tasto destro del mouse, scegliere &#8220;Proprietà&#8221; e poi la scheda &#8220;Driver&#8221;. Infine scegliamo &#8220;Aggiorna driver&#8230;&#8221; obbligando il sistema a fare una ricerca online per aggiornare i driver obsoleti. Dopo un po&#8217; di sbattimenti windows dovrebbe rintracciare i driver, installarli e il procedimento di installazione di android 2.3.7 dovrebbe ripartire. In ogni caso <strong>il problema del &#8220;waiting for device&#8221; è causato dai driver!</strong> Quindi il nostro obiettivo e obbligare windows ad aggiornare i driver collegati al nostro GT540. Con la ricerca automatica online windows è in grado di risolvere il problema.
</div>
<p>Lanciamo l&#8217;applicazione e seguiamo con cura le indicazioni che ci darà. Attendiamo in pace. Ci vorranno circa 10-15 minuti. Quando tutto sarà finito ci verrà comunicato. <strong>Non stacchiamo il cellulare della porta USB fino a quando l&#8217;applicazione non ci comunicherà che tutto è finito!</strong><br />
<strong>Il sistema appena montato sul nostro GT540 è rooted</strong>&#8230; Ben presto impareremo ad apprezzare questa cosa <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
L&#8217;immagine qui sotto è vecchia, ma l&#8217;applicazione che si occupa di installare android 2.3.7 rooted si presenterà nello stesso modo.</p>
<p><img alt="" src="http://img560.imageshack.us/img560/5723/picture20110902121331.png" title="Applicazione per installare android 2.3.7 sul GT540" class="aligncenter" width="503" height="390" /><br />
<strong>Attenzione!</strong><br />
La nuova ROM al primo avvio potrebbe presentarsi in russo! Niente panico! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
&#8220;Lingua&#8221; in russo si scrive più o meno così язык. A questo punto, conoscendo l&#8217;icona delle impostazioni di android, ci basterà lanciare le impostazioni, cercare la voce di menù contenente la parola indicata, entrare nel relativo menù e scegliere la prima voce. Adesso cerchiamo l&#8217;italiano. Riavviamo il sistema&#8230;<br />
<img alt="" src="http://img683.imageshack.us/img683/6519/snap20110902210440.png" title="Cambiare lingua ad android" width="320" height="480" style="float:left"/>&#8211;><img alt="" src="http://img847.imageshack.us/img847/3274/snap20110902210447.png" title="Cambiare lingua ad android" width="320" height="480" /></p>
<p>Il sistema appena installato non è solo rooted, ma <strong>contiene anche una recovery</strong> che può esserci molto utile in diverse situazioni. Per far partire la recovery dobbiamo spegnere il cellulare e <strong>riaccenderlo tenendo premuti i tasti home+power</strong>.</p>
<p>Infine, ecco un <strong>elenco applicazioni utili.</strong></p>
<ul>
<li>Android Assistant</li>
<li>Apps Organizer</li>
<li>CPU tuner</li>
<li>Titanium Backup</li>
<li>Dr.Web antivirus</li>
<li>Google maps</li>
</ul>
<p>Questo scarno elenco di applicazioni sarà in grado di garantire al nostro GT540 sempre la massime prestazioni! Ma ovviamente di applicazioni che fanno le stesse cose ce ne sono&#8230; boh! Diciamo decine e decine <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Per scaricarle e installarle sul nostro GT540 ci basta cercarle sul Market. Se però amiamo installare decine di applicazioni dal market, allora dobbiamo eseguire un&#8217;<a href="http://www.alessandrostella.it/software/2011/11/lg-gt540-spostiamo-dalvik-cache-data-sd-s2e/">ulteriore operazione di tuning del nostro GT540</a>.<br />
Buon &#8220;nuovo&#8221; GT540 a tutti!</p>
<p><strong>Bug e segnalazioni.</strong><br />
La calibrazione dello schermo è &#8220;sfuggita&#8221; ai produttori della ROM che abbiamo appena montato. Per calibrarlo ci tocca scaricare e installare <a href="http://www.mediafire.com/?e47aloxaujxo2o1" title="Calibrazione schermo" target="_blank">questo programma</a>. Otterremo ottimi risultati.</p>
<p>Sembra che non funzioni lo zoom della fotocamera.</p>
<p>E&#8217; <strong>consigliabile leggere i commenti a questo post</strong>&#8230; sono molto interessanti e&#8230; illuminanti <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>FONTI</p>
<p>http://forum.xda-developers.com/</p>
<p>http://android.modaco.com/</p>
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come usare Phoenix sid extractor</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2011/08/usare-phoenix-sid-extractor/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2011/08/usare-phoenix-sid-extractor/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 22:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Phoenix]]></category>
		<category><![CDATA[sid]]></category>
		<category><![CDATA[sim]]></category>

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		<description><![CDATA[Be&#8217;, se si decide di leggere un post del genere si cerca di fare i furbetti, eh! Va bene, va bene&#8230; Evidentemente abbiamo intenzione di giocare a qualche gioco online che non abbiamo proprio proprio acquistato&#8230; diciamo che lo vogliamo prima provare per poi decidere se ci piace davvero&#8230; Va bene&#8230; Scarichiamo Phoenix e accertiamoci [...]<div id="artCorr">
            
Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Be&#8217;, se si decide di leggere un post del genere si cerca di fare i furbetti, eh! Va bene, va bene&#8230; Evidentemente abbiamo intenzione di giocare a qualche gioco online che non abbiamo proprio proprio acquistato&#8230; diciamo che lo vogliamo prima provare per poi decidere se ci piace davvero&#8230; Va bene&#8230;<br />
<span id="more-1724"></span><br />
<a href="http://www.filecrop.com/phoenix-SID-extractor.html" target="_blanck">Scarichiamo Phoenix</a> e accertiamoci che sia libero da virus e simili!<br />
All&#8217;avvio ci chiederà se partire come &#8220;Engine&#8230;&#8221; oppure &#8220;Steam&#8230;&#8221;, scegliamo &#8220;Steam&#8230;&#8221;.<br />
Una volta partito Phoenix scegliamo &#8220;Instruments/Update content description record&#8221; e scegliamo poi &#8220;Internet&#8221; (ovviamente dobbiamo avere una connessione ad internet!): dobbiamo effettuarne l&#8217;aggiornamento.<br />
Terminato l&#8217;aggiornamento scegliamo &#8220;Instruments/SID Unpacker &#8230;&#8221;.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2011/08/Phoenix.jpg" alt="Phoenix" title="Phoenix" width="490" height="433" class="aligncenter size-full wp-image-1725" /><br />
Dalla nuova interfaccia che si apre scegliamo &#8220;Scan SIM-file&#8221; e poi andiamo a cercare i file di gioco.<br />
Scelto il file .sim si ritorna nella schermata di prima e scegliamo &#8220;Unpack&#8221;<br />
Scegliamo la cartella di destinazione e attendiamo il termine della decompressione.<br />
Tutto qua <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ecommerce open source</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/09/ecommerce-open-source/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 08:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Beh&#8230; rieccoci qua! Sono passate molte settimane dall&#8217;ultimo post, ma&#8230; mi servivano&#8230;e magari me ne serviranno ancora&#8230; Oggi parleremo di ecommerce open source. Quali sono le possibili alternative e quale scegliere? Potrei iniziare con il classico elenco (in ordine alfabetico): magento opencart oscommerce prestashop virtuemart (ha bisogno di joomla!) zencart ecc, ecc&#8230; ma in giro [...]<div id="artCorr">
            
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh&#8230; rieccoci qua!<br />
Sono passate molte settimane dall&#8217;ultimo post, ma&#8230; mi servivano&#8230;e magari me ne serviranno ancora&#8230;<br />
Oggi parleremo di <strong>ecommerce open source</strong>.<br />
Quali sono le possibili alternative e quale scegliere?<br />
Potrei iniziare con il classico elenco (in ordine alfabetico):</p>
<ul>
<li><a href="http://www.magentocommerce.com/" target="_blanck">magento</a></li>
<li><a href="http://www.opencart.it/" target="_blanck">opencart</a></li>
<li><a href="http://www.oscommerce.com/" target="_blanck">oscommerce</a></li>
<li><a href="http://www.prestashop.com/" target="_blanck">prestashop</a></li>
<li><a href="http://virtuemart.net/" target="_blanck">virtuemart</a> (ha bisogno di joomla!)</li>
<li><a href="http://www.zen-cart.com/" target="_blanck">zencart</a></li>
</ul>
<p>ecc, ecc&#8230;<br />
ma in giro per la rete ci sono già tanti validi post che lo fanno. Del resto le alternative sono davvero tante! Per questo motivo ho deciso di raccontare la cosa dal mio punto di vista, cioè cosa ho scelto io e perché!<br />
<span id="more-1278"></span><br />
Per prima cosa vanno chiariti i miei parametri di scelta:</p>
<ul>
<li>open source</li>
<li>non java based</li>
<li>moduli di pagamento online inclusi o installabili</li>
<li>semplicità di utilizzo back-end</li>
<li>customizzazione template</li>
</ul>
<p>Ho installato e provato tutte le piattaforme sopra citate e anche altre&#8230; Alla fine la mia scelta è stata <strong>prestashop</strong>. Perché?<br />
<strong>Magento</strong>: ha diverse pecche in fase di installazione. Se si riesce ad installare è una validissima soluzione, ma è lento.<br />
<strong>OsCommerce</strong>: tecnologicamente vecchio. Da una sua costola è nato ZenCart.<br />
<strong>Prestashop</strong>: è il più giovane di tutti e deve essere ancora migliorato, ma ha una community tutta italiana e un back-end semplice se si considera l&#8217;enorme quantità di configurazioni. A ottobre 2010 la community italiana sarà presente allo SMAU.<br />
<strong>Virtuemart</strong>: sono rimasto in bilico fino alla fine tra virtuemart e prestashop, ma alla fine il bisogno di usare un elefante come joomla! per poter usare virtuemart mi ha convinto a scegliere prestashop.<br />
<strong>Zencart</strong>: offre praticamente tutto quello che serve, ma offre anche un&#8217;interfaccia lato amministrazione molto discutibile e comunque ben lontana dall&#8217;essere intuitiva. Ci si deve sbattere la testa per capire cosa fare e come farlo.<br />
<strong>Opencart</strong>: molto interessante&#8230;</p>
<p>Sono inoltre presenti diversi plugin per wordpress, in particolare wp-e-commerce. Ve li sconsiglio tutti. Sono &#8220;giocattoli&#8221; rispetto alle citate piattaforme&#8230;<br />
Quindi, dopo giorni passati a provare e configurare tutti questi software, mi sembra di poter dire che, <strong>se dobbiamo scegliere una piattaforma per il nostro commercio online ci tocca scegliere tra magento, prestashop e opencart</strong>. La mia scelta, come giusto equilibrio tra potenza e semplicità, la conoscete già. Se però il nostro obiettivo è avere il max e quindi più potenza e meno semplicità, allora direi di orientarsi su magento. Opencart? Devo ancora studiarlo a fondo, ma potrebbe essere molto valido&#8230;</p>
<p>Ritengo utile inserire in un&#8217;unica tabella tutti gli ecommerce open source provati per agevolare le eventuali vostre decisioni. Maggiore è il numero di stelle, migliore è la mia valutazione&#8230;<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/09/tabellaConfrontoEcommerce2.jpg" rel="lytebox"><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/09/tabellaConfrontoEcommerce2-450x96.jpg" alt="Tabella di confronto ecommerce open source" title="Tabella di confronto ecommerce open source" width="450" height="96" class="aligncenter size-medium wp-image-1474" /></a></p>
<p>A proposito di magento e di (non) semplicità&#8230;<br />
Facendo riferimento alla versione 1.4.1.1 di magento, durante la fase in installazione potremmo avere un fatal error <strong>Maximum execution time of 60 seconds exceeded in &#8230;</strong>. Diciamo subito che per evitare questo inconveniente dobbiamo modificare il file php.ini modificando il parametro <strong>max_execution_time</strong>. La configurazione di default presente nel file php.ini dovrebbe indicare max_execution_time=30, noi invece scriviamoci max_execution_time=240. Non basta. Dobbiamo anche modificare il file index.php nella cartella in cui abbiamo installato magento: cerchiamo la riga</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">#ini_set('display_errors', 1);</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>andiamo a capo e aggiungiamo questa riga</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">ini_set('max_execution_time', 240);</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Inoltre, sempre in fase di installazione, potremmo non essere in grado di modificare il &#8220;locale settings&#8221;. Possiamo risolvere questo ulteriore problema sostituendo il probabile http://localhost con il corrispettivo http://127.0.0.1.<br />
