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feb 06

Oggi parliamo di KeePass!
Ho letto davvero tanti post su questo piccolo e utile programmino, ma tutti i post letti sono attenti a decantarne le indubbie qualità. Nessuno si è messo dalla parte dei “deboli”, ossia di coloro che capiscono a cosa serve, lo vorrebbero quindi usare, ma non sanno da dove iniziare!
Bene, qui oggi, ci occuperemo di ciò che interessa maggiormente a tutti costoro, ossia scriveremo un post su come scaricare e iniziare a usare il programma.
Cosa è keepass?
E’ un software gratuito che si occupa di memorizzare tutti i nostri dati di login per l’accesso a tutto ciò che si può pensare (banca, posta web, registrazioni a social network, ecc.). Il tutto in un modo davvero sicuro; a prova di hacker!
Iniziamo…
Scaricare il programma è la cosa più facile, ma non proprio banale :-)
Non è banale perché, ad oggi, ci sono 2 versioni free parallele e diverse di Keepass:

  • KeePass 1.17
  • KeePass 2.09

Non sono una l’aggiornamento dell’altra. La differenza tra le 2 versioni risiede quasi esclusivamente nelle tecnologie utilizzate per produrle: la 1.17 non ha bisogno davvero di niente per funzionare, mentre le 2.09 si appoggia sul framework.NET di microsoft. Qui parleremo della 1.17, ma sarà tutto valido anche per la 2.09.
Prima di procedere sottolineiamo il fatto che questo mitico programmino non necessita di installazione, o meglio ne esiste una versione in grado di partire da penna USB e quindi in grado di tenere TUTTI i nostri dati sulla pennina, senza lasciare traccia alcuna sul PC… pensateci bene… non è una cosa grandiosa? Tutte le nostre password su una penna o un HD esterno e il programma che le custodisce in grado di partire su qualunque PC… in totale sicurezza… pensateci bene…
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feb 04

La cosa non potrebbe essere più facile…
Abbiamo delle regole che un file XML deve rispettare e dobbiamo verificare che le rispetti! Certo, è facile! Peccato che per farlo in “automatico”, cioè con un programmino (ino, ino) che lo faccia per noi, ho perso 3 ore! Gira e rigira su internet, ma niente! Una valanga di software perfettamente in grado di fare di tutto: creazione, editing, modifica, validazione, auto creazione e chi più ne ha più ne metta. Eppure un programmino (ino, ino) che, preso un XSD come insieme di regole da rispettare, verifichi che un dato XML le rispetti, non l’ho trovato! Incredibile!
In giro per la rete ci sono software da 2 a 20MB (a pagamento e non) che ti fanno pure il caffè, ma io non lo bevo il caffè! Non voglio creare XSD, XML, XSLT e averne pure delle spettacolari rappresentazioni grafiche! Voglio uno stupido programma che faccia una cosa stupida: presi 2 file in input (XSD e XML), mi dia un output (si o no!). E’ tanto difficile? Si, sembra proprio che lo sia!
Così ho usato qualche minuto del mio tempo e me lo sono fatto da solo. L’ho scritto pure in java in modo che sia portabile. Ci basta la JVM e amen. Oddio, in 60 minuti non è che abbia potuto creare un programma eccezionale: manca di molti controlli, l’interfaccia grafica è… spartana, ma fa quello che deve fare!
Ve lo propongo.

Anche questo piccolo programmino è rilasciato secondo la licenza che governa questo sito: creative commons 3.0 – not for commercial use!, ossia potete usarlo, distribuirlo, modificarlo, ma non potete venderlo o usarlo per fini commerciali (anche perché chi lo compra? :-D ). Tutto qua.
Da questo link potete scaricare il .zip (circa 450KB). Decomprimendo il .zip otterrete una cartella denominata XML_Validator al cui interno troverete il file XML.jar e una cartella lib contenente un paio di librerie usate dal programma.
Come si usa il programma?
Non c’è bisogno di alcuna installazione. Se avete windows e avete già installato la jre 1.5 o 1.6, vi dovrebbe bastare cliccare 2 volte sul XML.jar. Se invece avete linux cliccate col pulsante dx del mouse su XML.jar e scegliete “Apri con Sun java 6 runtime” (o qualcosa del genere). Su Solaris… non ricordo, dovrebbe bastare un doppio click. Apple Computer fornisce la propria versione di Java. Utilizzate la funzione Aggiornamento Software (disponibile nel menu Apple) per verificare che la versione di Java in uso sul Mac sia quella più aggiornata.
Se non avete la jre installata, potete riferirvi al link sul sito della SUN per scaricare quella più opportuna.
Validate gente, validate! :-D

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gen 31

Abbiamo conosciuto isolinux, però adesso vogliamo usarlo.
Qui di seguito vi mostro un esempio di cosa possiamo ottenere con pochi semplici passaggi. Quello che vedete nell’immagine qui sotto è uno screenshot del mio DVD personale che uso ogni volta che mi tocca sistemare/formattare/testare un PC… E’ stato creato con isolinux!

