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	<title>Alessandro Stella - Appunti di informatica &#187; software</title>
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	<description>Appunti sparsi di informatica</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Sep 2010 15:20:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
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		<item>
		<title>Keepass e le proprie password</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/sicurezza/2010/02/keepass-gestione-password/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/sicurezza/2010/02/keepass-gestione-password/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 19:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[keepass]]></category>
		<category><![CDATA[password]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi parliamo di KeePass! Ho letto davvero tanti post su questo piccolo e utile programmino, ma tutti i post letti sono attenti a decantarne le indubbie qualità. Nessuno si è messo dalla parte dei &#8220;deboli&#8221;, ossia di coloro che capiscono a cosa serve, lo vorrebbero quindi usare, ma non sanno da dove iniziare! Bene, qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parliamo di <a href="http://keepass.info/" target="_blanck">KeePass</a>!<br />
Ho letto davvero tanti post su questo piccolo e utile programmino, ma tutti i post letti sono attenti a decantarne le indubbie qualità. Nessuno si è messo dalla parte dei &#8220;deboli&#8221;, ossia di coloro che capiscono a cosa serve, lo vorrebbero quindi usare, ma non sanno da dove iniziare!<br />
Bene, qui oggi, ci occuperemo di ciò che interessa maggiormente a tutti costoro, ossia scriveremo un post su come scaricare e iniziare a usare il programma.<br />
<strong>Cosa è keepass?</strong><br />
E&#8217; un software gratuito che si occupa di memorizzare tutti i nostri dati di login per l&#8217;accesso a tutto ciò che si può pensare (banca, posta web, registrazioni a social network, ecc.). Il tutto in un modo davvero sicuro; a prova di hacker!<br />
Iniziamo&#8230;<br />
Scaricare il programma è la cosa più facile, ma non proprio banale <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Non è banale perché, ad oggi, ci sono <strong>2 versioni free parallele e diverse di Keepass</strong>:</p>
<ul>
<li>KeePass 1.17</li>
<li>KeePass 2.09</li>
</ul>
<p>Non sono una l&#8217;aggiornamento dell&#8217;altra. La differenza tra le 2 versioni risiede quasi esclusivamente nelle tecnologie utilizzate per produrle: la 1.17 non ha bisogno davvero di niente per funzionare, mentre le 2.09 si appoggia sul framework.NET di microsoft. Qui parleremo della 1.17, ma sarà tutto valido anche per la 2.09.<br />
Prima di procedere sottolineiamo il fatto che questo mitico programmino non necessita di installazione, o meglio ne esiste una versione in grado di partire da penna USB e quindi in grado di tenere TUTTI i nostri dati sulla pennina, senza lasciare traccia alcuna sul PC&#8230; pensateci bene&#8230; non è una cosa grandiosa? Tutte le nostre password su una penna o un HD esterno e il programma che le custodisce in grado di partire su qualunque PC&#8230; in totale sicurezza&#8230; pensateci bene&#8230;<br />
<span id="more-724"></span><br />
Va bene, procediamo.<br />
<a href="http://keepass.info/download.html" target="_blanck">Qui</a> troviamo tutte le versioni di keepass. Scarichiamo!<br />
Siamo pronti? Abbiamo scaricato e installato o decompresso? ok!<br />
Clicchiamo 2 volte su keepass e facciamolo partire. Ci troviamo quindi davanti al programma. E adesso?<br />
Adesso ci guardiamo il bel filmatino qui sotto <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Commentiamo i primi 40 secondi, quelli in cui c&#8217;è mostrato tutto quello che non ho trovato in nessun altro post <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
La prima cosa da fare è creare un nuovo database (DB) nel quale il programma inserirà tutti i nostri dati. Questa è un&#8217;operazione molto delicata perché da essa dipenderà quanto sarà difficile, per i non autorizzati, accedere ai nostri dati! Premiamo il foglio bianco per creare un nuovo DB. La schermata che si apre (&#8220;Crea nuovo Database password&#8221;) è importate, molto. Non entrerò nei dettagli, ma sappiate che la procedura che vi indicherò renderà pressoché impenetrabile il vostro DB.<br />