E non parliamo poi di quei folli a cui viene in mente di <a href="http://www.alessandrostella.it/ecommerce/2010/10/la-gestione-dei-template-di-magento/">creare il proprio layout con magento</a>: si fa prima a imparare PHP da zero! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Tutto ciò a proposito di semplicità&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tomcat 7 è arrivato!</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/varie/2010/06/tomcat-7-e-arrivato/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/varie/2010/06/tomcat-7-e-arrivato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[Java]]></category>
		<category><![CDATA[tomcat]]></category>

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		<description><![CDATA[Era davvero un po&#8217; di tempo che se ne parlava ed ora sembra proprio che ci siamo! Apache Tomcat 7 è finalmente sulla buona strada: l&#8217;ultima versione del popolare contenitore di servlet è arrivato alla fase finale dello sviluppo Ad oggi, sono state rese disponibili quattro client-release agli sviluppatori per eseguire i vari test, con [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Era davvero un po&#8217; di tempo che se ne parlava ed ora sembra proprio che ci siamo! <a href="http://tomcat.apache.org/index.html" target="_blanck"><strong>Apache Tomcat 7</strong></a> è finalmente sulla buona strada: l&#8217;ultima versione del popolare contenitore di servlet è arrivato alla fase finale dello sviluppo <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Ad oggi, sono state rese disponibili quattro client-release agli sviluppatori per eseguire i vari test, con la RC4 rilasciata appena la mattina dell&#8217;8 giugno.<br />
Tomcat 7 sarà perfettamente allineato alle specifiche Servlet 3.0, offrendo una serie di vantaggi interessanti per gli utenti Tomcat, tra cui:</p>
<ul>
<li>Supporto alle annotation</li>
<li>Configurazione dinamica delle librerie tramite codice inserito nel web.xml</li>
<li>Embedding semplificato</li>
<li>Miglioramento del secure session tracking</li>
</ul>
<p>Controlla le note di rilascio di Apache Tomcat 7, oppure vai semplicemente alla <a href="http://people.apache.org/~markt/dev/tomcat-7/v7.0.0-RC4/" target="_blanck">pagina di download della RC4</a>.</p>
<div id="artCorr">
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		<title>Guida a SmartBlock</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/05/guida-smartblock/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 19:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[smartBlock]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci qui a scrivere un&#8217;altra guida a un software per bloccare chiamate ed sms non graditi su windows mobile! Questa volta parliamo di SmartBlock, il software della Efficasoft che prova a bloccare chiamate ed sms in ingresso. Scarichiamolo e installiamolo. Una volta lanciato SmartBlock si presenta come mostrato nella figura qui a sinistra. Da questa [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci qui a scrivere un&#8217;altra guida a un <a href="http://www.alessandrostella.it/windows/2010/05/windows-mobile-bloccare-chiamate-in-entrata/">software per bloccare chiamate ed sms non graditi</a> su windows mobile!<br />
Questa volta parliamo di <strong>SmartBlock</strong>, il software della Efficasoft che prova a bloccare chiamate ed sms in ingresso.<br />
<span id="more-1079"></span><br />
<a href="http://www.efficasoft.com/smartblock/index_ppc.html" target="_blanck">Scarichiamolo</a> e installiamolo.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/05/smartBlock_01.gif" alt="SmartBlock - Schermata iniziale" title="SmartBlock - Schermata iniziale" width="240" height="320" class="alignleft size-full wp-image-1080" /><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/05/smartBlock_03.jpg" alt="SmartBlock - Il Menu" title="SmartBlock - Il Menu" width="240" height="320" class="alignright size-full wp-image-1083" />Una volta lanciato SmartBlock si presenta come mostrato nella figura qui a sinistra. Da questa prima schermata si capisce già tutto <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Nella sezione &#8220;Mode&#8221; decidiamo quale modo (ma va&#8217;) di bloccaggio vogliamo usare, mentre nella sezione &#8220;Block&#8221; decidiamo cosa bloccare. In basso a destra notiamo il link &#8220;Menu&#8221; premendo il quale possiamo notare le voci della figura in alto a destra. Premendo la voce &#8220;Options&#8221; accediamo alla configurazione del programma, come possiamo notare nell&#8217;immagine qui in basso. Le voci presenti sono abbastanza chiare, ma ne daremo comunque una rapida descrizione.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/05/smartBlock_02.gif" alt="SmartBlock - Le opzioni" title="SmartBlock - Le opzioni" width="240" height="320" class="alignleft size-full wp-image-1085" />
<ul>
<li><strong>Auto Startup</strong>: consente l&#8217;avvio automatico di SamrtBlock all&#8217;avvio del sistema</li>
<li><strong>Log blocked calls/sms</strong>: consente di tenere traccia, in appositi file di log, di telefonate ed sms bloccati</li>
<li><strong>Del. blocked calls from Call History</strong>: consente l&#8217;eliminazione automatica dall&#8217;elenco delle telefonate perse delle telefonate ricevute dai numeri bloccati</li>
<li><strong>Block unknown/private calls</strong>: consente di bloccare le telefonate provenienti da numeri non presenti in rubrica o anonime</li>
<li><strong>Enabled password</strong>: consente di impostare un password per avviare/configurare SmartBlock</li>
<li><strong>Enable sms content filter</strong>: consente di indicare, nella casella di testo sottostante, alcune parole che qualora ritrovate in un sms ne determinano l&#8217;eliminazione</li>
<li><strong>Auto send sms in meeting</strong>: se si sceglie &#8220;Meeting&#8221; tra i 3 modi di utilizzo di SmartBlock, questa spunta consente di inviare un sms in risposta alla telefonata ricevuta</li>
</ul>
<p>Va bene, ma per bloccare un numero come bisogna procedere?<br />
Niente di difficile. Basta scegliere &#8220;Black list&#8221; come &#8220;Mode&#8221; e poi Menu/Black list.<br />
Nella nuova schermata che ci appare possiamo inserire un numero non presente in rubrica, oppure scegliere uno o più numeri dalla rubrica. Fine. Da questo momento il/i numero/i indicati nella black list non saranno in grado di chiamarci né di inviarci sms <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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	            </ol>
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		<title>Guida a MagiCall</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/05/guida-magicall/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 21:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[magicall]]></category>
		<category><![CDATA[windows mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver provato l&#8217;ebrezza di Call Firewall, non ho potuto esimermi dall&#8217;esaminare anche MagiCall. MagiCall è un software per windows mobile in grado di filtrare le chiamate in entrata e in uscita. In altre parole MagiCall ci consente di decidere chi può chiamarci e chi&#8230; no Volendo fare un veloce paragone con Call Firewall, possiamo [...]<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver provato l&#8217;ebrezza di <a href="http://www.alessandrostella.it/windows/2010/05/guida-call-firewall/">Call Firewall</a>, non ho potuto esimermi dall&#8217;esaminare anche <strong>MagiCall</strong>.<br />
<strong>MagiCall </strong>è un software per windows mobile in grado di filtrare le chiamate in entrata e in uscita. In altre parole MagiCall ci consente di decidere chi può chiamarci e chi&#8230; no <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Volendo fare un veloce paragone con Call Firewall, possiamo senza dubbio dire che MagiCall è più performante, meno intuitivo e a pagamento.<br />
<a href="http://www.mobiion.com/magicall.html" target="_blanck">Scarichiamolo.</a></p>
<p><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/05/MagiCall_01.gif" alt="MagiCall" title="MagiCall" width="240" height="320" class="alignleft size-full wp-image-1007" />Una volta installato e lanciato, ci troviamo di fronte a una schermata vuota e senza molte idee <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
La possiamo notare qui a sinistra. E adesso?<br />
Focalizziamo la nostra attenzione ai quattro angoli della sua interfaccia grafica:<br />
in alto a sinistra: <strong>Running</strong><br />
in alto a destra: <strong>All</strong><br />
in basso a sinistra: <strong>New</strong><br />
in basso a destra: <strong>Menu</strong></p>
<p>MagiCall si governa da queste 4 voci.<br />
Vediamole nel dettaglio.</p>
<p><strong>Running</strong><br />
Premendo su Running otterremo &#8220;Stopped&#8221;, ossia fermiamo il programma.</p>
<p><strong>All</strong><br />
Questa voce decide cosa mostrare nella parte centrale della schermata, dove ora è tutto bianco. Le possibilità sono:<br />
- All (mostra tutto)<br />
- Inbound (mostra solo le regole per le chiamate in ingresso)<br />
- Outbound (mostra solo le regole per le chiamate in uscita)<br />
- SMS (mostra solo le regole per gli sms)<br />
- Missed (mostra solo le regole per le chiamate perse)</p>
<p><strong>New</strong><br />
Premendo &#8220;New&#8221; possiamo creare una nuova regola, un nuovo filtro da applicare a chiamate o sms</p>
<p><strong>Menu</strong><br />
Premendo &#8220;Menu&#8221; accediamo al log, alla guida (in inglese, ma presente), alle opzioni e alla registrazione (ricordo che il software è a pagamento)<br />
<span id="more-1006"></span><br />
Bene. Dopo questo rapido excursus sul sistema, procediamo nella realizzazione di una regola per impedire di &#8220;rompere!&#8221; ad alcuni numeri da noi scelti <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
In realtà, come accenneremo più avanti, MagiCall può fare molto di più!</p>
<p>Nell prima schermata, quella mostrata in alto, premiamo su <strong>New</strong>.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/05/MagiCall_02.gif" alt="Magi Call - Aggiungiamo una nuova regola" title="Magi Call - Aggiungiamo una nuova regola" width="240" height="320" class="alignleft size-full wp-image-1010" />Quello che vedremo è qualcosa di molto simile a quanto mostrato qui a sinistra, dove possiamo osservare 4 tab: Filter, Operation, Appointment e Others. Noi tratteremo solo i primi 2: Filter e Operation.<br />
<strong>Il tab Filter</strong><br />
Per prima cosa scegliamo il &#8220;Rule Name&#8221;, ad esempio &#8220;Blocco Alessandro&#8221; (senza i doppi apici). Esso comparirà nella schermata principale.<br />
&#8220;Rule Type&#8221; descrive il tipo di regola che abbiamo intenzione di creare. Può assumere uno di 4 valori:<br />
- Incoming Call (regola per le chiamate in ingresso)<br />
- Outgoing Call (regola per le chiamate in uscita)<br />
- SMS (regola per gli sms)<br />
- Missed Call (regola per le chiamate perse)</p>
<p>Poiché noi vogliamo bloccare un numero in ingresso, scegliamo &#8220;Incoming Call&#8221;.<br />
&#8220;Filter Type&#8221; indica il tipo di filtro da applicare. Ad esempio blocca uno specifico numero (Specific Number) oppure blocca i miei contatti (Contacts) ecc. Se lasciamo &#8220;All&#8221;, blocchiamo tutti i numeri in ingresso&#8230;pensiamoci bene <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Come detto prima, noi vogliamo bloccare un particolare numero, per cui scegliamo &#8220;Specific Number&#8221;.<br />
A questo punto, sotto &#8220;Filter Type&#8221;, comparirà la voce &#8220;Phone #&#8221;. Sulla stessa riga di questa voce, ma all&#8217;estrema destra, vedremo una freccia strana. Dobbiamo premerla!<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/05/MagiCall_03.gif" alt="MagiCall - Aggiungiamo un numero di telefono da bloccare" title="MagiCall - Aggiungiamo un numero di telefono da bloccare" width="240" height="320" class="alignleft size-full wp-image-1015" />La pressione di quella freccia ci condurrà in una nuova schermata che, dopo aver premuto la voce &#8220;Menu&#8221;, somiglierà molto a quanto vediamo qui a sinistra.<br />
Scegliendo &#8220;New Item&#8221; ci verrà chiesto il numero telefonico che si intende bloccare.<br />
Scegliendo &#8220;Select Outlook Contacts&#8221; ci verrà proposto l&#8217;elenco dei nostri contatti in rubrica dai quali poteremo scegliere uno o più numeri.<br />
E così via&#8230;<br />
Scegliamo, per esempio, &#8220;Select Outlook Contacts&#8221; e spuntiamo il numero malefico (o i numeri malefici). Poi scegliamo &#8220;OK&#8221; e di nuovo &#8220;OK&#8221;.</p>
<p><strong>Il tab Operation</strong><br />
Finito con il tab Filter, passiamo al tab &#8220;Operation&#8221; in cui andremo a specificare quale azione vogliamo intraprendere con il/i numero/i selezionato/i.<br />
In &#8220;Action1&#8243; selezioniamo &#8220;Hang up&#8221; (ossia occupato!). In questo modo quando il nostro &#8220;amico&#8221; ci chiamerà, il nostro telefono risulterà perennemente occupato <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  (ma siamo davvero bastardi!)<br />
Abbiamo finito: premiamo in basso a sinistra &#8220;Save&#8221;.</p>