Procediamo.
Per prima cosa (vedi link originale) mettiamo in risalto il fatto che isolinux:

  • utilizza solo i nomi di file che rispettano l’ISO 9660, vale a dire che non supporta Rock Ridge o nomi di file in Joliet. Tuttavia può essere usato su un disco che utilizza Rock Ridge e/o estensioni Joliet.
  • supporta i nomi di file lunghi (livello 2) ISO 9660, quindi se la compatibilità con i nomi dei file brevi (utile per sistemi operativi come MS-DOS) non è un problema, è possibile utilizzare l’opzione “-l” o “-iso-level 2″ di mkisofs per generare nomi di file lunghi (fino a 31 caratteri).

Bene, detto questo, costruiamo il nostro primo CD/DVD bootable con menù personalizzato usando isolinux. Seguiremo il seguente procedimento:

  1. creazione cartella di lavoro
  2. estrazione di isolinux dal progetto madre syslinux
  3. manipolazione del file isolinux.cfg per personalizzare il menù
  4. masterizzazione del CD

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gen 27

Incredibile, ma vero.
Se si cerca cosa è isolinux? su Google… non si trova una risposta precisa! Bisogna leggere un bel po’ di chiacchiere e blog per venire a capo della risposta! L’unico modo per avere una risposta degna è digitare “what is isolinux?”. Si, ma uno che non è proprio avvezzo all’inglese? Cosa fa? Lo so, la risposta classica è: “che lasci perdere l’informatica”. Già, in parte è vero… in parte no. Comunque sia, ora poniamo rimedio e rispondiamo alla domanda “cosa è isolinux?”. Dobbiamo saperlo!
Isolinux è un boot loader per Linux/i386 che opera su ISO 9660/El Torito CD-ROM in “no emulation” mode. Cosa significa lavorare in “no emulation mode”? Significa tanto, ma proprio tanto. Significa che non abbiamo la necessità di creare un’immagine “del disco di emulazione” con spazio limitato (per “emulazione floppy”) o con problemi di compatibilità (per “emulazione disco rigido”). Chi ha avuto modo di creare un’immagine di boot sa bene quanto è importante questa caratteristica!
In parole più comprensibili, con questo “programma” noi possiamo creare un CD/DVD/USB che è in grado di far avviare il nostro PC anche in assenza/mal funzionamento del nostro HD. Questo significa che, con le opportune configurazioni e accortezze, noi saremo in grado di far partire un antivirus o un sistema di backup, o altro ancora anche quando il nostro HD proprio non ne vuole sapere di far partire il nostro sistema operativo. Tra l’altro isolinux non è di certo l’ultimo arrivato o uno sprovveduto! Quasi tutti i sistemi linux usano isolinux nelle distribuzioni live; sapete, quelle che partono da sole all’avvio della macchina tipo ubuntu o simili, ecc.

Ok, ho capito cosa è. Non mi serve :-) In questo caso è inutile leggere il seguito :-)
Ok, ho capito cosa è. Mi sembra una gran figata e vorrei capire se posso configurarlo per far partire i miei sistemi preferiti… In questo caso è consigliabile leggere i prossimi post sull’argomento! :-)

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gen 22

Non è proprio un gioco. No, davvero non lo è…
Dopo aver perso magari del tempo prezioso a scaricare file da youtube in formato flv, ora ci piacerebbe trasformali in avi, ma abbiamo ubuntu. Come si fa?
Seguitemi.

1. Disinstallare i pacchetti x264, libx264 e ffmpeg se sono già installati.
Apriamo un terminale e digitiamo:

sudo apt-get remove ffmpeg x264 libx264-dev

2. Installare winff.
Apriamo Ubuntu software center, digitiamo winff nella casella di ricerca e installiamolo.

Usare winff è facile. Scegliere il file da convertire, il formato finale e premere “Converti”. Già, magari! Se siamo fortunati abbiamo finito, ma in genere se usiamo ubuntu non lo saremo. Non lo saremo perché in ubuntu mancano un bel po’ di libreire e codec sia audio sia video. Andiamo con ordine.
Se dopo aver installato winff e premuto “Converti” appare il messaggio “FFplay non trovato”, si è combinato qualche casino in fase di installazione. Disinstallare tutto e ricominciare da capo.
Se invece, dopo aver premuto il tasto “Converti”, si apre il terminale ma viene fuori “Unknown codec ‘libmp3lame’”, c’è il classico problema dei codec di Ubuntu. Potremmo parlare a lungo su come risolvere questo problema, ma a noi interessa il risultato per cui andiamo sul winff e scegliamo “Opzioni” in alto a destra. Poi, in basso, scegliamo la tabella “Parametri riga di comando aggiuntivo” e scriviamoci dentro

-acodec copy

Se con tale parametro il file finale viene creato senza audio, provare a scegliere AC3 come codec audio, digitando

-acodec ac3

Ora riproviamo a scegliere “Converti”.
Dovrebbe partire.
Vi consiglio di fare le prove con un file piccolo (30MB) perché il tempo necessario alla conversione è notevole.