Scegliamo una password. Essa è l&#8217;unica che dovremmo ricordare da oggi in poi: scegliamola tosta! Mentre scriviamo la nostra password vedremo una barra che passa dal rosso al verde. Alla destra della barra c&#8217;è un un campo di testo con scritto un numero. Nel caso del filmato qui in basso, il numero si fermerà a 93bits: sbagliato!!! Scegliete una password che mostri <strong>almeno 128bits</strong>! Non basta! Altra cosa che nessuno dice è la robustezza che introduce l&#8217;uso di un file che funga da chiave! Spuntiamo quindi la voce &#8220;Utilizza password principale e file chiave&#8221; (come da filmato). Poi premiamo sul bottone e creiamo un file con un nome qualsiasi in una cartella a nostro piacimento. Ora per poter accedere ai nostri dati non basterà &#8220;scoprire&#8221; la nostra password! Sarà anche necessario entrare in possesso di quel file! Custodiamolo con cura&#8230; <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Bene, ora possiamo procedere nelle visione del filmatino&#8230;<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="547" height="454" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="play" value="false" /><param name="loop" value="false" /><param name="src" value="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/KeePass.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="547" height="454" src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/KeePass.swf" loop="false" play="false"></embed></object></p>
<p>Possiamo notare, al minuto 2, che nel filmato vengono messe in evidenza 3 voci del menù che compare cliccando col pulsante dx del mouse su una voce da noi creata. In parrticolare:</p>
<ul>
<li>Copia user nome utente</li>
<li>Copia Password</li>
<li>Effettua auto-digitazione</li>
</ul>
<p>Le prime 2 si occupano di mettere negli appunti del PC rispettivamente il nome utente o la password dell&#8217;account selezionato, quindi ci basterà fare &#8220;incolla&#8221; per copiare tali informazioni nei rispettivi campi. L&#8217;ultima invece è davvero una chicca <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Se sotto il programma abbiamo la nostra pagina html di accesso all&#8217;account in questione, premendo &#8220;Effettua auto-digitazione&#8221; il programma inserirà per noi il nome utente e la password nei rispettivi campi e darà pure l&#8217;invio <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Davvero!<br />
Quando abbiamo finito non dimentichiamoci di premere il bottone del dischetto sotto la voce di menù &#8220;Modifica&#8221; per salvare il nostro DB, altrimenti perdiamo tutti i dati <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Fate attenzione a non confondere il DB con il file usato come chiave di sicurezza; son 2 cose diverse!<br />
Quando poi riapriremo keepass, per accedere a tutti i nostri dati, invece di premere sul foglio bianco, sceglieremo la cartella gialla alla sua destra. Dalla schermata successiva cercheremo il nostro DB, poi inseriremo la password e andremo a cercare il nostro file di sicurezza.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Validare un file XML rispetto a uno schema XSD</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/xml/2010/02/validare-un-file-xml-rispetto-a-uno-schema-xsd/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 02:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[xml]]></category>
		<category><![CDATA[xsd]]></category>

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		<description><![CDATA[La cosa non potrebbe essere più facile&#8230; Abbiamo delle regole che un file XML deve rispettare e dobbiamo verificare che le rispetti! Certo, è facile! Peccato che per farlo in &#8220;automatico&#8221;, cioè con un programmino (ino, ino) che lo faccia per noi, ho perso 3 ore! Gira e rigira su internet, ma niente! Una valanga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa non potrebbe essere più facile&#8230;<br />
Abbiamo delle regole che un file XML deve rispettare e dobbiamo verificare che le rispetti! Certo, è facile! Peccato che per farlo in &#8220;automatico&#8221;, cioè con un programmino (ino, ino) che lo faccia per noi, ho perso 3 ore! Gira e rigira su internet, ma niente! Una valanga di software perfettamente in grado di fare di tutto: creazione, editing, modifica, validazione, auto creazione e chi più ne ha più ne metta. Eppure un <strong>programmino</strong> (ino, ino) <strong>che, preso un XSD come insieme di regole da rispettare, verifichi che un dato XML le rispetti</strong>, non l&#8217;ho trovato! Incredibile!<br />
In giro per la rete ci sono software da 2 a 20MB (a pagamento e non) che ti fanno pure il caffè, ma io non lo bevo il caffè! Non voglio creare XSD, XML, XSLT e averne pure delle spettacolari rappresentazioni grafiche! Voglio uno stupido programma che faccia una cosa stupida: presi 2 file in input (XSD e XML), mi dia un output (si o no!). E&#8217; tanto difficile? Si, sembra proprio che lo sia!<br />