<p>A questo punto il sistema ci riporterà indietro, alla prima schermata, che però non sarà più vuota: conterrà la voce Blocco Alessandro <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Bene. Ora non ci resta che fare un po&#8217; di prove&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Per avere tutti i dettagli su come usare questo mitico programmino, vi rimando alla <a href="http://www.mobiion.com/mgcguide.html" target="_blanck">guida sul sito ufficiale</a>.</p>
<p>Dobbiamo porre attenzione a un problema riscontrato su alcuni terminali. <strong>Può succedere che non funzioni il filtro sugli sms</strong>. Se ci si dovesse trovare in una tale situzione è consigliabile seguire i seguenti passi:</p>
<ol>
<li>riavviare il terminale (soft reset) e riprovare</li>
<li>se il punto 1 non porta risultati, disinstallare MagiCall</li>
<li>riavviare il terminale</li>
<li>reinstallare MagiCall</li>
<li>riavviare il terminale</li>
<li>creare un filtro sugli sms e verificarne il funzionamento</li>
<li>se il filtro insisite a non funzionare potrebbe essere necessario un hard reset, ma a quel punto non so se sia conveniente&#8230;
</li>
</ol>
<p>MagiCall e Call Firewall non son certo gli unici 2 programmi in gradi di fare quanto descritto. <a href="http://www.alessandrostella.it/windows/2010/05/windows-mobile-bloccare-chiamate-in-entrata/">Qui</a>, trovate un articolo con un elenco (non esaustivo, ma ampio) di software con gli stessi, o molto simili, scopi.<br />
Buona privacy a tutti&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		</item>
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		<title>Guida a Call Firewall</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/05/guida-call-firewall/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2010/05/guida-call-firewall/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 10:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
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		<category><![CDATA[windows mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ci siamo messi alla ricerca di una guida a questo programmino, è perché abbiamo la necessità di rinchiuderci nella nostra privacy Call Firewall infatti è un programma per windows mobile che si occupa di bloccare telefonate e sms provenienti di numeri a noi invisi. Quella che segue vuole essere una piccola guida per usarlo [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ci siamo messi alla ricerca di una guida a questo programmino, è perché abbiamo la necessità di rinchiuderci nella nostra privacy <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
<strong>Call Firewall</strong> infatti è un programma per windows mobile che si occupa di bloccare telefonate e sms provenienti di numeri a noi invisi.<br />
Quella che segue vuole essere una piccola guida per usarlo nel modo corretto.<br />
Mi pare che la prima cosa da fare sia scaricarlo <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Possiamo scaricare il programma da <a href="http://www.freewarepocketpc.net/ppc-download-call-firewall-v1-4.html" target="_blanck">qui</a> oppure da <a href="http://handheld.softpedia.com/get/System-Utilities/Communications/Call-Firewall-39356.shtml" target="_blanck">qui</a>.<br />
Prima di procedere all&#8217;installazione dobbiamo rimuovere eventuali precedenti versioni e verificare che non sia rimasto (dopo la disinstallazione) il file <strong>Callfirewall.xml</strong> nella cartella di installazione! Se lo troviamo, eliminiamolo. Inoltre abbiamo bisogno del <a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;q=download+.net+compact+framework&#038;aq=1&#038;aqi=g2&#038;aql=&#038;oq=download+.net+comp&#038;gs_rfai=" target="_blanck">.NET compact framework!</a><br />
<span id="more-965"></span><br />
Bene.<br />
Dopo aver installato Call Firewall, ci troveremo di fronte alla schermata che vediamo qui sotto. Non è niente di difficile, ma se non abbiamo mai usato Call Firewall, si può avere qualche difficoltà iniziale.<img class="size-full wp-image-969 alignleft" title="Call Firewall" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/05/CallFirewall_00.gif" alt="Schermata principale di Call Firewall" width="240" height="320" style="padding-bottom:20px"/><br />
Andiamo con ordine.<br />
L&#8217;interfaccia principale è suddivisa in 3 riquadri:<br />
- Mode<br />
- Reply with SMS<br />
- Add Call as Appointment</p>
<p>Il primo riquadro, <strong>Mode</strong>, è quello più importante.<br />
Premendo sulla lista di fianco all&#8217;etichetta &#8220;Mode:&#8221; accediamo ai modi in cui possiamo usare questo programma:<br />
- Accept All Calls<br />
- Black List<br />
- My Contacts Only<br />
- White List<br />
- Reject All Calls<br />
<img class="size-full wp-image-968 alignleft" title="Call Firewall - Lista modi di utilizzo" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/05/CallFirewall_011.gif" alt="" width="240" height="320" /><br />
Osservando l&#8217;immagine qui a sinistra, entriamo nel dettaglio di ogni singola voce.<br />
<strong>Accept All Calls</strong> rende inutile il programma, nel senso che non viene effettuato alcun filtro sulle chiamate.<br />
<strong>Black List</strong> ci rende irreperibili solo a particolari numeri di telefono che dovremo aver cura di indicare nell&#8217;apposita black list (vedremo più avanti come fare).<br />
<strong>My Contacts Only</strong> consente di farci contattare solo dai contatti presenti in rubrica.<br />
<strong>White List</strong> ci rende reperibili solo e soltanto ai numeri di telefono che noi dovremo aver cura di indicare in un&#8217;apposita white list.<br />
<strong>Reject All Calls</strong> ci rende di fatto irreperibili.<br />
Le altre voci nel riquadro &#8220;Mode:&#8221; sono:</p>
<ul>
<li>Reject Unknown/Private Calls (impedisce di chiamarci ai numeri sconosciuti, cioè non in rubrica, e privati cioè anonimi)</li>
<li>Enable SMS Filter (oltre a bloccare le telefonate, possiamo bloccare anche gli sms; questa spunta si occupa proprio di questo)</li>
<li>Enable Call Barring (abilita il blocco delle chiamate in base al &#8220;Mode&#8221; scelto all&#8217;inizio del riquadro, ossia se vogliamo che &#8216;sto coso funzioni, dobbiamo sempre mettere la spunta a questa voce)</li>
</ul>
<p>Il secondo riquadro, <strong>Reply with SMS</strong>, serve per impostare un sms da inviare in automatico quando uno dei numeri bloccati prova a chiamarci. Spuntando anche la voce &#8220;Ask me before replying&#8221; ci verrà chiesto se inviare o meno l&#8217;sms. Senza questa spunta l&#8217;sms parte in automatico.</p>
<p>Infine il terzo riquadro, <strong>Add Call as Appointment</strong>, consente di disabilitare i filtri in particolari orari o momenti.</p>
<p>Va bene. Adesso abbiamo capito cosa può fare Call Firewall.<br />
Come facciamo a farglielo fare? <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Prendiamo il classico caso in cui non vogliamo essere contatti (il telefono risulta occupato) da un particolare numero.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/05/CallFirewall_04.gif" alt="" title="Call Firewall - Black List" width="240" height="320" class="alignleft size-full wp-image-994" />Per fare questo andiamo nel primo riquadro e dal menù &#8220;Mode:&#8221; scegliamo &#8220;Black List&#8221;; mettiamo poi la spunta alla voce &#8220;Enable Call Barring&#8221;.<br />
Ora premiamo sulla voce &#8220;Menu&#8221;, in basso a destra e scegliamo &#8220;Black List Options&#8221;. Apparirà una schermata nella quale possiamo indicare o un &#8220;tipo&#8221; (pattern) di numeri da bloccare (per esempio tutti i numeri che iniziano con 347), oppure i numeri esatti (numbers) da bloccare. Scegliamo &#8220;NUMBERS&#8221; e proseguiamo. Apparirà la schermata qui a sinistra.<br />
Al centro vengono elencati i numeri che appartengono alla black list. In alto, alla sinistra del pulsante &#8220;Add&#8221;, possiamo scrivere un numero da bloccare (comprensivo di prefisso internazionale!!!). Premendo il pulsante &#8220;Add&#8221; tale numero verrà aggiunto alla black list.<br />
In basso troviamo 2 bottoni:<br />
&#8220;Add Last Caller&#8221; premendo il quale aggiungiamo alla black list l&#8217;ultimo numero che ci ha chiamati;<br />
&#8220;From Contacts&#8221; che ci consente di scegliere un numero dalla rubrica.<br />
Completata la nostra Black List non ci resta che premere il pulsante &#8220;Save&#8221;.<br />
Da questo momento i numeri nella Black List che proveranno a chiamarci troveranno il nostro numero occupato <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Lo stesso procedimento si può seguire per la White List.</p>
<p>Purtroppo nella versione attuale, 1.4, <strong>Call Firewall ha alcune pecche</strong>.<br />
La più importante e grossolana è rappresentata dal fatto che quando un numero bloccato ci chiama, il telefono risulta libero per circa 2 squilli prima di dare effettivamente il segnale di occupato&#8230; Questo comportamento sarebbe assolutamente da evitare, ma per il momento il programmatore non è riuscito a venirne a capo <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Call Firewall non è certo l&#8217;unico programma in gradi di fare quanto descritto. <a href="http://www.alessandrostella.it/windows/2010/05/windows-mobile-bloccare-chiamate-in-entrata/">Qui</a>, trovate un articolo con un elenco (non esaustivo, ma ampio) di software con gli stessi, o molto simili, scopi.<br />
Buona privacy a tutti&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Come gestire i propri link preferiti</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/03/gestire-propri-link-preferiti/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 21:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[browser]]></category>
		<category><![CDATA[preferiti]]></category>
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		<description><![CDATA[Dite la verità! Quanti di voi usano più browser? A me capita di usarne anche 4 diversi sullo stesso PC. Per non parlare poi di quando mi sposto da un PC all&#8217;altro&#8230; In tutto questo movimento si crea inevitabilmente un problema: la gestione dei preferiti. Capita di salvare il link a un sito supermegaformidabile su [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dite la verità! Quanti di voi usano più browser? A me capita di usarne anche 4 diversi sullo stesso PC. Per non parlare poi di quando mi sposto da un PC all&#8217;altro&#8230; In tutto questo movimento si crea inevitabilmente un problema: <strong>la gestione dei preferiti</strong>.<br />
Capita di salvare il link a un sito supermegaformidabile su un browser, poi altri 5 su un altro e così via&#8230; Alla fine ne vien fuori solo un gran caos <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
Mettiamo ordine!<br />
Abbiamo almeno 2 alternative molto valide e gratuite:</p>
<ul>
<li><strong>google documenti</strong> (online)</li>
<li><strong>transmute</strong> (off-line)</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda google bisogna creare un account google e poi seguire le semplici istruzioni riportate <a href="http://www.google.com/support/chrome/bin/answer.py?hl=it&#038;answer=165138" target="_blanck">qui</a><br />
Per quanto concerne transmute invece <a href="http://www.gettransmute.com/" target="_blanck">lo si scarica</a> (è gratis) e lo si lancia; non c&#8217;è bisogno di installazione <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/03/transmute.gif" rel="lytebox"><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/03/transmute-300x244.gif" alt="" title="transmute" width="300" height="244" class="aligncenter size-medium wp-image-814" /></a><br />
L&#8217;utilizzo è davvero semplice: si sceglie la sorgente e la destinazione. Possiamo copiare i nostri preferiti da un browser a un altro, oppure salvarli in formato XBEL. Insomma, possiamo fare quello che ci pare e tutto gratis!</p>
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		<title>Keepass e le proprie password</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/sicurezza/2010/02/keepass-gestione-password/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/sicurezza/2010/02/keepass-gestione-password/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 19:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[keepass]]></category>
		<category><![CDATA[password]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi parliamo di KeePass! Ho letto davvero tanti post su questo piccolo e utile programmino, ma tutti i post letti sono attenti a decantarne le indubbie qualità. Nessuno si è messo dalla parte dei &#8220;deboli&#8221;, ossia di coloro che capiscono a cosa serve, lo vorrebbero quindi usare, ma non sanno da dove iniziare! Bene, qui [...]<div id="artCorr">
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    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parliamo di <a href="http://keepass.info/" target="_blanck">KeePass</a>!<br />