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gen 17

Oggi voglio parlare di un programmino che, con 15 euro, mi ha risolto il problema del salvataggio dei miei sms inviati e ricevuti dal mio windows mobile. Sto parlando di Jeyo Companion 2.1.
Possiamo scaricarne una versiolne trial valida 15 giorni dal sito del produttore.
Bene.
La procedura di installazione è abbastanza banale. Ciò che importa è che prima di installare Companion abbiamo effettuato almeno una volta il collegamento di windows mobile a windows tramite Microsoft ActiveSync.
Finita la procedura di installazione, colleghiamo il nostro pocket o smartphone al PC e lanciamo Companion. Ci troveremo di fronte alla seguente schermata.

Cosa c’è da spiegare? E’ tutto così chiaro! :-) Se clicchiamo su SMS/Inbox il sistema si collegherà al nostro telefono e scaricherà l’elenco di tutti gli sms che abbiamo ricevuto e così per tutto il resto. Troppo comodo!
L’unica osservazione da fare riguarda gli sms multipli, cioè quelli più lunghi di 160 caratteri: Companion mostrerà solo il primo sms, ossia solo i primi 160 caratteri. Niente paura però, perché quando faremo il backup l’sms sarà salvato per intero.
A proposito… come si fa il backup?
Facile, troppo facile: basta scegliere da menù “File/Backup…”. Comparirà questa schermata:

Scegliamo “More…”, premiamo “Continue” e poi decidiamo quello che vogliamo backuppare (SMS, Contacts, Call History). I dati saranno salvati in un file in formato XML. Qui vi mostro un piccolo esempio.

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gen 12
Cosa è Cygwin?

La più concisa (ed al tempo stesso esauriente) spiegazione di cosa sia Cygwin la si trova sul sito internet dove esso viene distribuito (http://www.cygwin.com):
“Cygwin is a Linux-like environment for Windows. It consists of two parts:

  • A DLL (cygwin1.dll) which acts as a Linux API emulation layer providing substantial Linux API functionality.
  • A collection of tools which provide Linux look and feel.”

In altre parole, Cygwin permette di sfruttare, anche su una macchina Windows, la potenza e la flessibilità di una shell *NIX Like. All’interno della shell emulata è possibile utilizzare molti dei software tipici del mondo Linux, tra cui il compilatore GCC. Il vantaggio di utilizzare un ambiente emulato invece di uno “nativo” consiste nel non dover installare sulla propria macchina un nuovo sistema operativo, con tutte le problematiche che questa operazione solitamente comporta. Il fatto che si tratti di un ambiente emulato ha chiaramente delle ripercussioni a livello di performance. Sostanzialmente, questo può utilizzare soltanto una piccola percentuale delle risorse (memoria, spazio su disco, ecc…) presenti sulla macchina in uso, dato che la maggior parte di esse è occupata dal sistema operativo “principale”. Tale discorso, che vale in generale per qualsiasi tipo di emulazione, è tanto più vero per gli OS della famiglia Windows, storicamente “avidi” di risorse.

Installare Cygwin*

Per installare Cygwin è necessario utilizzare un computer connesso ad Internet. Collegandosi al sito Internet http://www.cygwin.com, si può trovare, nell’angolo superiore destro della home page, il link all’installer di cygwin (http://www.cygwin.com/setup.exe, contraddistinto dall’etichetta “Install Cygwin now”).
Procediamo.
Una volta scaricato il file di installazione e scelto di eseguirlo, windows ci potrebbe avvisare di strani pericoli… ignoriamolo pure premendo “Esegui”.

Premiamo sempre avanti e scegliamo di installare il programma tramite internet, come mostrato nella figura.

Scegliamo poi il server dal quale scaricare i pacchetti (uno vale l’altro), come mostrato in figura

E, infine, scegliamo i pacchetti.

Una volta premuto avanti il sistema inizierà a scaricare i pacchetti scelti. Potrebbero essere necessari diversi minuti prima che il sistema Cygwin sia pronto. Dobbiamo pazientare. Quando tutto sarà pronto saremo avvisati.

Finita l’installazione, Cygwin potrebbe non funzionare: bisogna aggiungere le variabili di sistema.
In windows XP, clicchiamo col dx su “Risorse del computer” e, dal menù a tendina, scegliamo “proprietà”. Poi andiamo sulla tabella “Avanzate” e in basso scegliamo “Variabili d’ambiente”. Aggiungiamo le prime due varibili nella figura qui sotto: CYGWIN_HOME e Path (che sarà aggiunta alla Path generale)

A questo punto lanciamo il collegamento sul desktop e… buona emulazione.

*
NB: Nel momento in cui scrivo questo tutorial, la versione di Cygwin più recente è quella comprendente la DLL in versione 1.7.1. Le istruzioni che seguono faranno dunque riferimento all’installazione di questa specifica versione.

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