Così ho usato qualche minuto del mio tempo e me lo sono fatto da solo. L&#8217;ho scritto pure in java in modo che sia portabile. Ci basta la JVM e amen. Oddio, in 60 minuti non è che abbia potuto creare un programma eccezionale: manca di molti controlli, l&#8217;interfaccia grafica è&#8230; spartana, ma fa quello che deve fare!<br />
Ve lo propongo.<br />
<a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/XML_Validator.gif" rel="lytebox"><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/02/xml_validator-300x194.gif" alt="" title="XML_Validator" width="300" height="194" class="aligncenter size-medium wp-image-694" /></a><br />
Anche questo piccolo programmino è rilasciato secondo la licenza che governa questo sito: <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/deed.it" target="_blanck">creative commons 3.0 &#8211; not for commercial use!</a>, ossia potete usarlo, distribuirlo, modificarlo, ma non potete venderlo o usarlo per fini commerciali (anche perché chi lo compra? <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> ). Tutto qua.<br />
Da <a href="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/XML_Validator.zip">questo link</a> potete scaricare il .zip (circa 450KB). Decomprimendo il .zip otterrete una cartella denominata XML_Validator al cui interno troverete il file <strong>XML.jar</strong> e una cartella lib contenente un paio di librerie usate dal programma.<br />
<strong>Come si usa il programma?</strong><br />
Non c&#8217;è bisogno di alcuna installazione. Se avete <strong>windows</strong> e avete già installato la <strong>jre 1.5 o 1.6</strong>, vi dovrebbe bastare cliccare 2 volte sul XML.jar. Se invece avete <strong>linux</strong> cliccate col pulsante dx del mouse su XML.jar e scegliete &#8220;Apri con Sun java 6 runtime&#8221; (o qualcosa del genere). Su <strong>Solaris</strong>&#8230; non ricordo, dovrebbe bastare un doppio click. <strong>Apple Computer</strong> fornisce la propria versione di Java. Utilizzate la funzione Aggiornamento Software (disponibile nel menu Apple) per verificare che la versione di Java in uso sul Mac sia quella più aggiornata.<br />
Se non avete la jre installata, potete riferirvi al <a href="http://java.com/it/download/manual.jsp" target=_blanck">link sul sito della SUN</a> per scaricare quella più opportuna.<br />
Validate gente, validate! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Isolinux: creare un menù personalizzato</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/isolinux-creare-un-menu-personalizzato/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/isolinux-creare-un-menu-personalizzato/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 22:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[boot loader]]></category>
		<category><![CDATA[isolinux]]></category>
		<category><![CDATA[isolinux.cfg]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo conosciuto isolinux, però adesso vogliamo usarlo. Qui di seguito vi mostro un esempio di cosa possiamo ottenere con pochi semplici passaggi. Quello che vedete nell&#8217;immagine qui sotto è uno screenshot del mio DVD personale che uso ogni volta che mi tocca sistemare/formattare/testare un PC&#8230; E&#8217; stato creato con isolinux! Procediamo. Per prima cosa (vedi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrostella.it/software/2010/01/cosa-e-isolinux/">Abbiamo conosciuto isolinux</a>, però adesso vogliamo usarlo.<br />
Qui di seguito vi mostro un esempio di cosa possiamo ottenere con pochi semplici passaggi. Quello che vedete nell&#8217;immagine qui sotto è uno screenshot del mio DVD personale che uso ogni volta che mi tocca sistemare/formattare/testare un PC&#8230; E&#8217; stato creato con isolinux!</p>
<p><img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/isolinux.png" alt="" title="Menù personalizzato creato con ISOLINUX" width="640" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-608" /></p>
<p>Procediamo.<br />
Per prima cosa (<a href="http://syslinux.zytor.com/wiki/index.php/ISOLINUX" target="_blanck">vedi link originale</a>) mettiamo in risalto il fatto che isolinux:</p>
<ul>
<li>utilizza solo i nomi di file che rispettano l&#8217;ISO 9660, vale a dire che non supporta Rock Ridge o nomi di file in Joliet. Tuttavia può essere usato su un disco che utilizza Rock Ridge e/o estensioni Joliet.
</li>
<li>supporta i nomi di file lunghi (livello 2) ISO 9660, quindi se la compatibilità con i nomi dei file brevi (utile per sistemi operativi come MS-DOS) non è un problema, è possibile utilizzare l&#8217;opzione &#8220;-l&#8221; o &#8220;-iso-level 2&#8243; di mkisofs per generare nomi di file lunghi (fino a 31 caratteri).