Ho letto davvero tanti post su questo piccolo e utile programmino, ma tutti i post letti sono attenti a decantarne le indubbie qualità. Nessuno si è messo dalla parte dei &#8220;deboli&#8221;, ossia di coloro che capiscono a cosa serve, lo vorrebbero quindi usare, ma non sanno da dove iniziare!<br />
Bene, qui oggi, ci occuperemo di ciò che interessa maggiormente a tutti costoro, ossia scriveremo un post su come scaricare e iniziare a usare il programma.<br />
<strong>Cosa è keepass?</strong><br />
E&#8217; un software gratuito che si occupa di memorizzare tutti i nostri dati di login per l&#8217;accesso a tutto ciò che si può pensare (banca, posta web, registrazioni a social network, ecc.). Il tutto in un modo davvero sicuro; a prova di hacker!<br />
Iniziamo&#8230;<br />
Scaricare il programma è la cosa più facile, ma non proprio banale <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Non è banale perché, ad oggi, ci sono <strong>2 versioni free parallele e diverse di Keepass</strong>:</p>
<ul>
<li>KeePass 1.17</li>
<li>KeePass 2.09</li>
</ul>
<p>Non sono una l&#8217;aggiornamento dell&#8217;altra. La differenza tra le 2 versioni risiede quasi esclusivamente nelle tecnologie utilizzate per produrle: la 1.17 non ha bisogno davvero di niente per funzionare, mentre le 2.09 si appoggia sul framework.NET di microsoft. Qui parleremo della 1.17, ma sarà tutto valido anche per la 2.09.<br />
Prima di procedere sottolineiamo il fatto che questo mitico programmino non necessita di installazione, o meglio ne esiste una versione in grado di partire da penna USB e quindi in grado di tenere TUTTI i nostri dati sulla pennina, senza lasciare traccia alcuna sul PC&#8230; pensateci bene&#8230; non è una cosa grandiosa? Tutte le nostre password su una penna o un HD esterno e il programma che le custodisce in grado di partire su qualunque PC&#8230; in totale sicurezza&#8230; pensateci bene&#8230;<br />
<span id="more-724"></span><br />
Va bene, procediamo.<br />
<a href="http://keepass.info/download.html" target="_blanck">Qui</a> troviamo tutte le versioni di keepass. Scarichiamo!<br />
Siamo pronti? Abbiamo scaricato e installato o decompresso? ok!<br />
Clicchiamo 2 volte su keepass e facciamolo partire. Ci troviamo quindi davanti al programma. E adesso?<br />
Adesso ci guardiamo il bel filmatino qui sotto <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Commentiamo i primi 40 secondi, quelli in cui c&#8217;è mostrato tutto quello che non ho trovato in nessun altro post <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
La prima cosa da fare è creare un nuovo database (DB) nel quale il programma inserirà tutti i nostri dati. Questa è un&#8217;operazione molto delicata perché da essa dipenderà quanto sarà difficile, per i non autorizzati, accedere ai nostri dati! Premiamo il foglio bianco per creare un nuovo DB. La schermata che si apre (&#8220;Crea nuovo Database password&#8221;) è importate, molto. Non entrerò nei dettagli, ma sappiate che la procedura che vi indicherò renderà pressoché impenetrabile il vostro DB.<br />
Scegliamo una password. Essa è l&#8217;unica che dovremmo ricordare da oggi in poi: scegliamola tosta! Mentre scriviamo la nostra password vedremo una barra che passa dal rosso al verde. Alla destra della barra c&#8217;è un un campo di testo con scritto un numero. Nel caso del filmato qui in basso, il numero si fermerà a 93bits: sbagliato!!! Scegliete una password che mostri <strong>almeno 128bits</strong>! Non basta! Altra cosa che nessuno dice è la robustezza che introduce l&#8217;uso di un file che funga da chiave! Spuntiamo quindi la voce &#8220;Utilizza password principale e file chiave&#8221; (come da filmato). Poi premiamo sul bottone e creiamo un file con un nome qualsiasi in una cartella a nostro piacimento. Ora per poter accedere ai nostri dati non basterà &#8220;scoprire&#8221; la nostra password! Sarà anche necessario entrare in possesso di quel file! Custodiamolo con cura&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Bene, ora possiamo procedere nelle visione del filmatino&#8230;<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="547" height="454" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="play" value="false" /><param name="loop" value="false" /><param name="src" value="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/KeePass.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="547" height="454" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/KeePass.swf" loop="false" play="false"></embed></object></p>
<p>Possiamo notare, al minuto 2, che nel filmato vengono messe in evidenza 3 voci del menù che compare cliccando col pulsante dx del mouse su una voce da noi creata. In parrticolare:</p>
<ul>
<li>Copia user nome utente</li>
<li>Copia Password</li>
<li>Effettua auto-digitazione</li>
</ul>
<p>Le prime 2 si occupano di mettere negli appunti del PC rispettivamente il nome utente o la password dell&#8217;account selezionato, quindi ci basterà fare &#8220;incolla&#8221; per copiare tali informazioni nei rispettivi campi. L&#8217;ultima invece è davvero una chicca <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Se sotto il programma abbiamo la nostra pagina html di accesso all&#8217;account in questione, premendo &#8220;Effettua auto-digitazione&#8221; il programma inserirà per noi il nome utente e la password nei rispettivi campi e darà pure l&#8217;invio <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Davvero!<br />
Quando abbiamo finito non dimentichiamoci di premere il bottone del dischetto sotto la voce di menù &#8220;Modifica&#8221; per salvare il nostro DB, altrimenti perdiamo tutti i dati <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Fate attenzione a non confondere il DB con il file usato come chiave di sicurezza; son 2 cose diverse!<br />
Quando poi riapriremo keepass, per accedere a tutti i nostri dati, invece di premere sul foglio bianco, sceglieremo la cartella gialla alla sua destra. Dalla schermata successiva cercheremo il nostro DB, poi inseriremo la password e andremo a cercare il nostro file di sicurezza.</p>
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		<title>Validare un file XML rispetto a uno schema XSD</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/02/validare-un-file-xml-rispetto-a-uno-schema-xsd/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2010/02/validare-un-file-xml-rispetto-a-uno-schema-xsd/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 02:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[xml]]></category>
		<category><![CDATA[xsd]]></category>

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		<description><![CDATA[La cosa non potrebbe essere più facile&#8230; Abbiamo delle regole che un file XML deve rispettare e dobbiamo verificare che le rispetti! Certo, è facile! Peccato che per farlo in &#8220;automatico&#8221;, cioè con un programmino (ino, ino) che lo faccia per noi, ho perso 3 ore! Gira e rigira su internet, ma niente! Una valanga [...]<div id="artCorr">
            
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa non potrebbe essere più facile&#8230;<br />
Abbiamo delle regole che un file XML deve rispettare e dobbiamo verificare che le rispetti! Certo, è facile! Peccato che per farlo in &#8220;automatico&#8221;, cioè con un programmino (ino, ino) che lo faccia per noi, ho perso 3 ore! Gira e rigira su internet, ma niente! Una valanga di software perfettamente in grado di fare di tutto: creazione, editing, modifica, validazione, auto creazione e chi più ne ha più ne metta. Eppure un <strong>programmino</strong> (ino, ino) <strong>che, preso un XSD come insieme di regole da rispettare, verifichi che un dato XML le rispetti</strong>, non l&#8217;ho trovato! Incredibile!<br />
In giro per la rete ci sono software da 2 a 20MB (a pagamento e non) che ti fanno pure il caffè, ma io non lo bevo il caffè! Non voglio creare XSD, XML, XSLT e averne pure delle spettacolari rappresentazioni grafiche! Voglio uno stupido programma che faccia una cosa stupida: presi 2 file in input (XSD e XML), mi dia un output (si o no!). E&#8217; tanto difficile? Si, sembra proprio che lo sia!<br />
Così ho usato qualche minuto del mio tempo e me lo sono fatto da solo. L&#8217;ho scritto pure in java in modo che sia portabile. Ci basta la JVM e amen. Oddio, in 60 minuti non è che abbia potuto creare un programma eccezionale: manca di molti controlli, l&#8217;interfaccia grafica è&#8230; spartana, ma fa quello che deve fare!<br />
Ve lo propongo.<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/XML_Validator.gif" rel="lytebox"><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/xml_validator-300x194.gif" alt="" title="XML_Validator" width="300" height="194" class="aligncenter size-medium wp-image-694" /></a><br />
Anche questo piccolo programmino è rilasciato secondo la licenza che governa questo sito: <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/deed.it" target="_blanck">creative commons 3.0 &#8211; not for commercial use!</a>, ossia potete usarlo, distribuirlo, modificarlo, ma non potete venderlo o usarlo per fini commerciali (anche perché chi lo compra? <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> ). Tutto qua.<br />
Da <a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/XML_Validator.zip">questo link</a> potete scaricare il .zip (circa 450KB). Decomprimendo il .zip otterrete una cartella denominata XML_Validator al cui interno troverete il file <strong>XML.jar</strong> e una cartella lib contenente un paio di librerie usate dal programma.<br />
<strong>Come si usa il programma?</strong><br />
Non c&#8217;è bisogno di alcuna installazione. Se avete <strong>windows</strong> e avete già installato la <strong>jre 1.5 o 1.6</strong>, vi dovrebbe bastare cliccare 2 volte sul XML.jar. Se invece avete <strong>linux</strong> cliccate col pulsante dx del mouse su XML.jar e scegliete &#8220;Apri con Sun java 6 runtime&#8221; (o qualcosa del genere). Su <strong>Solaris</strong>&#8230; non ricordo, dovrebbe bastare un doppio click. <strong>Apple Computer</strong> fornisce la propria versione di Java. Utilizzate la funzione Aggiornamento Software (disponibile nel menu Apple) per verificare che la versione di Java in uso sul Mac sia quella più aggiornata.<br />
Se non avete la jre installata, potete riferirvi al <a href="http://java.com/it/download/manual.jsp" target=_blanck">link sul sito della SUN</a> per scaricare quella più opportuna.<br />
Validate gente, validate! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Isolinux: creare un menù personalizzato</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/isolinux-creare-un-menu-personalizzato/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/isolinux-creare-un-menu-personalizzato/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 22:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[boot loader]]></category>
		<category><![CDATA[isolinux]]></category>
		<category><![CDATA[isolinux.cfg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrostella.it/?p=607</guid>
		<description><![CDATA[Abbiamo conosciuto isolinux, però adesso vogliamo usarlo. Qui di seguito vi mostro un esempio di cosa possiamo ottenere con pochi semplici passaggi. Quello che vedete nell&#8217;immagine qui sotto è uno screenshot del mio DVD personale che uso ogni volta che mi tocca sistemare/formattare/testare un PC&#8230; E&#8217; stato creato con isolinux! Procediamo. Per prima cosa (vedi [...]<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/cosa-e-isolinux/">Abbiamo conosciuto isolinux</a>, però adesso vogliamo usarlo.<br />
Qui di seguito vi mostro un esempio di cosa possiamo ottenere con pochi semplici passaggi. Quello che vedete nell&#8217;immagine qui sotto è uno screenshot del mio DVD personale che uso ogni volta che mi tocca sistemare/formattare/testare un PC&#8230; E&#8217; stato creato con isolinux!</p>
<p><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/isolinux.png" alt="" title="Menù personalizzato creato con ISOLINUX" width="640" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-608" /></p>
<p>Procediamo.<br />
Per prima cosa (<a href="http://syslinux.zytor.com/wiki/index.php/ISOLINUX" target="_blanck">vedi link originale</a>) mettiamo in risalto il fatto che isolinux:</p>
<ul>
<li>utilizza solo i nomi di file che rispettano l&#8217;ISO 9660, vale a dire che non supporta Rock Ridge o nomi di file in Joliet. Tuttavia può essere usato su un disco che utilizza Rock Ridge e/o estensioni Joliet.
</li>
<li>supporta i nomi di file lunghi (livello 2) ISO 9660, quindi se la compatibilità con i nomi dei file brevi (utile per sistemi operativi come MS-DOS) non è un problema, è possibile utilizzare l&#8217;opzione &#8220;-l&#8221; o &#8220;-iso-level 2&#8243; di mkisofs per generare nomi di file lunghi (fino a 31 caratteri).
