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Benvenuto,
questo è il profilo di un semplice, serio, preparato ed eclettico analista programmatore web e mobile.
Mi occupo di informatica dal 1993 quando ho iniziato a frequentare un negozio di informatica di nome Magellano.
Ho una laurea in Informatica e Comunicazione digitale, ma non sono nato laureato e per arrivare alla Laurea il mio percorso è stato molto avventuroso... Se sei curioso di conoscerlo ti invito a cliccare su questo link.
Sto dedicando il 2015 all'acquisizione di un ulteriore titolo di studio e, per questo motivo, ho sospeso quasi del tutto la mia attività lavorativa.

Alessandro Stella

Skills

Sono in grado di progettare e implementare un DB relazionale normalizzato (OracleDB, MySQL, PostgreSql).
So scrivere codice per applicazioni web sia lato client (HTML, CSS, JavaScript, JavaFX) sia lato server (J2EE, PHP).
Sono capace di produrre applicazioni ibride per dispositivi mobile (Cordova con XDK o con Eclipse).
Sono in grado di disegnare l'interfaccia grafica di un'applicazione seguendo la psicologia della comunicazione e secondo tre direttive: bellezza, usabilità, persuasione (qualora fosse necessaria), usando software quali Adobe Illustrator, Adobe Photoshop, Autodesk Maya (3D).

Last Projects

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Sito web prodotto con codice puro e pulito, senza l'utilizzo di framework o librerie.

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HTML5, CSS3, JavaScript, PHP5

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Wordpress, HTML5, CSS3, JavaScript, PHP5, mySQL

Data cipher - Crypt/Decrypt file


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Java, JavaFX, XML, MVC

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Sito web di un fiorista salentino gestito tramite Wordpress.

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Wordpress, HTML5, CSS3, JavaScript, PHP5, mySQL

Programmare per il web: HTML5, CSS3, JavaScript


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HTML5, CSS3, JavaScript, pubblicazione

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Amore, sesso, sentimenti, rapporto di coppia, pubblicazione

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Alessandro Stella

Puoi trovare il mio curriculum vitae sempre aggiornato su linkedin (sia in inglese, sia in italiano, basta scegliere la lingua in alto a destra).
Per tutto quello scritto tra le righe di un CV invece… puoi proseguire la lettura…

Sono nato nel 1973 e dal 1993 mi occupo di informatica, prima per curiosità, poi per passione e infine per professione.
La mia storia lavorativa però parte da lontano…

Estate 1985
Industria siderurgica: impacchettamento chiodi e costruzione carriole.
Già… roba da matti! 1985-1973… avevo solo 12 anni!!! Avevo 12 anni e già mio padre mi aveva insegnato cosa significa avere in mano una pistola pneumatica e rischiare di staccarsi un dito mentre si punta la pistola contro un cartone pieno di chiodi. Non dimenticherò mai niente di quel mio passato… Entravo in fabbrica alle 7, mi cambiavo e iniziavo:
- posizionare il cartone sotto l’imbuto d’uscita dei chiodi
- premere leva uscita chiodi
- attendere il riempimento del cartone
- rilasciare la leva
- piegare i bordi del cartone
- attivare la pistola pneumatica e punzonare in 2 punti il cartone
- posizionare il cartone sulla pedana (seguendo un sistema di posizionamento rigoroso)
- ripetere il procedimento per… 4 ore
E come si può dimenticare? :D

Estate 1986
Costruzione di cornici e rosoni in gesso
Rosone e cornici in gesso Lo so, quasi sicuramente ti starai chiedendo qualcosa del tipo: “che cosa?” :D
Già, che cosa? Credo che in questo caso un’immagine possa spiegare tutto in modo molto semplice.
Ti è mai capitato di osservare gli ultimi 30cm delle mura interne di una casa, prima del soffitto? Può succedere che a quella distanza trovi delle cornici in gesso attaccate al muro. Si, proprio come quelle mostrate nella foto verde.
E ti è mai capitato di osservare l’attaccatura al soffitto di alcuni lampadari? Può capitare che in quel punto ci trovi tutto intorno dei rosoni in gesso, come quello mostrato sulla parte sinistra della figura.
Bene, l’estate del 1986 producevo tali articoli. Altra esperienza indimenticabile… Sveglia alle 6, inizio lavoro 6.30. Fine lavoro 14.30. Entravo nel magazzino/laboratorio, prendevo il mio “misurino” da 2,5 litri (tipo un boccale per l’acqua) e ci mettevo dentro gesso e acqua, nelle giuste proporzioni. Amalgamavo con cura e versavo quel liquido nelle forme di caucciù. Da questo momento avevo esattamente 1 minuto. 1 minuto per prendere i fili di canapa e premerli con le dita dentro il liquido. Dopo 1 minuto il liquido era ormai… solido. Quindi rovesciavo la forma di caucciù sul tavolo e staccavo la cornice/rosone dalla sua forma. Afferravo con molta cura il prodotto e lo mettevo fuori, ad asciugare. Bellissimo! Peccato che con quel lavoro ci stavo restando secco: ero allergico al gesso e non lo sapevo. Dopo un mese e mezzo ho dovuto mollare… Peccato!