</li>
</ul>
<p>Bene, detto questo, costruiamo il nostro primo CD/DVD bootable con menù personalizzato usando isolinux. Seguiremo il seguente procedimento:</p>
<ol>
<li>creazione cartella di lavoro</li>
<li>estrazione di isolinux dal progetto madre <a href="http://syslinux.zytor.com/wiki/index.php/SYSLINUX" target="_blanck">syslinux</a></li>
<li>manipolazione del file <strong>isolinux.cfg</strong> per personalizzare il menù</li>
<li>masterizzazione del CD</li>
</ol>
<p><span id="more-607"></span><br />
<strong>1. Creazione cartella di lavoro</strong><br />
Creiamo una cartella con un nome qualsiasi che useremo come contenitore di tutti i nostri file. Ad esempio c:\bootCD</p>
<p><strong>2. Estrazione isolinux</strong><br />
Andiamo su <a href="http://www.kernel.org/pub/linux/utils/boot/syslinux/" target="_blanck">http://www.kernel.org/pub/linux/utils/boot/syslinux/</a> e scarichiamo syslinux. Attualmente è alla versione 3.84, ma qui usiamo la 3.82. Ottenuto il file .zip decomprimiamolo in una cartella a piacere, cerchiamo i seguenti files: chain.c32, isolinux.bin, memdisk, menu.c32, reboot.c32, vesamenu.c32 e copiamoli in c:\bootCD.</p>
<p><strong>3. Manipolazione del file isolinux.cfg</strong><br />
Sempre nella cartella c:\bootCD creiamo un file di testo vuoto con nome <strong>isolinux.cfg</strong>. Esso rappresenterà il nostro menù. Per capire cosa scrivere in questo file ci basta andare nella cartella &#8220;doc&#8221; di syslinux e cercare il file menu.txt. Al suo interno troveremo una dettagliata descrizione di come creare un file isolinux.cfg.<br />
A questo punto ci troviamo quindi ad avere la seguente situazione:<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/bootCD.gif" alt="" title="Contenuto della cartella bootCD" width="492" height="441" class="alignleft size-full wp-image-638" style="float:none;" /><br />
Per avere un riscontro pratico, di seguito vi posto il codice che ho scritto per creare il menù mostrato dall&#8217;immagine a inizio post.<br />
Esempio di file isolinux.cfg:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br />2<br />3<br />4<br />5<br />6<br />7<br />8<br />9<br />10<br />11<br />12<br />13<br />14<br />15<br />16<br />17<br />18<br />19<br />20<br />21<br />22<br />23<br />24<br />25<br />26<br />27<br />28<br />29<br />30<br />31<br />32<br />33<br />34<br />35<br />36<br />37<br />38<br />39<br />40<br />41<br />42<br />43<br />44<br />45<br />46<br />47<br />48<br />49<br />50<br />51<br />52<br />53<br />54<br />55<br />56<br />57<br />58<br />59<br />60<br />61<br />62<br />63<br />64<br />65<br />66<br />67<br />68<br />69<br />70<br />71<br />72<br />73<br />74<br />75<br />76<br />77<br />78<br />79<br />80<br />81<br />82<br />83<br />84<br />85<br />86<br />87<br />88<br />89<br />90<br />91<br />92<br />93<br />94<br />95<br />96<br />97<br />98<br />99<br />100<br />101<br />102<br />103<br />104<br />105<br />106<br />107<br />108<br />109<br />110<br />111<br />112<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">default vesamenu.c32<br />
prompt 0<br />
# MENU RESOLUTION 800 600<br />
MENU TITLE<br />
MENU BACKGROUND sfondo.png<br />
MENU AUTOBOOT Avvio da hard disk previsto fra # secondi...<br />
MENU TABMSG &nbsp;http://www.alessandrostella.it<br />
MENU COLOR hotsel &nbsp; &nbsp; &nbsp; 1;37;47 #ffffffff #99ffff3C std<br />
MENU COLOR unsel&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 37;40 &nbsp; #99ffff3C #00000000 std<br />
MENU COLOR sel&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 31;47 &nbsp; #DDEE0000 #99ffff3C std<br />
MENU COLOR scrollbar&nbsp; &nbsp; 30;47 &nbsp; #40000000 #20ffffff<br />
MENU COLOR border &nbsp; &nbsp; &nbsp; 30;47 &nbsp; #00000000 #00000000 none<br />
MENU COLOR help &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; 37;40 &nbsp; #c0ffffff #00000000 std<br />
MENU WIDTH 64<br />
MENU MARGIN 2<br />
MENU HSHIFT 7<br />
MENU VSHIFT 1<br />
MENU ROWS 20<br />
MENU TABMSGROW -1<br />
MENU TIMEOUTROW -2<br />
MENU CMDLINEROW 22<br />
MENU ENDROW -1<br />
MENU HIDDENROW -2<br />
MENU HELPMSGROW -5<br />
MENU HELPMSGENDROW -3<br />
# MENU PASSWORDMARGIN 3<br />
# MENU PASSWORDROW 11<br />
#<br />
# DIVISORE PER ANTIVIRUS<br />
LABEL -<br />
&nbsp; &nbsp; MENU LABEL ANTIVIRUS:<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DISABLE<br />
#<br />
# avvio di AVIRA<br />
label Avvio di Avira AntiVir Rescue System<br />
MENU LABEL ^Avira AntiVir Rescue System<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel vesamenu.c32<br />
&nbsp; &nbsp; APPEND /antivir/antivir.cfg<br />
#<br />
# avvio di BITDEFENDER<br />
label Avvio di BitDefender<br />
MENU LABEL ^BitDefender<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel /KNOPPIX/linux<br />