</li>
</ul>
<p>Bene, detto questo, costruiamo il nostro primo CD/DVD bootable con menù personalizzato usando isolinux. Seguiremo il seguente procedimento:</p>
<ol>
<li>creazione cartella di lavoro</li>
<li>estrazione di isolinux dal progetto madre <a href="http://syslinux.zytor.com/wiki/index.php/SYSLINUX" target="_blanck">syslinux</a></li>
<li>manipolazione del file <strong>isolinux.cfg</strong> per personalizzare il menù</li>
<li>masterizzazione del CD</li>
</ol>
<p><span id="more-607"></span><br />
<strong>1. Creazione cartella di lavoro</strong><br />
Creiamo una cartella con un nome qualsiasi che useremo come contenitore di tutti i nostri file. Ad esempio c:\bootCD</p>
<p><strong>2. Estrazione isolinux</strong><br />
Andiamo su <a href="http://www.kernel.org/pub/linux/utils/boot/syslinux/" target="_blanck">http://www.kernel.org/pub/linux/utils/boot/syslinux/</a> e scarichiamo syslinux. Attualmente è alla versione 3.84, ma qui usiamo la 3.82. Ottenuto il file .zip decomprimiamolo in una cartella a piacere, cerchiamo i seguenti files: chain.c32, isolinux.bin, memdisk, menu.c32, reboot.c32, vesamenu.c32 e copiamoli in c:\bootCD.</p>
<p><strong>3. Manipolazione del file isolinux.cfg</strong><br />
Sempre nella cartella c:\bootCD creiamo un file di testo vuoto con nome <strong>isolinux.cfg</strong>. Esso rappresenterà il nostro menù. Per capire cosa scrivere in questo file ci basta andare nella cartella &#8220;doc&#8221; di syslinux e cercare il file menu.txt. Al suo interno troveremo una dettagliata descrizione di come creare un file isolinux.cfg.<br />
A questo punto ci troviamo quindi ad avere la seguente situazione:<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/bootCD.gif" alt="" title="Contenuto della cartella bootCD" width="492" height="441" class="alignleft size-full wp-image-638" style="float:none;" /><br />
Per avere un riscontro pratico, di seguito vi posto il codice che ho scritto per creare il menù mostrato dall&#8217;immagine a inizio post.<br />
Esempio di file isolinux.cfg:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br />2<br />3<br />4<br />5<br />6<br />7<br />8<br />9<br />10<br />11<br />12<br />13<br />14<br />15<br />16<br />17<br />18<br />19<br />20<br />21<br />22<br />23<br />24<br />25<br />26<br />27<br />28<br />29<br />30<br />31<br />32<br />33<br />34<br />35<br />36<br />37<br />38<br />39<br />40<br />41<br />42<br />43<br />44<br />45<br />46<br />47<br />48<br />49<br />50<br />51<br />52<br />53<br />54<br />55<br />56<br />57<br />58<br />59<br />60<br />61<br />62<br />63<br />64<br />65<br />66<br />67<br />68<br />69<br />70<br />71<br />72<br />73<br />74<br />75<br />76<br />77<br />78<br />79<br />80<br />81<br />82<br />83<br />84<br />85<br />86<br />87<br />88<br />89<br />90<br />91<br />92<br />93<br />94<br />95<br />96<br />97<br />98<br />99<br />100<br />101<br />102<br />103<br />104<br />105<br />106<br />107<br />108<br />109<br />110<br />111<br />112<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">default vesamenu.c32<br />
prompt 0<br />
# MENU RESOLUTION 800 600<br />
MENU TITLE<br />
MENU BACKGROUND sfondo.png<br />
MENU AUTOBOOT Avvio da hard disk previsto fra # secondi...<br />
MENU TABMSG &nbsp;http://www.alessandrostella.it<br />
MENU COLOR hotsel &nbsp; &nbsp; &nbsp; 1;37;47 #ffffffff #99ffff3C std<br />
MENU COLOR unsel&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 37;40 &nbsp; #99ffff3C #00000000 std<br />
MENU COLOR sel&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 31;47 &nbsp; #DDEE0000 #99ffff3C std<br />
MENU COLOR scrollbar&nbsp; &nbsp; 30;47 &nbsp; #40000000 #20ffffff<br />
MENU COLOR border &nbsp; &nbsp; &nbsp; 30;47 &nbsp; #00000000 #00000000 none<br />
MENU COLOR help &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 37;40 &nbsp; #c0ffffff #00000000 std<br />
MENU WIDTH 64<br />
MENU MARGIN 2<br />
MENU HSHIFT 7<br />
MENU VSHIFT 1<br />
MENU ROWS 20<br />
MENU TABMSGROW -1<br />
MENU TIMEOUTROW -2<br />
MENU CMDLINEROW 22<br />
MENU ENDROW -1<br />
MENU HIDDENROW -2<br />
MENU HELPMSGROW -5<br />
MENU HELPMSGENDROW -3<br />
# MENU PASSWORDMARGIN 3<br />
# MENU PASSWORDROW 11<br />
#<br />
# DIVISORE PER ANTIVIRUS<br />
LABEL -<br />
&nbsp; &nbsp; MENU LABEL ANTIVIRUS:<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DISABLE<br />
#<br />
# avvio di AVIRA<br />
label Avvio di Avira AntiVir Rescue System<br />
MENU LABEL ^Avira AntiVir Rescue System<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel vesamenu.c32<br />
&nbsp; &nbsp; APPEND /antivir/antivir.cfg<br />
#<br />
# avvio di BITDEFENDER<br />
label Avvio di BitDefender<br />
MENU LABEL ^BitDefender<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel /KNOPPIX/linux<br />
&nbsp; &nbsp; append ramdisk_size=100000 init=/etc/init lang=en apm=power-off vga=791 initrd=/KNOPPIX/BitDefender/minirt.gz nomce quiet BOOT_IMAGE=knoppix knoppix_name=KNOPPIXBD <br />
#<br />
# avvio di KASPERSKY<br />
label Avvio di Kaspersky 'Kav Rescue CD'<br />
MENU LABEL ^Kaspersky 'Kav Rescue CD'<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel vesamenu.c32<br />
&nbsp; &nbsp; append /kav_rescue/isolinux/kav10.cfg<br />
MENU SEPARATOR<br />
#<br />
# DIVISORE PER SISTEMI OPERATIVI LIVE<br />
LABEL -<br />
&nbsp; &nbsp; MENU LABEL SISTEMI OPERATIVI LIVE:<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DISABLE<br />
#<br />
# avvio di LINUX NimbleX<br />
label Avvio in RAM di NimbleX (User: root Pass: toor)<br />
MENU LABEL Linux ^NimbleX (User: root Pass: toor)<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel vesamenu.c32<br />
&nbsp; &nbsp; append /NimbleX/boot/syslinux/nimblex.cfg<br />
#<br />
# avvio di UBCD4WIN<br />
label Avvio in RAM di UBCD4WIN<br />
MENU LABEL ^Windows XP Pro [UBCD4WIN]<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel bootsect.bin<br />
MENU SEPARATOR<br />
#<br />
# DIVISORE PER UTILITY<br />
LABEL -<br />
&nbsp; &nbsp; MENU LABEL UTILITY:<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DISABLE<br />
#<br />
# avvio di MEMTEST<br />
label Avvio di Memtest<br />
MENU LABEL ^Memtest 4<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; KERNEL memdisk<br />
&nbsp; &nbsp; append ramdisk_size=100000 initrd=/memtestp.imz<br />
#<br />
# avvio di TESTDISK<br />
label TestDisk / PhotoRec / LiloPwd<br />
MENU LABEL ^TestDisk / PhotoRec / LiloPwd<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel memdisk<br />
&nbsp; &nbsp; append initrd=/TestDisk.imz<br />
MENU SEPARATOR<br />
#<br />
# riavvio del sistema<br />
label Reboot<br />
MENU LABEL ^Riavvia il sistema<br />
&nbsp; &nbsp; KERNEL Reboot.c32<br />
#<br />
# avvio da disco fisso <br />
label Passa il comando al boot loader dell'HD<br />
MENU LABEL Avvia il sistema da ^Hard Disk (default)<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DEFAULT<br />
&nbsp; &nbsp; localboot 0x80<br />
&nbsp; &nbsp; timeout 400<br />
MENU SEPARATOR<br />
#<br />
#<br />
LABEL -<br />
&nbsp; &nbsp; MENU LABEL F1 Aiuto<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DISABLE<br />
F1 help.msg</div></td></tr></tbody></table></div>
<p><strong>4. Masterizzazione del CD</strong><br />
Per masterizzare il nostro CD e vedere il nostro menù (anche se attualmente non farà quasi niente), possiamo usare diversi metodi. Se avete a disposizione un programma in grado di creare CD bootable (ad esempio nero burning rom) vi basta indicare come immagine di boot il file <strong>isolinux.bin</strong>. Poi copiare nella root del CD il contenuto della cartella c:\bootCD e masterizzare. Personalmente uso <a href="http://www.MagicISO.com" target="_blanck">magiciso</a> che però è un software a pagamento. Potete usare <strong>mkisofs</strong>, ma è a linea di comando.</p>
<p>A questo punto, finita la masterizzazione sul CD, possiamo riavviare la macchina ed eseguire il boot da CD. A video dovrebbe comparire il nostro menù. Ovviamente per far eseguire delle azioni precise collegate ad ogni voce di menù bisognerà indicarle nel file isolinux.cfg e bisognerà sapere cosa fare e come farlo, ma di questo ci occuperemo più avanti&#8230; Tuttavia, osservando il file isolinux.cfg postato sopra, si possono già intuire molte cose&#8230;</p>
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cosa è isolinux?</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/cosa-e-isolinux/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[boot loader]]></category>
		<category><![CDATA[isolinux]]></category>

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		<description><![CDATA[Incredibile, ma vero. Se si cerca cosa è isolinux? su Google&#8230; non si trova una risposta precisa! Bisogna leggere un bel po&#8217; di chiacchiere e blog per venire a capo della risposta! L&#8217;unico modo per avere una risposta degna è digitare &#8220;what is isolinux?&#8221;. Si, ma uno che non è proprio avvezzo all&#8217;inglese? Cosa fa? [...]<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile, ma vero.<br />
Se si cerca <strong>cosa è isolinux?</strong> su Google&#8230; non si trova una risposta precisa! Bisogna leggere un bel po&#8217; di chiacchiere e blog per venire a capo della risposta! L&#8217;unico modo per avere una risposta degna è digitare &#8220;what is isolinux?&#8221;. Si, ma uno che non è proprio avvezzo all&#8217;inglese? Cosa fa? Lo so, la risposta classica è: &#8220;che lasci perdere l&#8217;informatica&#8221;. Già, in parte è vero&#8230; in parte no. Comunque sia, ora poniamo rimedio e rispondiamo alla domanda &#8220;cosa è isolinux?&#8221;. Dobbiamo saperlo!<br />
<strong>Isolinux è un boot loader per Linux/i386</strong> che opera su ISO 9660/El Torito CD-ROM in &#8220;no emulation&#8221; mode. Cosa significa lavorare in &#8220;no emulation mode&#8221;? Significa tanto, ma proprio tanto. Significa che non abbiamo la necessità di creare un&#8217;immagine &#8220;del disco di emulazione&#8221; con spazio limitato (per &#8220;emulazione floppy&#8221;) o con problemi di compatibilità (per &#8220;emulazione disco rigido&#8221;). Chi ha avuto modo di creare un&#8217;immagine di boot sa bene quanto è importante questa caratteristica!<br />
In parole più comprensibili, con questo &#8220;programma&#8221; noi possiamo creare un CD/DVD/USB che è in grado di far avviare il nostro PC anche in assenza/mal funzionamento del nostro HD. Questo significa che, con le opportune configurazioni e accortezze, noi saremo in grado di far partire un antivirus o un sistema di backup, o altro ancora anche quando il nostro HD proprio non ne vuole sapere di far partire il nostro sistema operativo. Tra l&#8217;altro isolinux non è di certo l&#8217;ultimo arrivato o uno sprovveduto! Quasi tutti i sistemi linux usano isolinux nelle distribuzioni live; sapete, quelle che partono da sole all&#8217;avvio della macchina tipo ubuntu o simili, ecc.</p>
<p>Ok, ho capito cosa è. Non mi serve <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  In questo caso è inutile leggere il seguito <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Ok, ho capito cosa è. Mi sembra una gran figata e vorrei capire se posso configurarlo per far partire i miei sistemi preferiti&#8230; In questo caso è consigliabile leggere i prossimi post sull&#8217;argomento! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>0</slash:comments>
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		<item>
		<title>Convertire un file flv in avi con ubuntu</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/convertire-file-flv-avi-con-ubuntu/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/convertire-file-flv-avi-con-ubuntu/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 10:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[avi]]></category>
		<category><![CDATA[ffmpeg]]></category>
		<category><![CDATA[flv]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu 9.10]]></category>
		<category><![CDATA[winff]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrostella.it/?p=580</guid>
		<description><![CDATA[Non è proprio un gioco. No, davvero non lo è&#8230; Dopo aver perso magari del tempo prezioso a scaricare file da youtube in formato flv, ora ci piacerebbe trasformali in avi, ma abbiamo ubuntu. Come si fa? Seguitemi. 1. Disinstallare i pacchetti x264, libx264 e ffmpeg se sono già installati. Apriamo un terminale e digitiamo: [...]<div id="artCorr">
            
Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è proprio un gioco. No, davvero non lo è&#8230;<br />
Dopo aver perso magari del tempo prezioso a scaricare file da youtube in formato flv, ora ci piacerebbe trasformali in avi, ma abbiamo ubuntu. Come si fa?<br />
Seguitemi.</p>
<p><strong>1. Disinstallare i pacchetti x264, libx264 e ffmpeg se sono già installati.</strong><br />
Apriamo un terminale e digitiamo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo apt-get remove ffmpeg x264 libx264-dev</div></td></tr></tbody></table></div>
<p><strong>2. Installare winff.</strong><br />
Apriamo Ubuntu software center, digitiamo winff nella casella di ricerca e installiamolo.</p>
<p>Usare winff è facile. Scegliere il file da convertire, il formato finale e premere &#8220;Converti&#8221;. Già, magari! Se siamo fortunati abbiamo finito, ma in genere se usiamo ubuntu non lo saremo. Non lo saremo perché in ubuntu mancano un bel po&#8217; di libreire e codec sia audio sia video. Andiamo con ordine.<br />
Se dopo aver installato winff e premuto &#8220;Converti&#8221; appare il messaggio <strong>&#8220;FFplay non trovato&#8221;</strong>, si è combinato qualche casino in fase di installazione. Disinstallare tutto e ricominciare da capo.<br />