Estate 1987
Barista
E come faccio a raccontare questa esperienza?
Non ho davvero la parole giuste. Bello, bello, bello… mi facevo un culo come una capanna, ma era troppo bello fare caffè, cappuccini, gelati, parlare con i contadini, i muratori, gli impiegati che andavano al lavoro e poi con i turisti che magari quando non erano in ferie facevano gli stessi lavori ma che… erano in ferie!

Dal 1987 al 1992
Dopo l’estate ’87 ho iniziato le scuole superiori: liceo scientifico. Senza dubbio uno dei più bei periodi della mia vita.
Fino alla fine degli studi, niente più lavori estivi: volevo andare al mare! E che caz..!!!
Ah, nel frattempo ero diventato un ottimo giocatore di tennis, mi ero iscritto alla banda del mio paese dove suonavo il clarinetto e ho avuto la fortuna, tra gli 11 e i 15 anni, di studiare/suonare il pianoforte sotto la guida del Maestro Nico Schiavone. Beh, che dire: una vita impegnata :D

1995 – 1999
Terminato il liceo scientifico, nel 1992, non avendo le idee molto chiare su quale potesse essere il mio futuro lavorativo (per forza! con tutti quei lavori che avevo già alle spalle!!!), ho iniziato a esplorare diversi settori tra cui quello informatico lavorando, dal 1995, in un piccolo negozio.
Ma durante l’estate ho sempre fatto altro…

Estate 1995
Aiuto meccanico presso un’officina super tecnologica… Quando ho lasciato il lavoro il meccanico mi ha proposto di entrare in società. Diceva che ero nato per fare quel lavoro :D

Estate 1996
Receptionist presso il campeggio Baia di Gallipoli

Estate 1997
Barista nel campeggio Riva di Ugento

Estate 1998
Magazziniere presso il Lido San Giovanni di Gallipoli, del quale non posso fare altro che mettere una foto perché lì… beh, lì sono successe tante cose…
Lido San Giovanni

1999 - 2000
Assunto a tempo indeterminato con la mansione di addetto agli acquisti presso il Grand Hotel Costa Brada. Per potermi laureare ho dovuto dare le dimissioni...