&nbsp; &nbsp; append ramdisk_size=100000 init=/etc/init lang=en apm=power-off vga=791 initrd=/KNOPPIX/BitDefender/minirt.gz nomce quiet BOOT_IMAGE=knoppix knoppix_name=KNOPPIXBD <br />
#<br />
# avvio di KASPERSKY<br />
label Avvio di Kaspersky 'Kav Rescue CD'<br />
MENU LABEL ^Kaspersky 'Kav Rescue CD'<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel vesamenu.c32<br />
&nbsp; &nbsp; append /kav_rescue/isolinux/kav10.cfg<br />
MENU SEPARATOR<br />
#<br />
# DIVISORE PER SISTEMI OPERATIVI LIVE<br />
LABEL -<br />
&nbsp; &nbsp; MENU LABEL SISTEMI OPERATIVI LIVE:<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DISABLE<br />
#<br />
# avvio di LINUX NimbleX<br />
label Avvio in RAM di NimbleX (User: root Pass: toor)<br />
MENU LABEL Linux ^NimbleX (User: root Pass: toor)<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel vesamenu.c32<br />
&nbsp; &nbsp; append /NimbleX/boot/syslinux/nimblex.cfg<br />
#<br />
# avvio di UBCD4WIN<br />
label Avvio in RAM di UBCD4WIN<br />
MENU LABEL ^Windows XP Pro [UBCD4WIN]<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel bootsect.bin<br />
MENU SEPARATOR<br />
#<br />
# DIVISORE PER UTILITY<br />
LABEL -<br />
&nbsp; &nbsp; MENU LABEL UTILITY:<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DISABLE<br />
#<br />
# avvio di MEMTEST<br />
label Avvio di Memtest<br />
MENU LABEL ^Memtest 4<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; KERNEL memdisk<br />
&nbsp; &nbsp; append ramdisk_size=100000 initrd=/memtestp.imz<br />
#<br />
# avvio di TESTDISK<br />
label TestDisk / PhotoRec / LiloPwd<br />
MENU LABEL ^TestDisk / PhotoRec / LiloPwd<br />
&nbsp; &nbsp; MENU INDENT 1<br />
&nbsp; &nbsp; kernel memdisk<br />
&nbsp; &nbsp; append initrd=/TestDisk.imz<br />
MENU SEPARATOR<br />
#<br />
# riavvio del sistema<br />
label Reboot<br />
MENU LABEL ^Riavvia il sistema<br />
&nbsp; &nbsp; KERNEL Reboot.c32<br />
#<br />
# avvio da disco fisso <br />
label Passa il comando al boot loader dell'HD<br />
MENU LABEL Avvia il sistema da ^Hard Disk (default)<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DEFAULT<br />
&nbsp; &nbsp; localboot 0x80<br />
&nbsp; &nbsp; timeout 400<br />
MENU SEPARATOR<br />
#<br />
#<br />
LABEL -<br />
&nbsp; &nbsp; MENU LABEL F1 Aiuto<br />
&nbsp; &nbsp; MENU DISABLE<br />
F1 help.msg</div></td></tr></tbody></table></div>
<p><strong>4. Masterizzazione del CD</strong><br />
Per masterizzare il nostro CD e vedere il nostro menù (anche se attualmente non farà quasi niente), possiamo usare diversi metodi. Se avete a disposizione un programma in grado di creare CD bootable (ad esempio nero burning rom) vi basta indicare come immagine di boot il file <strong>isolinux.bin</strong>. Poi copiare nella root del CD il contenuto della cartella c:\bootCD e masterizzare. Personalmente uso <a href="http://www.MagicISO.com" target="_blanck">magiciso</a> che però è un software a pagamento. Potete usare <strong>mkisofs</strong>, ma è a linea di comando.</p>
<p>A questo punto, finita la masterizzazione sul CD, possiamo riavviare la macchina ed eseguire il boot da CD. A video dovrebbe comparire il nostro menù. Ovviamente per far eseguire delle azioni precise collegate ad ogni voce di menù bisognerà indicarle nel file isolinux.cfg e bisognerà sapere cosa fare e come farlo, ma di questo ci occuperemo più avanti&#8230; Tuttavia, osservando il file isolinux.cfg postato sopra, si possono già intuire molte cose&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cosa è isolinux?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[boot loader]]></category>
		<category><![CDATA[isolinux]]></category>

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		<description><![CDATA[Incredibile, ma vero. Se si cerca cosa è isolinux? su Google&#8230; non si trova una risposta precisa! Bisogna leggere un bel po&#8217; di chiacchiere e blog per venire a capo della risposta! L&#8217;unico modo per avere una risposta degna è digitare &#8220;what is isolinux?&#8221;. Si, ma uno che non è proprio avvezzo all&#8217;inglese? Cosa fa? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile, ma vero.<br />
Se si cerca <strong>cosa è isolinux?</strong> su Google&#8230; non si trova una risposta precisa! Bisogna leggere un bel po&#8217; di chiacchiere e blog per venire a capo della risposta! L&#8217;unico modo per avere una risposta degna è digitare &#8220;what is isolinux?&#8221;. Si, ma uno che non è proprio avvezzo all&#8217;inglese? Cosa fa? Lo so, la risposta classica è: &#8220;che lasci perdere l&#8217;informatica&#8221;. Già, in parte è vero&#8230; in parte no. Comunque sia, ora poniamo rimedio e rispondiamo alla domanda &#8220;cosa è isolinux?&#8221;. Dobbiamo saperlo!<br />