Se invece, dopo aver premuto il tasto &#8220;Converti&#8221;, si apre il terminale ma viene fuori <strong>&#8220;Unknown codec &#8216;libmp3lame&#8217;&#8221;</strong>, c&#8217;è il classico problema dei codec di Ubuntu. Potremmo parlare a lungo su come risolvere questo problema, ma a noi interessa il risultato per cui andiamo sul winff e scegliamo &#8220;Opzioni&#8221; in alto a destra. Poi, in basso, scegliamo la tabella &#8220;Parametri riga di comando aggiuntivo&#8221; e scriviamoci dentro</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">-acodec copy</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Se con tale parametro il file finale viene creato senza audio, provare a scegliere AC3 come codec audio, digitando</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">-acodec ac3</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Ora riproviamo a scegliere &#8220;Converti&#8221;.<br />
Dovrebbe partire.<br />
Vi consiglio di fare le prove con un file piccolo (30MB) perché il tempo necessario alla conversione è notevole.</p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Jeyo companion 2.1, windows mobile, gli sms e i contatti</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/jeyo-companion-2-1-windows-mobile-gli-sms-contatti/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/jeyo-companion-2-1-windows-mobile-gli-sms-contatti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 17:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[jeyo]]></category>
		<category><![CDATA[windows mobile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrostella.it/?p=561</guid>
		<description><![CDATA[Oggi voglio parlare di un programmino che, con 15 euro, mi ha risolto il problema del salvataggio dei miei sms inviati e ricevuti dal mio windows mobile. Sto parlando di Jeyo Companion 2.1. Possiamo scaricarne una versiolne trial valida 15 giorni dal sito del produttore. Bene. La procedura di installazione è abbastanza banale. Ciò che [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio parlare di un programmino che, con 15 euro, mi ha risolto il problema del <strong>salvataggio dei miei sms inviati e ricevuti dal mio windows mobile</strong>. Sto parlando di <strong>Jeyo Companion 2.1</strong>.<br />
Possiamo scaricarne una versiolne trial valida 15 giorni dal <a href="http://www.jeyo.com/companion.asp">sito del produttore</a>.<br />
Bene.<br />
La procedura di installazione è abbastanza banale. Ciò che importa è che prima di installare Companion abbiamo effettuato almeno una volta il collegamento di windows mobile a windows tramite <strong>Microsoft ActiveSync</strong>.<br />
Finita la procedura di installazione, colleghiamo il nostro pocket o smartphone al PC e lanciamo Companion. Ci troveremo di fronte alla seguente schermata.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/Jeyo_Companion_01.jpg" alt="" title="Jeyo Companion" width="486" height="474" class="aligncenter size-full wp-image-562" /><br />
Cosa c&#8217;è da spiegare? E&#8217; tutto così chiaro! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Se clicchiamo su SMS/Inbox il sistema si collegherà al nostro telefono e scaricherà l&#8217;elenco di tutti gli sms che abbiamo ricevuto e così per tutto il resto. Troppo comodo!<br />
L&#8217;unica osservazione da fare riguarda gli <strong>sms multipli</strong>, cioè quelli più lunghi di 160 caratteri: Companion mostrerà solo il primo sms, ossia solo i primi 160 caratteri. Niente paura però, perché quando faremo il backup l&#8217;sms sarà salvato per intero.<br />
A proposito&#8230; come si fa il backup?<br />
Facile, troppo facile: basta scegliere da menù &#8220;File/Backup&#8230;&#8221;. Comparirà questa schermata:<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/Jeyo_Companion_02.jpg" alt="" title="Scegli cosa backuppare" width="397" height="229" class="aligncenter size-full wp-image-563" /><br />
Scegliamo &#8220;More&#8230;&#8221;, premiamo &#8220;Continue&#8221; e poi decidiamo quello che vogliamo backuppare (SMS, Contacts, Call History). I dati saranno salvati in un file in formato XML. Qui vi mostro un piccolo esempio.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/Jeyo_Companion_03.gif" alt="" title="Esempio XML sms" width="602" height="483" class="aligncenter size-full wp-image-575" /></p>
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		<title>Installare Cygwin su sistema Windows</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/installare-cygwin/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 15:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[cygwin]]></category>
		<category><![CDATA[emulazione unix]]></category>
		<category><![CDATA[installare cygwin]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa è Cygwin? La più concisa (ed al tempo stesso esauriente) spiegazione di cosa sia Cygwin la si trova sul sito internet dove esso viene distribuito (http://www.cygwin.com): &#8220;Cygwin is a Linux-like environment for Windows. It consists of two parts: A DLL (cygwin1.dll) which acts as a Linux API emulation layer providing substantial Linux API functionality. [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<h5>Cosa è <strong>Cygwin</strong>?</h5>
<p>La più concisa (ed al tempo stesso esauriente) spiegazione di cosa sia Cygwin la si trova sul sito internet dove esso viene distribuito (<a href="http://www.cygwin.com" target="_blanck">http://www.cygwin.com</a>):<br />
&#8220;Cygwin is a Linux-like environment for Windows. It consists of two parts:</p>
<ul>
<li>A DLL (cygwin1.dll) which acts as a Linux API emulation layer providing substantial Linux API functionality.</li>
<li>A collection of tools which provide Linux look and feel.&#8221;</li>
</ul>
<p>In altre parole, <strong>Cygwin</strong> permette di sfruttare, anche su una macchina Windows, la potenza e la flessibilità di una shell *NIX Like. All’interno della shell emulata è possibile utilizzare molti dei software tipici del mondo Linux, tra cui il compilatore GCC. Il vantaggio di utilizzare un ambiente emulato invece di uno “nativo” consiste nel non dover installare sulla propria macchina un nuovo sistema operativo, con tutte le problematiche che questa operazione solitamente comporta. Il fatto che si tratti di un ambiente emulato ha chiaramente delle ripercussioni a livello di performance. Sostanzialmente, questo può utilizzare soltanto una piccola percentuale delle risorse (memoria, spazio su disco, ecc…) presenti sulla macchina in uso, dato che la maggior parte di esse è occupata dal sistema operativo “principale”. Tale discorso, che vale in generale per qualsiasi tipo di emulazione, è tanto più vero per gli OS della famiglia Windows, storicamente “avidi” di risorse.</p>
<h5>Installare <strong>Cygwin</strong>*</h5>
<p>Per installare Cygwin è necessario utilizzare un computer connesso ad Internet. Collegandosi al sito Internet <a href="http://www.cygwin.com" target="_blanck">http://www.cygwin.com</a>, si può trovare, nell’angolo superiore destro della home page, il link all&#8217;installer di cygwin (http://www.cygwin.com/setup.exe, contraddistinto dall’etichetta &#8220;Install Cygwin now&#8221;).<br />
Procediamo.<br />
Una volta scaricato il file di installazione e scelto di eseguirlo, windows ci potrebbe avvisare di strani pericoli&#8230; ignoriamolo pure premendo &#8220;Esegui&#8221;.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_01.jpg" alt="" title="Avviso di protezione" width="404" height="302" class="aligncenter size-full wp-image-520" /></p>
<p>Premiamo sempre avanti e scegliamo di installare il programma tramite internet, come mostrato nella figura.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_02.jpg" alt="" title="Installazione via Internet" width="538" height="388" class="aligncenter size-full wp-image-538" /></p>
<p>Scegliamo poi il server dal quale scaricare i pacchetti (uno vale l&#8217;altro), come mostrato in figura<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_05.jpg" alt="" title="Scelta del server pe ril download" width="538" height="388" class="aligncenter size-full wp-image-522" /></p>
<p>E, infine, scegliamo i pacchetti.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_06.jpg" alt="" title="Scegliamo i pacchetti" width="538" height="388" class="aligncenter size-full wp-image-523" /></p>
<p>Una volta premuto avanti il sistema inizierà a scaricare i pacchetti scelti. Potrebbero essere necessari diversi minuti prima che il sistema Cygwin sia pronto. Dobbiamo pazientare. Quando tutto sarà pronto saremo avvisati.</p>
<p>Finita l&#8217;installazione, Cygwin potrebbe non funzionare: bisogna <strong>aggiungere le variabili di sistema</strong>.<br />
In windows XP, clicchiamo col dx su &#8220;Risorse del computer&#8221; e, dal menù a tendina, scegliamo &#8220;proprietà&#8221;. Poi andiamo sulla tabella &#8220;Avanzate&#8221; e in basso scegliamo &#8220;Variabili d&#8217;ambiente&#8221;. Aggiungiamo le prime due varibili nella figura qui sotto: CYGWIN_HOME e Path (che sarà aggiunta alla Path generale)<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_variabili_ambiente.jpg" alt="" title="cygwin: variabili ambiente" width="384" height="423" class="aligncenter size-full wp-image-533" /><br />
A questo punto lanciamo il collegamento sul desktop e&#8230; buona emulazione.</p>
<p>*<br />
NB: Nel momento in cui scrivo questo tutorial, la versione di Cygwin più recente è quella comprendente la DLL in versione 1.7.1. Le istruzioni che seguono faranno dunque riferimento all’installazione di questa specifica versione.</p>
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2009/12/eclipse-il-gdk-e-ubuntu-9-10/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 12:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[eclipse]]></category>
		<category><![CDATA[gdk]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo sistema, nuovi problemi Con l&#8217;uscita di Karmic Koala sono apparsi anche piccoli bug che però, in taluni casi, danno davvero fastidio! Stiamo parlando di tutti quei software che improvvisamente non accettano più i nostri click sui loro pulsanti. Uno di essi è il mio preferito: eclipse! Se quindi ci troviamo nella situazione in cui [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo sistema, nuovi problemi <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Con l&#8217;uscita di Karmic Koala sono apparsi anche piccoli bug che però, in taluni casi, danno davvero fastidio! Stiamo parlando di tutti quei <strong>software che improvvisamente non accettano più i nostri click sui loro pulsanti</strong>. Uno di essi è il mio preferito: <strong>eclipse</strong>!<br />
Se quindi ci troviamo nella situazione in cui premendo i pulsanti del nostro software preferito non succede assolutamente nulla, allora dobbiamo porre rimedio a manina.<br />
Il rimedio seguirà i seguenti passi:</p>
<ol>
<li>Creiamo un mini script</li>
<li>Diamo i permessi di esecuzione a tale script</li>
<li>Lanciamo lo script</li>
</ol>
<p>Posizioniamoci nella cartella in cui si trova l&#8217;eseguibile che presenta i problemi di cui sopra (in questo caso specifico eclipse). In tale cartella creiamo il file eclipse.sh e al suo interno scriviamo quanto segue:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br />2<br />3<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">#!/bin/sh<br />
export GDK_NATIVE_WINDOWS=true<br />
&amp;#60;path completo&amp;#62;/eclipse</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>sostituendo ovviamente &#60;path completo&#62; con il proprio path.<br />
Poi da terminale diamo i permessi di esecuzione a tale file, digitando</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo chmod +x eclipse.sh</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Ora lanciamo lo script:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">./eclipse</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Dovrebbe adesso partire eclipse e i suoi pulsanti dovrebbero funzionare.</p>
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		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2009/11/internet-explorer-5-6-7-e-8-contemporaneamente/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[css]]></category>
		<category><![CDATA[html]]></category>
		<category><![CDATA[internet explorer]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>

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Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del restiling di questo sito (a proposito, che ne dite?), ho avuto la necessità di testare il risultato del codice html e css sui diversi browser&#8230; Se non è difficile testare IEx, firefox, Opera, Safari, Chrome e altri, diventa molto più difficile <strong>testare il codice su più di un Internet Explorer contemporaneamente</strong>. Per fortuna ci sono almeno 2 soluzioni.</p>
<ul>
<li>Applicazione stand-alone da installare sul proprio pc</li>
<li>Affidarsi alla virtualizzazione su altri server su cui visualizzare il risultato dei propri sforzi.</li>
</ul>
<p>Nel primo caso andiamo qui:<br />
<a href="http://www.my-debugbar.com/wiki/IETester/HomePage" target="_blanck">http://www.my-debugbar.com/wiki/IETester/HomePage</a><br />
scarichiamo l&#8217;applicazione e installiamola. Ha pure la localizzazione in italiano!<br />
Ad oggi non è particolarmente stabile, ma fa quello che deve fare senza tirare troppi calci.</p>
<p>Nel secondo caso invece andiamo su questo sito:<br />
<a href="http://spoon.net/browsers/" target="_blanck">http://spoon.net/browsers/</a><br />
e seguiamo le istruzioni (in inglese).</p>
<p>Così facendo, ad esempio, ho potuto osservare che il codice html+css che ho scritto per questo sito NON era compatibile (proprio per niente) con IE6 <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' />  Purtroppo quasi il 5% dei miei visitatori si presentano con questo browser e quindi, pur sapendo che i miei errori erano minimi se confrontati con la poca aderenza di IE6 agli standard <a href="http://www.w3.org/" target="_blanck">W3C</a>, sono corso ai ripari con un bel po&#8217; do codice condizionale.<br />