E dopo tutto questo (e in verità tanto altro tra cui: raccogliere le olive, produrre olio, piantare e raccogliere patate, ecc, ecc.)... eccomi qui: laureato in informatica!!! :D
E come diavolo ci sono arrivato???
Tutto è iniziato nel 1995 quando ho inizato a frequentare prima e a lavorare poi per un negozietto di informatica che si chiamava Magellano.
Devo dire che l’approccio col settore informatico non è stato dei più felici: dopo appena 2 mesi che mi dilettavo nell’assemblaggio di PC, ho pensato bene di bruciare un 486DX2 nel tentativo (vano) di ottenerne un overclock. Un’esperienza traumatica!
Dopo aver assemblato PC, cablato reti, hub, switch e router ho incontrato il mondo della programmazione. Il mio primo amore è stato il turbo pascal! Si, lo so, fa venire il sorriso anche a me pronunciare un nome del genere, ma è stato il mio primo linguaggio di programmazione. L’Assembler è stato il successivo… ehm… il povero pentium 75Mhz che ha subito l’accesso ai propri registri mi ha fatto capire che non ero propriamente portato per un tale linguaggio, così mi sono interessato prima al C e poi al C++. Esperienze allucinanti, con puntatori in ogni dove che mi venivano anche in sogno. Poi windows 95 e il mitico visual basic hanno reso giustizia grafica a tutti i miei sacrifici.
Nel frattempo però il web prendeva sempre più il sopravvento e il mio essere programmatore cominciava a starmi stretto. Sentivo che mi mancava qualcosa. Qualcosa che mi impediva di andare oltre. Così decisi di iscrivermi al corso di laurea in Informatica. Dopo i primi esami, poco informatici e molto teorici, arrivò la svolta nei miei studi: architettura del calcolatori. Per me, che avevo montato e smontato PC per anni, capire cosa accadeva dentro il processore fu di un interesse inenarrabile. Da quel momento fu un crescendo di interesse per la materia che ha toccato l’apice quando ho avuto a che fare con i principi dell’ingegneria del software, la programmazione a oggetti (di cui avevo solo sentito parlare) e la programmazione in ambiente distribuito che mi hanno rapito e trascinato fin qui. Finalmente sentivo di avere le basi sulle quali costruire una professionalità informatica terico-scientifica e non solo pragmatica. Dal momento della mia iscrizione al corso di laurea non ho più smesso di studiare e non credo che in questo mestiere si possa mai smettere.
Eppure nonstante il mio entusiamo, la mia passione e la certificazione della Laurea, l’inserimento nel mondo lavorativo è stato molto difficile e sofferto. Nel 2003 infatti, ossia quando mi sono ritrovato a cercare lavoro, l’informatica italiana (e non solo) era in piena crisi. Il primo lavoro da laureato che Milano mi ha offerto è stato in ECARE per Il Sole 24 Ore: help desk. Rispondevo al telefono, in pieno luglio, a domande di persone disperate che cercavano inutilmente di far funzionare software scritti in visual basic da ViaLibera per Il Sole 24 Ore. Il secondo impiego milanese non è stato di molto superiore: sono finito a Trezzano sul Naviglio in H3G a fare il tecnico database nel settore marketing. Speravo di meglio dopo la Laurea, ma mi sono dovuto accontentare senza arrendermi… proprio per niente. Nonostante il lavoro non proprio esaltante, continuavo a studiare. La passione per l’ambiente era più forte della delusione lavorativa. La sera, quando tutti andavano a svagarsi a me piaceva stendermi sul letto e studiare le tecniche di analisi e progettazione del software. Era la mia nuova personale frontiera.
A fine 2004 arriva quella che sembrava l’offerta di lavoro definitiva! A Lecce, due passi da casa, in un’azienda con un’ottima reputazione e con un contratto a tempo indeterminato come Ricercatore. Esperienza qualitativametne molto bella, a stretto contatto con ambienti universitari. JAVA e Studi approfonditi su tecniche di analisi e progettazione del software quali AWARE (Analisys of Web Application Requiements), IDM (Interactive Dialog Model), UML2 erano il mio pane quotidiano: bello, finally!
Purtroppo non si vive di sola passione e la situazione economica in cui mi costringeva a vivere l’azienda mi ha indotto ad abbandonare quel posto apparentemente ottimo. Ovviamente sono stato costretto a tornare al nord, prima a Torino dove ho lavorato per Global Value e IBM poi a Milano dove ho lavorato su diversi progetti per diverse aziende tra cui Lombardia Servizi (la parte informatica della Regione Lombardia) per le gestione di alcuni progetti realizzati in java enterprise edition. In questo periodo ho anche avuto la possibilità di scrivere un piccolo framework utilizzando alcuni desgin pattern come Dynamic Linkage, Factory e Command. La parte di configurazione di tale framework è stata affidata a XML e XSL, con sorprendenti risultati. Il dialogo tra client e server è stato in parte demandato ad ajax e alle XMLHTTPRequest; la risposta del server è stata gestita tramite json e non tramite XML. Negli anni sono entrato sempre più a fondo nell’infinito mondo di java passando da Struts, Spring, Web services, Ant, Maven, Tomcat, Jboss, Glassfish, ecc. ecc.
Alla fine del 2009 mi è venuto il dubbio che gli stipendi degli informatici italiani fossero “leggermente” al di sotto dei colleghi europei. Ho quindi preso 6 mesi di aspettativa non retribuita e ho fatto un vero e proprio tour de force in giro per l’Europa e poi per il mondo, arrivando fino a Sydney e Melbourne. Ebbene, posso dirlo: la mia non era un’impressione. In Italia dopo anni di “gavetta” guadagnavo circa 12 euro l’ora (nette). A Londra ho guadagnato 32 sterline l’ora (nette) ed ero appena arrivato. E… no, la vita a Londra non è più cara di Milano, I’m sorry! Inutile poi parlare dell’Australia perché sarebbe troppo umiliante…
Così, dopo tali esperienze, sono tornato a Milano e ho ripreso il mio vecchio lavoro, ma avevo le idee molto più chiare di prima: o Salento o estero. Il mio “io” non mi lasciava alternative. Logica conseguenza sono state le dimissioni dal contratto a tempo indeterminato in un momento in cui una scelta del genere poteva essere definita pura follia. Ma tant'è!

Liberatomi dal guinzaglio del lavoro da simil-manovale, ho sùbito compreso che per lavorare “a casa mia”, cioè nel Salento, avevo una sola possibilità: mettermi in proprio. Ed è quello che dal 2012 ho inizato a fare... e che ho interrotto a fine 2014. A settembre 2014 mi sono infatti iscritto alla Facoltà di Comunicazione Multimediale e Tecnologie dell'Informazione (CMTI) di Udine dove sto cercando di acquisire quello che in Europa chiamano Master's degree.
Nel frattempo ho avuto modo di scrivere 3 libri, due di tipo tecnico e uno che vorrebbe essere una sorta di saggio sull'amore in chiave moderna.

Ci sarebbe molto, molto altro da dire, ma avresti veramente voglia di leggere altre parole oltre a quelle che hai già pazientemente letto? Comunque per avere maggiori informazioni tecniche puoi andare qui:
www.linkedin.com/in/alessandrostella