<strong>Isolinux è un boot loader per Linux/i386</strong> che opera su ISO 9660/El Torito CD-ROM in &#8220;no emulation&#8221; mode. Cosa significa lavorare in &#8220;no emulation mode&#8221;? Significa tanto, ma proprio tanto. Significa che non abbiamo la necessità di creare un&#8217;immagine &#8220;del disco di emulazione&#8221; con spazio limitato (per &#8220;emulazione floppy&#8221;) o con problemi di compatibilità (per &#8220;emulazione disco rigido&#8221;). Chi ha avuto modo di creare un&#8217;immagine di boot sa bene quanto è importante questa caratteristica!<br />
In parole più comprensibili, con questo &#8220;programma&#8221; noi possiamo creare un CD/DVD/USB che è in grado di far avviare il nostro PC anche in assenza/mal funzionamento del nostro HD. Questo significa che, con le opportune configurazioni e accortezze, noi saremo in grado di far partire un antivirus o un sistema di backup, o altro ancora anche quando il nostro HD proprio non ne vuole sapere di far partire il nostro sistema operativo. Tra l&#8217;altro isolinux non è di certo l&#8217;ultimo arrivato o uno sprovveduto! Quasi tutti i sistemi linux usano isolinux nelle distribuzioni live; sapete, quelle che partono da sole all&#8217;avvio della macchina tipo ubuntu o simili, ecc.</p>
<p>Ok, ho capito cosa è. Non mi serve <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  In questo caso è inutile leggere il seguito <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Ok, ho capito cosa è. Mi sembra una gran figata e vorrei capire se posso configurarlo per far partire i miei sistemi preferiti&#8230; In questo caso è consigliabile leggere i prossimi post sull&#8217;argomento! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Convertire un file flv in avi con ubuntu</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/linux-ubuntu/2010/01/convertire-file-flv-avi-con-ubuntu/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 10:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[avi]]></category>
		<category><![CDATA[ffmpeg]]></category>
		<category><![CDATA[flv]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu 9.10]]></category>
		<category><![CDATA[winff]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è proprio un gioco. No, davvero non lo è&#8230; Dopo aver perso magari del tempo prezioso a scaricare file da youtube in formato flv, ora ci piacerebbe trasformali in avi, ma abbiamo ubuntu. Come si fa? Seguitemi. 1. Disinstallare i pacchetti x264, libx264 e ffmpeg se sono già installati. Apriamo un terminale e digitiamo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è proprio un gioco. No, davvero non lo è&#8230;<br />
Dopo aver perso magari del tempo prezioso a scaricare file da youtube in formato flv, ora ci piacerebbe trasformali in avi, ma abbiamo ubuntu. Come si fa?<br />
Seguitemi.</p>
<p><strong>1. Disinstallare i pacchetti x264, libx264 e ffmpeg se sono già installati.</strong><br />
Apriamo un terminale e digitiamo:</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">sudo apt-get remove ffmpeg x264 libx264-dev</div></td></tr></tbody></table></div>
<p><strong>2. Installare winff.</strong><br />
Apriamo Ubuntu software center, digitiamo winff nella casella di ricerca e installiamolo.</p>
<p>Usare winff è facile. Scegliere il file da convertire, il formato finale e premere &#8220;Converti&#8221;. Già, magari! Se siamo fortunati abbiamo finito, ma in genere se usiamo ubuntu non lo saremo. Non lo saremo perché in ubuntu mancano un bel po&#8217; di libreire e codec sia audio sia video. Andiamo con ordine.<br />
Se dopo aver installato winff e premuto &#8220;Converti&#8221; appare il messaggio <strong>&#8220;FFplay non trovato&#8221;</strong>, si è combinato qualche casino in fase di installazione. Disinstallare tutto e ricominciare da capo.<br />
Se invece, dopo aver premuto il tasto &#8220;Converti&#8221;, si apre il terminale ma viene fuori <strong>&#8220;Unknown codec &#8216;libmp3lame&#8217;&#8221;</strong>, c&#8217;è il classico problema dei codec di Ubuntu. Potremmo parlare a lungo su come risolvere questo problema, ma a noi interessa il risultato per cui andiamo sul winff e scegliamo &#8220;Opzioni&#8221; in alto a destra. Poi, in basso, scegliamo la tabella &#8220;Parametri riga di comando aggiuntivo&#8221; e scriviamoci dentro</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">-acodec copy</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Se con tale parametro il file finale viene creato senza audio, provare a scegliere AC3 come codec audio, digitando</p>