Prima che io apportassi le modiche sopra citate però, questo sito si presentava ai possessori di IE6 come mostrato dalla seguente immagine.<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/IETester.jpg" rel="lytebox"><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/IETester-300x265.jpg" alt="IETester con IE6" title="IETester con IE6" width="300" height="265" class="alignnone size-medium wp-image-344" /></a></p>
<p>Se non avessi avuto un sistema per visualizzare sul mio pc quello che vedono i possessori di IE6, non avrei mai potuto risolvere tali problemi&#8230;</p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[apache]]></category>
		<category><![CDATA[lamp]]></category>
		<category><![CDATA[mysql]]></category>
		<category><![CDATA[php]]></category>
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<li>Poi dal menù in alto scegliamo &#8220;Applica&#8221;</li>
<li>Appare una finestra che ci avvisa che è necessario installare altri pacchetti: scegliamo &#8220;Seleziona&#8221;</li>
<li>Appare la richiesta di conferma; scegliamo &#8220;Applica&#8221;</li>
</ol>
<p><a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/apache2.jpeg" rel="lytebox" ><img class="alignnone size-medium wp-image-286" title="Synaptic - Installazione apache2" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/apache2-300x210.jpg" alt="Synaptic - Installazione apache2" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Verifichiamo che tutto sia andato per il verso giusto.<br />
Apriamo un browser e nella barra degli indirizzi digitiamo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">http://localhost</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Dovrebbe apparire una pagina con scritto</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br />2<br />3<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">&lt;strong&gt;It works!&lt;/strong&gt;<br />
This is the default web page for this server.<br />
The web server software is running but no content has been added, yet.</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Bene.</p>
<p><strong>Installiamo PHP5.</strong></p>
<p>Tutto come prima <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<ol>
<li>Apriamo Synaptic.</li>
<li>Nel campo &#8220;Ricerca veloce&#8221; scriviamo &#8220;php&#8221;</li>
<li>Spuntiamo la casella &#8220;php5&#8243; e, dal menù a tendina che segue, scegliamo &#8220;Installa&#8221;</li>
<li>Poi dal menù in alto scegliamo &#8220;Applica&#8221;</li>
<li>Appare una finestra che ci avvisa che è necessario installare altri pacchetti: scegliamo &#8220;Seleziona&#8221;</li>
<li>Appare la richiesta di conferma; scegliamo &#8220;Applica&#8221;</li>
</ol>
<p><a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/php5.jpeg" rel="lytebox"><img class="alignnone size-medium wp-image-291" title="Synaptic - Installazione php5" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/php5-300x210.jpg" alt="Synaptic - Installazione php5" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Verifichiamo che tutto sia andato per il verso giusto.</p>
<ol>
<li>Apriamo il termiale e digitiamo:
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo gedit /var/www/testphp.php</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Questo aprirà un file chiamato phptest.php</li>
<li>Nel file appena aperto incolliamo il seguente codice:
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">&lt; ?php phpinfo(); ?&gt;</div></td></tr></tbody></table></div>
</li>
<li>Salviamo chiudiamo il file</li>
<li>Per far si che PHP funzioni e sia compatibile con Apache dovremo riavviarlo.<br />
Per farlo digitiamo quanto segue, nel terminale:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo /etc/init.d/apache2 restart</div></td></tr></tbody></table></div>
</li>
<li>Ora apriamo il browser e digitiamo quanto segue nella barra degli indirizzi:
<p>http://localhost/testphp.php</li>
</ol>
<p>Bene.</p>
<p><span id="more-284"></span><br />
<strong>Installiamo MYSQL 5.1</strong><br />
Come sopra!<br />
Ripetiamo i soliti 6 punti visti per gli altri applicativi. In questo caso però nel campo &#8220;Ricerca veloce&#8221; scriviamo ESATTAMENTE &#8220;mysql-server&#8221; (senza i doppi apici).<br />
Avviata l&#8217;installazione verrà richietsa la password di root. Scegliamone una e procediamo.</p>
<p>Con lo stesso procedimento installiamo <strong>phpMyAmin</strong> (soliti 6 punti già visiti). Una volta installato lo troveremo in http://localhost/phpmyadmin/. Ma facciamo un passo per volta.<br />
Durante l&#8217;installazione verrà richiesto di configurare un server per phpmyadmin (noi ovviamente sceglieremo apache2):<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/myAdminConf01.jpeg" rel="lytebox"><img class="alignnone size-medium wp-image-296" title="Scegliamo il server per PHPmyAdmin" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/myAdminConf01-300x210.jpg" alt="Scegliamo il server per PHPmyAdmin" width="300" height="210" /></a></p>
<p>e di lanciare l&#8217;auto configuratore. Lanciamolo selezionando la casella come in figura:<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/myAdminConf02.jpeg" rel="lytebox"><img class="alignnone size-medium wp-image-297" title="PHPmyAdmin" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/myAdminConf02-300x210.jpg" alt="PHPmyAdmin" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Poi ci verrà richiesta la password del DB e una nuova password per l&#8217;applicazione phpmyadmin; scegliamone una e terminiamo.</p>
<p>Per sapere se tutto è andato bene apriamo un browser e digitiamo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">http://localhost/phpmyadmin/</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Dovrebbe comparire il login di phpMyAdmin!</p>
<div id="artCorr">
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    </div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrostella.it/software/2009/11/installare-lamp-linux-apache-mysql-php-in-ubuntu-9-10-per-principianti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
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		<title>Grub 2 e il multiboot con Windows XP &#8211; Vista &#8211; 7</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2009/11/grub-2/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2009/11/grub-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 21:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[boot loader]]></category>
		<category><![CDATA[Grub 2]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[multiboot]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[windows vista]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo detto che il comando 1update-grub2 si occupa di creare il file /boot/grub/grub.cfg. Per ottenere questo risultato esegue, in sequenza, gli script presenti nei file che si trovano nella cartella /etc/grub.d/. Purtroppo non c&#8217;è ancora una procedura automatica per l&#8217;eliminazione e/o la modifica delle voci che ci vengono &#8220;imposte&#8221; da grub2. Tuttavia con un po&#8217; [...]<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo detto che il comando</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">update-grub2</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>si occupa di creare il file /boot/grub/grub.cfg.<br />
Per ottenere questo risultato esegue, in sequenza, gli script presenti nei file che si trovano nella cartella /etc/grub.d/.<br />
Purtroppo non c&#8217;è ancora una procedura automatica per l&#8217;eliminazione e/o la modifica delle voci che ci vengono &#8220;imposte&#8221; da grub2. Tuttavia con un po&#8217; di pazienza possiamo &#8220;usarlo&#8221; per farci aiutare a ingannarlo <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Andiamo!<br />
Apriamo il file /boot/grub/grub.cfg. Ci servirà!<br />
E&#8217; in sola lettura e noi rispetteremo il volere del suo creatore: non lo modificheremo mai a manina. Però ora cerchiamo di capire come viene creato.<br />
Quando viene eseguito il comando <strong>update-grub2</strong>, viene letto sia il file /etc/default/grub sia i file presenti in /etc/grub.d. In questo modo vengono impostati i parametri di visualizzazione del menù di <strong>Grub2</strong> e viene eseguita una ricerca per la presenza di kernel Linux, altri sistemi operativi ed elementi presenti negli script creati dall&#8217;utente in /etc/grub.d. Tutte queste informazioni finiscono poi nel file grub.cfg.<br />
In questa tabella vengono descritti i principali file presenti in /etc/grub.d/.</p>
<table style="width:100%; border:solid">
<tbody>
<tr>
<td style="background-color:#1111FF;text-align: center;width: 15%;"><strong>File</strong></td>
<td style="background-color:#1111FF;text-align: center;"><strong>Significato</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>00_header</td>
<td>Carica le impostazioni da /etc/default/grub, compresa la presentazione visiva, il conto alla rovescia e le opzioni del terminale</td>
</tr>
<tr>
<td>05_debian_them</td>
<td>Imposta lo sfondo, il colore del testo e i temi</td>
</tr>
<tr>
<td>10_hurd</td>
<td>Localizza eventuali kernel Hurd</td>
</tr>
<tr>
<td>10_linux</td>
<td>Localizza i kernel basati sull&#8217;ID del distributore determinato dal risultato del comando <strong>lsb_release -is</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>20_memtest86+</td>
<td>Se il file /boot/memtest86+.bin esiste, viene inclusa una voce per <strong>memtest86+</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>30_os-prober</td>
<td>Va alla ricerca di altri sistemi operativi e li include nel menù</td>
</tr>
<tr>
<td>40_custom</td>
<td>Rappresenta un modello per aggiungere voci personalizzate al menù</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il nome del file determina l&#8217;ordine nel menù perché i file vengono letti ed eseguiti in ordine alfabetico. Le voci che iniziano con 30 verranno posizionate prima di quelle che iniziano con 40 e così via.<br />
<span id="more-231"></span><br />
Bene.<br />
Vediamo ora come possiamo apportare le 2 modifiche più comuni:</p>
<ol>
<li>modificare il testo di una voce del menù</li>
<li>cancellare una voce del menù</li>
</ol>
<h4>1. Modificare il testo di una voce di menù</h4>
<p>Se dobbiamo modificare il testo della voce di menù che si riferisce a Linux dobbiamo intervenire sul file <strong>/etc/grub.d/10_linux</strong>. Se invece trattasi di voce Windows o altro OS dobbiamo intervenire sul file /etc/grub.d/30_os-prober.<br />
Modifchiamo la voce di menù &#8220;Ubuntu, Linux 2.6.31-14-generic&#8221;, davvero antipatica, e trasformiamola in una più amichevole &#8220;Ubuntu 9.10 &#8211; Karmic Kaola&#8221;.<br />
Apriamo il terminale e digitiamo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo gedit /etc/grub.d/10_linux</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>cerchiamo la stringa</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">menuentry &quot;$1&quot; {</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>e sostituiamo $1 con Ubuntu 9.10 &#8211; Karmic Kaola, ottenendo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">menuentry &quot;Ubuntu 9.10 - Karmic Kaola&quot; {</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Salviamo il file.<br />
Poi da terminale:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo update-grub2</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Fatto.<br />
Approfondimento su questo punto.<br />
In realtà, le voci di menù che riguardano Linux vengono create dalla funzione <strong><em>linux_entry()</em></strong> che si trova sempre nel file <strong><em>10_linux</em></strong>. Tale funzione crea una voce per ogni versione di linux presente sul nostro HD. Questo significa che, procedendo come indicato sopra, i vari aggiornamenti di ubuntu che saranno installati verranno indicati da una nuova riga nel menù di grub, ma che, tutte queste righe, avranno lo stesso identico testo: Ubuntu 9.10 &#8211; Karmic Koala.<br />
Per poter distinguere le varie voci si dovrebbe intervenire sulla funzione citata, ma poi le cose si complicherebbero&#8230;</p>
<p>Il file che si occupa delle altre voci, per OS non Linux, è <strong>/etc/grub.d/30_os-prober</strong> e qui so&#8217; dolori! In teoria dovremmo modificare lo script presente nel file, come abbiamo fatto per la voce di Linux, ma per quanto mi riguarda, preferisco procedere come segue:</p>
<ol>
<li>spostare il file /etc/grub.d/30_os-prober in una cartella di nostro gradimento, eliminandolo quindi da /etc/grub.d/</li>
<li>editare in scrittura (quindi &#8220;sudo&#8221;) il file /etc/grub.d/40_custom</li>
<li>copiare in coda a questo file il pezzo del file /boot/default/grub.cfg che ci interessa apportando semplici modifiche testuali. Il pezzo del file /boot/default/grub.cfg che ci interessa è delimitato dalla stringa ### BEGIN /etc/grub.d/30_os-prober ###</li>
<li>salvare /etc/grub.d/40_custom</li>
<li>updatare.</li>
</ol>
<p>In questo modo, grub 2 non trovando il file 30_os-prober salta la costruzione delle voci degli altri OS che però saranno inserite a nostro piacimento perché verrà trovato il file 40_custom con il testo tutto pronto.</p>
<h4>2. Cancellare una voce di menù</h4>
<p>Beh, lo sappiamo già fare. Basta seguire quanto già fatto alla fine del punto precedente&#8230;<br />
Difficile?<br />
Dai, proviamoci!</p>
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		<slash:comments>1</slash:comments>
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		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2009/11/grub-2-facciamolo-piu-bello/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 19:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[grub]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;uscita di ubuntu 9.10 karmic koala è stato introdotto un nuovo boot loader: grub 2. Le novità rispetto al precedente sono purtroppo molte, quinidi tutte le vecchie abitudini devono essere cambiate. Vediamo come è possibile interagire con grub 2. E&#8217; bene subito mettere in chiaro una cosa: a meno che non siate degli esperti [...]<div id="artCorr">
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;uscita di <strong>ubuntu 9.10 karmic koala</strong> è stato introdotto un nuovo boot loader: <strong>grub 2</strong>.<br />
Le novità rispetto al precedente sono purtroppo molte, quinidi tutte le vecchie abitudini devono essere cambiate. Vediamo come è possibile interagire con grub 2.<br />
E&#8217; bene subito mettere in chiaro una cosa: a meno che non siate degli esperti (ma non lo siete, altrimenti non sareste qui) NON editate il file <strong>grub.cfg</strong>. Sebbene sia il cuore di grub 2, esso deve essere costruito dagli script e non a manina!<br />
Fatta questa precisazione proseguiamo. </p>
<h3>Estetica di base</h3>
<p>Sebbene grub 2 supporti i temi, l&#8217;argomento è molto complesso e non viene trattato in questo post.<br />
Qui ci occuperemo di modificare la risoluzione dello schermo, l&#8217;immagine di sfondo e il colore dei caratteri di grub 2.<br />
A tal fine dovremo modificare 2 file:<br />
<strong>/etc/grub.d/05_debian_theme</strong><br />
<strong> /etc/grub.d/00_header</strong><br />
Iniziamo con la modifica dell&#8217;immagine di sfondo e il colore dei caratteri. Ci occuperemo dopo della risoluzione.</p>
<p>Apriamo il terminale e digitiamo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo gedit /etc/grub.d/05_debian_theme</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>La figura qui di seguito mostra il file 05_debian_theme.<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/05_debian_theme.jpeg" rel="lytebox"><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2009/11/05_debian_theme-300x273.jpg" alt="Il file 05_debian_theme" title="Il file 05_debian_theme" width="300" height="273" class="alignnone size-medium wp-image-233" /></a><br />
Alcune zone della figura sono state evidenziate cone 3 colori diversi.<br />
La parte in azzurro indica le cartelle del vostro disco in cui grub 2 dovrà cercare le immagini da usare come sfondo. Possiamo aggiungere quante cartelle vogliamo purché siano divise da una virgola, come mostrato in figura.<br />
La parte in rosso indica il nome vero e proprio del file, seguito da tutte le possibili estensioni.<br />
La parte in verde, infine, setta i colori del testo e dello sfondo che lo evidenzia quando è selezionato. In particolare &#8220;color_normal&#8221; indica &#8220;colore testo&#8221;/&#8221;colore barra di evidenziazione&#8221; quando la voce del menu non è selezionata, mentre &#8220;color_highlight&#8221; indica &#8220;colore testo&#8221;/&#8221;colore barra di evidenziazione&#8221; quando la voce di menù è selezionata. Nel caso proposto quindi il testo sarà di colore marrone con sfondo nero quando non è selezionato e l&#8217;inverso se invece selezionato.</p>
<p>Ora passiamo a modificare la risoluzione dello schermo.<br />
Per fare questo digitiamo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo gedit /etc/grub.d/00_header</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>e andiamo a cercare le seguente riga:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">if [ &quot;x${GRUB_GFXMODE}&quot; = &quot;x&quot; ] ; then GRUB_GFXMODE=800x600 ; fi</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Beh, c&#8217;è poco da dire.<br />
Possiamo scegliere tra le seguenti risoluzioni:<br />
640&#215;480, 800&#215;600, 1024&#215;768, 1280&#215;1024, 1600&#215;1200</p>
<p>Fatta la nostra scelta salviamo il file.<br />
A questo punto dobbiamo riportate tutte queste modifiche nel file grub.cfg. Per fare questo digitiamo sul terminale:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo update-grub2</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Riavviamo il sistema e tutto dovrebbe essere cambiato.</p>
<div id="artCorr">
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    </div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrostella.it/software/2009/11/grub-2-facciamolo-piu-bello/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>HTC Touch &#8211; Configurazione MMS PosteMobile</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2009/10/htc-touch-configurazione-mms-postemobile/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2009/10/htc-touch-configurazione-mms-postemobile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 19:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[htc]]></category>
		<category><![CDATA[mms]]></category>
		<category><![CDATA[postemobile]]></category>
		<category><![CDATA[windows mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Se si utilizza come operatore PosteMobile, non è facile trovare la procedura da seguire per configurare un HTC touch per inviare e ricevere MMS. Di seguito elenco i passi da seguire per realizzare tale configurazione. Cliccare su “Start”, andare su “Impostazioni” e selezionare la tabella “Connessioni”. Cliccare sull&#8217;icona “Connessioni”, sceliere la tabella “Avanzate” e premere [...]<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se si utilizza come operatore <strong>PosteMobile</strong>, non è facile trovare la procedura da seguire per <strong>configurare un HTC touch per inviare e ricevere MMS</strong>.<br />
Di seguito elenco i passi da seguire per realizzare tale configurazione.</p>
<ol>
<li>Cliccare su “Start”, andare su “Impostazioni” e selezionare la tabella “Connessioni”.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/img/HTC_PostemoMobile_MMS/HTC_Postemobile_MMS_00.jpg" alt="Tabella Connessioni HTC" /></li>
<li>Cliccare sull&#8217;icona “Connessioni”, sceliere la tabella “Avanzate” e premere il bottone “Selezione reti”, poi “Nuova”. Verrà proposta la tabella “Generale” nella quale è possibile assegnare un nome (ad esempio PosteMobile MMS) per le impostazioni.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/img/HTC_PostemoMobile_MMS/HTC_Postemobile_MMS_01.jpg" alt="Tabella Connessioni HTC 2" /></li>
<li>Andare ora sulla tabella “Modem”</li>
<li>Cliccare su “Nuova”; assegnare un nome (può andar bene PosteMobile) per la connessione come modem, selezionare “Linea cellulare (GPRS)” e cliccare su “Avanti”</li>
<li>Alla voce “Punto di accesso” scrivere “mms.postemobile.it” e cliccare su “Avanti” e poi su “Fine”</li>
<li>Ora cliccare ripetutamente su “OK” (in alto) per salvare le impostazioni e tornare alla schermata principale</li>
</ol>
<p>Ora configuriamo le opzioni MMS.<br />
<span id="more-108"></span></p>
<ol>
<li>Cliccare su “Start” e selezionare la casella di posta “Messaggi”</li>
<li>Andare su “SMS\MMS”</li>
<li>Ora cliccare su “Menù” e scegliere “Opzioni MMS&#8230;”</li>
<li>Spostarsi sulla tabella “Server” selezionare “Nuovo” ed aggiungere un nuovo profilo</li>
</ol>
<p>Verrano richieste diverse informazioni. Di seguito i rispettivi dati da inserire:</p>
<ol>
<li>Nome Server: “PosteMobile MMS”</li>
<li>Gateway: “10.128.224.10”</li>
<li>Numero della Porta: “80”</li>
<li>Indirizzo server: “http://mms.postemobile.it/servlets/mms”</li>
<li>Connettere tramite: “PosteMobile MMS”</li>
<li>Versione WAP: “WAP 2.0” e premi “Fine”</li>
</ol>
<p><img src="http://www.alessandrostella.it/img/HTC_PostemoMobile_MMS/HTC_Postemobile_MMS_03.jpg" alt="Impostazioni HTC" /><br />
Assicurarsi che sia selezionato il profilo appena creato e cliccare su “Imposta come Predefinito”<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/img/HTC_PostemoMobile_MMS/HTC_Postemobile_MMS_04.jpg" alt="Impostazioni HTC" /><br />
Ora è necessario riavviare il PPC. Al riavvio provare ad autoinviarsi un MMS. Se lo si riceve, è tutto ok.</p>
<div id="artCorr">
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	            </ol>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tomcat e HTTPS</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2009/10/tomcat-e-https/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2009/10/tomcat-e-https/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 11:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide e manuali]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[HTTPS]]></category>
		<category><![CDATA[JKS]]></category>
		<category><![CDATA[SSL]]></category>
		<category><![CDATA[tomcat]]></category>

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		<description><![CDATA[Di tanto in tanto capita di dover attivare il protocollo SSL (HTTPS) su Tomcat&#8230; Per utilizzare il protocollo sicuro però è necessario un certificato. La creazione di un certificato &#8220;serio&#8221; può essere un&#8217;operazione complicata. Qui invece vediamo come crearne uno in modo semplice, utile per tutte le operazioni di test di un applicativo. Pre-condizioni: tomcat [...]<div id="artCorr">
            
Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.
    </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di tanto in tanto</p>
<p>capita di dover attivare il protocollo SSL (HTTPS) su Tomcat&#8230; Per utilizzare il protocollo sicuro però è necessario un certificato.<br />
La <strong>creazione di un certificato</strong> &#8220;serio&#8221; può essere un&#8217;operazione complicata. Qui invece vediamo come crearne uno in modo semplice, utile per tutte le operazioni di test di un applicativo.<br />
Pre-condizioni:<br />
tomcat 5.x<br />
jdk 1.x (con x&gt;=4)</p>
<p>Quindi, se abbiamo una versione della jdk maggiore o ugaule alla 1.4 e abbiamo tomcat in una versione maggiore della 5, possiamo creare un certificato in modo abbastanza semplice. Vediamo come.</p>
<p>Uno strumento che sicuramente abbiamo sotto mano per creare dei JKS (Java KeyStore) è keytool che possiamo trovare nella sottocartella bin del nostro JDK. Con questo tool possiamo creare dei certificati semplicemente da riga di comando. Apriamo quindi il command del DOS e procediamo.<br />
<span id="more-86"></span></p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br />2<br />3<br />4<br />5<br />6<br />7<br />8<br />9<br />10<br />11<br />12<br />13<br />14<br />15<br />16<br />17<br />18<br />19<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">C:\j2sdk1.4.2_08\bin&amp;gt;keytool -genkey -alias tomcat -keyalg RSA<br />
Immettere la password del keystore: changeit<br />
Specificare nome e cognome<br />
[Unknown]: Javastaff<br />
Specificare il nome dell'unitÓ aziendale<br />
[Unknown]: Javastaff<br />
Specificare il nome dell'azienda<br />
[Unknown]: Javastaff<br />
Specificare la localitÓ<br />
[Unknown]: Javastaff<br />
Specificare la provincia<br />
[Unknown]: Javastaff<br />
Specificare il codice a due lettere del paese in cui si trova l'unita'<br />
[Unknown]: IT<br />
Il dato CN=Javastaff, OU=Javastaff, O=Javastaff, L=Javastaff, ST=Javastaff, C=IT<br />
è corretto?<br />
[no]: si<br />
Immettere la password della chiave per<br />
(INVIO se corrisponde alla password del keystore): changeit</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Da notare che la password che abbiamo inserito (sia per l&#8217;utente che per il keystore) è &#8220;changeit&#8221;, ossia quella che viene usata di default da Tomcat. Se tutto funziona sarebbe meglio creare un certificato con password diversa e specificarlo dentro Tomcat.<br />
Seguendo le operaiozni indicate, viene creato un file &#8220;.keystore&#8221; nella home dell&#8217;utente che ha lanciato il comando. Ora dobbiamo prendere questo file e muoverlo nella cartella dello user con cui gira Tomcat.</p>
<p>Non abbiamo ancora finito.<br />
Dobbiamo infatti modificare il file di configurazione server.xml che si trova nella sottocartella conf di Tomcat. In questo file dobbiamo decommentare il seguente codice:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br />2<br />3<br />4<br />5<br />6<br />7<br />8<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">&lt;-- Define a SSL Coyote HTTP/1.1 Connector on port 8443 --&gt;<br />
&lt;!--<br />
&lt;Connector className=&quot;org.apache.coyote.tomcat5.CoyoteConnector&quot;<br />
           port=&quot;8443&quot; minProcessors=&quot;5&quot; maxProcessors=&quot;75&quot;<br />
           enableLookups=&quot;true&quot; disableUploadTimeout=&quot;true&quot;<br />
           acceptCount=&quot;100&quot; debug=&quot;0&quot; scheme=&quot;https&quot; secure=&quot;true&quot;;<br />
           clientAuth=&quot;false&quot; sslProtocol=&quot;TLS&quot;/&gt;<br />
--&gt;</div></td></tr></tbody></table></div>
<p> <br />
Qui, oltre a commentare, possiamo indicare anche una serie di parametri che servono per definizione del nuovo Connector HTTPS.<br />
Le informazioni che sono presenti nel server.xml vanno bene così come predisposte, comunque è possibile approfondire queste informazioni cercando nella documentazione ufficiale di Tomcat a cui vi rimando. Una volta finito tutto possiamo avviare la nostra istanza di Tomcat aprendo tranquillamente il browser all&#8217;url <a href="https://localhost:8443">https://localhost:8443</a>. Se tutto è andato a buon fine ci troveremo davanti la classica pagina iniziale di Tomcat&#8230; ma in HTTPS!</p>
<div id="artCorr">
            <p>Sembra non esserci nessun articolo correlato a questo.</p>
    </div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Jboss 4.x: modificare la porta del servlet container</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2009/05/jboss-4x-modificare-la-porta-del-servlet-container/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 14:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[jboss]]></category>
		<category><![CDATA[tomcat]]></category>

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			<wfw:commentRss>http://www.alessandrostella.it/software/2009/05/jboss-4x-modificare-la-porta-del-servlet-container/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Jboss e la porta di HAJNDI (tcp 1101)</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2009/05/jboss-e-la-porta-di-hajndi-tcp-1101/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2009/05/jboss-e-la-porta-di-hajndi-tcp-1101/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 14:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi e soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[jboss]]></category>

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