<div class="codecolorer-container text default" style="overflow:auto;white-space:nowrap;border:1px solid #9F9F9F;width:100%;"><table cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td style="padding:5px;text-align:center;color:#888888;background-color:#EEEEEE;border-right: 1px solid #9F9F9F;font: normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;"><div>1<br /></div></td><td><div class="text codecolorer" style="padding:5px;font:normal 12px/1.4em Monaco, Lucida Console, monospace;white-space:nowrap">-acodec ac3</div></td></tr></tbody></table></div>
<p>Ora riproviamo a scegliere &#8220;Converti&#8221;.<br />
Dovrebbe partire.<br />
Vi consiglio di fare le prove con un file piccolo (30MB) perché il tempo necessario alla conversione è notevole.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Jeyo companion 2.1, windows mobile, gli sms e i contatti</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/windows/2010/01/jeyo-companion-2-1-windows-mobile-gli-sms-contatti/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/windows/2010/01/jeyo-companion-2-1-windows-mobile-gli-sms-contatti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 17:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[XP]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[vista]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>
		<category><![CDATA[jeyo]]></category>
		<category><![CDATA[windows mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio parlare di un programmino che, con 15 euro, mi ha risolto il problema del salvataggio dei miei sms inviati e ricevuti dal mio windows mobile. Sto parlando di Jeyo Companion 2.1. Possiamo scaricarne una versiolne trial valida 15 giorni dal sito del produttore. Bene. La procedura di installazione è abbastanza banale. Ciò che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio parlare di un programmino che, con 15 euro, mi ha risolto il problema del <strong>salvataggio dei miei sms inviati e ricevuti dal mio windows mobile</strong>. Sto parlando di <strong>Jeyo Companion 2.1</strong>.<br />
Possiamo scaricarne una versiolne trial valida 15 giorni dal <a href="http://www.jeyo.com/companion.asp">sito del produttore</a>.<br />
Bene.<br />
La procedura di installazione è abbastanza banale. Ciò che importa è che prima di installare Companion abbiamo effettuato almeno una volta il collegamento di windows mobile a windows tramite <strong>Microsoft ActiveSync</strong>.<br />
Finita la procedura di installazione, colleghiamo il nostro pocket o smartphone al PC e lanciamo Companion. Ci troveremo di fronte alla seguente schermata.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/Jeyo_Companion_01.jpg" alt="" title="Jeyo Companion" width="486" height="474" class="aligncenter size-full wp-image-562" /><br />
Cosa c&#8217;è da spiegare? E&#8217; tutto così chiaro! <img src='http://www.alessandrostella.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Se clicchiamo su SMS/Inbox il sistema si collegherà al nostro telefono e scaricherà l&#8217;elenco di tutti gli sms che abbiamo ricevuto e così per tutto il resto. Troppo comodo!<br />
L&#8217;unica osservazione da fare riguarda gli <strong>sms multipli</strong>, cioè quelli più lunghi di 160 caratteri: Companion mostrerà solo il primo sms, ossia solo i primi 160 caratteri. Niente paura però, perché quando faremo il backup l&#8217;sms sarà salvato per intero.<br />
A proposito&#8230; come si fa il backup?<br />
Facile, troppo facile: basta scegliere da menù &#8220;File/Backup&#8230;&#8221;. Comparirà questa schermata:<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/Jeyo_Companion_02.jpg" alt="" title="Scegli cosa backuppare" width="397" height="229" class="aligncenter size-full wp-image-563" /><br />
Scegliamo &#8220;More&#8230;&#8221;, premiamo &#8220;Continue&#8221; e poi decidiamo quello che vogliamo backuppare (SMS, Contacts, Call History). I dati saranno salvati in un file in formato XML. Qui vi mostro un piccolo esempio.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/Jeyo_Companion_03.gif" alt="" title="Esempio XML sms" width="602" height="483" class="aligncenter size-full wp-image-575" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Installare Cygwin su sistema Windows</title>
		<link>http://www.alessandrostella.it/windows/xp/2010/01/installare-cygwin/</link>
		<comments>http://www.alessandrostella.it/windows/xp/2010/01/installare-cygwin/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 15:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[XP]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[cygwin]]></category>
		<category><![CDATA[emulazione unix]]></category>
		<category><![CDATA[installare cygwin]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa è Cygwin? La più concisa (ed al tempo stesso esauriente) spiegazione di cosa sia Cygwin la si trova sul sito internet dove esso viene distribuito (http://www.cygwin.com): &#8220;Cygwin is a Linux-like environment for Windows. It consists of two parts: A DLL (cygwin1.dll) which acts as a Linux API emulation layer providing substantial Linux API functionality. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>Cosa è <strong>Cygwin</strong>?</h5>
<p>La più concisa (ed al tempo stesso esauriente) spiegazione di cosa sia Cygwin la si trova sul sito internet dove esso viene distribuito (<a href="http://www.cygwin.com" target="_blanck">http://www.cygwin.com</a>):<br />
&#8220;Cygwin is a Linux-like environment for Windows. It consists of two parts:</p>
<ul>
<li>A DLL (cygwin1.dll) which acts as a Linux API emulation layer providing substantial Linux API functionality.</li>
<li>A collection of tools which provide Linux look and feel.&#8221;</li>
</ul>
<p>In altre parole, <strong>Cygwin</strong> permette di sfruttare, anche su una macchina Windows, la potenza e la flessibilità di una shell *NIX Like. All’interno della shell emulata è possibile utilizzare molti dei software tipici del mondo Linux, tra cui il compilatore GCC. Il vantaggio di utilizzare un ambiente emulato invece di uno “nativo” consiste nel non dover installare sulla propria macchina un nuovo sistema operativo, con tutte le problematiche che questa operazione solitamente comporta. Il fatto che si tratti di un ambiente emulato ha chiaramente delle ripercussioni a livello di performance. Sostanzialmente, questo può utilizzare soltanto una piccola percentuale delle risorse (memoria, spazio su disco, ecc…) presenti sulla macchina in uso, dato che la maggior parte di esse è occupata dal sistema operativo “principale”. Tale discorso, che vale in generale per qualsiasi tipo di emulazione, è tanto più vero per gli OS della famiglia Windows, storicamente “avidi” di risorse.</p>
<h5>Installare <strong>Cygwin</strong>*</h5>
<p>Per installare Cygwin è necessario utilizzare un computer connesso ad Internet. Collegandosi al sito Internet <a href="http://www.cygwin.com" target="_blanck">http://www.cygwin.com</a>, si può trovare, nell’angolo superiore destro della home page, il link all&#8217;installer di cygwin (http://www.cygwin.com/setup.exe, contraddistinto dall’etichetta &#8220;Install Cygwin now&#8221;).<br />
Procediamo.<br />
Una volta scaricato il file di installazione e scelto di eseguirlo, windows ci potrebbe avvisare di strani pericoli&#8230; ignoriamolo pure premendo &#8220;Esegui&#8221;.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_01.jpg" alt="" title="Avviso di protezione" width="404" height="302" class="aligncenter size-full wp-image-520" /></p>
<p>Premiamo sempre avanti e scegliamo di installare il programma tramite internet, come mostrato nella figura.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_02.jpg" alt="" title="Installazione via Internet" width="538" height="388" class="aligncenter size-full wp-image-538" /></p>
<p>Scegliamo poi il server dal quale scaricare i pacchetti (uno vale l&#8217;altro), come mostrato in figura<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_05.jpg" alt="" title="Scelta del server pe ril download" width="538" height="388" class="aligncenter size-full wp-image-522" /></p>
<p>E, infine, scegliamo i pacchetti.<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_06.jpg" alt="" title="Scegliamo i pacchetti" width="538" height="388" class="aligncenter size-full wp-image-523" /></p>
<p>Una volta premuto avanti il sistema inizierà a scaricare i pacchetti scelti. Potrebbero essere necessari diversi minuti prima che il sistema Cygwin sia pronto. Dobbiamo pazientare. Quando tutto sarà pronto saremo avvisati.</p>
<p>Finita l&#8217;installazione, Cygwin potrebbe non funzionare: bisogna <strong>aggiungere le variabili di sistema</strong>.<br />
In windows XP, clicchiamo col dx su &#8220;Risorse del computer&#8221; e, dal menù a tendina, scegliamo &#8220;proprietà&#8221;. Poi andiamo sulla tabella &#8220;Avanzate&#8221; e in basso scegliamo &#8220;Variabili d&#8217;ambiente&#8221;. Aggiungiamo le prime due varibili nella figura qui sotto: CYGWIN_HOME e Path (che sarà aggiunta alla Path generale)<br />
<img src="http://www.alessandrostella.it/wp-content/uploads/2010/01/cygwin_variabili_ambiente.jpg" alt="" title="cygwin: variabili ambiente" width="384" height="423" class="aligncenter size-full wp-image-533" /><br />
A questo punto lanciamo il collegamento sul desktop e&#8230; buona emulazione.</p>
<p>*<br />
NB: Nel momento in cui scrivo questo tutorial, la versione di Cygwin più recente è quella comprendente la DLL in versione 1.7.1. Le istruzioni che seguono faranno dunque riferimento all’installazione di questa specifica versione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
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